Marcinelle, Moretuzzo ricorda i 7 corregionali morti e rilancia su sicurezza sul lavoro
Alla vigilia dell’8 agosto, anniversario della strage nella miniera belga del Bois du Cazier e Giornata europea delle vittime sul lavoro.
UDINE - Alla vigilia del 8 agosto 2026, settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle, il capogruppo del Patto per l’Autonomia – Civica FVG Massimo Moretuzzo richiama l’attenzione sul tema della sicurezza sul lavoro e della tutela dei diritti dei lavoratori. La ricorrenza coincide con la Giornata europea delle vittime di incidenti sul lavoro, istituita proprio nel ricordo del disastro avvenuto nel 1956 nella miniera belga del Bois du Cazier.
Nell’incendio scoppiato l’8 agosto 1956 morirono 262 minatori, tra cui 7 corregionali. Un dato che mantiene forte anche in Friuli Venezia Giulia il legame con una delle pagine più drammatiche della storia del lavoro in Europa.
Il richiamo alla memoria e alla prevenzione
Per Moretuzzo, Marcinelle resta «un monito che attraversa le generazioni» e impone di difendere ogni giorno sicurezza e diritti di chi lavora. Il capogruppo sottolinea che il valore della memoria non riguarda solo il passato, ma chiama in causa le scelte pubbliche e collettive del presente.
Secondo l’esponente del Patto per l’Autonomia, custodire il ricordo di Marcinelle significa scegliere un’idea di società fondata sulla tutela delle persone e su una cultura della prevenzione che, osserva, resta oggi necessaria.
La posizione del gruppo consiliare in Fvg
Moretuzzo collega la ricorrenza anche all’attività politica in Consiglio regionale, assicurando l’impegno del gruppo consiliare a promuovere misure che mettano al centro sicurezza, formazione, qualità delle condizioni di impiego e prevenzione.
Il riferimento è alle politiche regionali che incidono sul lavoro e sulla protezione delle persone, in un quadro che in Friuli Venezia Giulia tocca anche il confronto istituzionale più ampio, come quello emerso nell’assestamento 2026.
Per il capogruppo autonomista, la memoria di Marcinelle rappresenta quindi una responsabilità collettiva: un impegno quotidiano, afferma, per evitare che tragedie come quella avvenuta nella miniera del Bois du Cazier possano ripetersi. L’ultimo passaggio del suo intervento ribadisce la volontà del gruppo di continuare a sostenere la prevenzione come principio cardine dell’azione pubblica.