Marghera, trovato un corpo nel cantiere di via Brunacci: è il terzo in meno di un anno
Nuovo ritrovamento nell'area abbandonata tra capannoni e centri commerciali. Disposta l'autopsia, indagini in corso
MARGHERA - Un nuovo corpo è stato trovato nel cantiere abbandonato di via Brunacci, a Marghera. Il ritrovamento riporta l'attenzione su un'area degradata della terraferma veneziana, dove in meno di un anno si sono registrati tre decessi all'interno dello stesso complesso incompiuto.
L'ultimo cadavere è stato recuperato nella serata di martedì, in uno spazio seminterrato invaso dall'acqua. A dare l'allarme sarebbe stato un uomo in cerca di riparo. La vittima, al momento del ritrovamento, non era stata ancora identificata e gli accertamenti sono stati avviati per chiarire identità, tempi della morte e cause del decesso.
Per fare luce su quanto accaduto è stata disposta l'autopsia. Tra le ipotesi al vaglio c'è anche quella dell'annegamento, ma al momento non sono stati diffusi elementi conclusivi. Il corpo, da quanto emerso, si trovava lì da alcuni giorni.
Il cantiere si trova nella zona compresa tra via Brunacci e via Fermi, in un contesto di capannoni e aree produttive non lontano dai grandi poli commerciali di Marghera. Quello che doveva essere un edificio su più livelli è rimasto uno scheletro di cemento mai completato, con rampe di scale, piani privi di copertura e un seminterrato difficile da attraversare in sicurezza.
Proprio quel piano interrato, buio e allagato, è da tempo considerato il punto più pericoloso dell'intera struttura. Chi entra nel complesso per trovare un riparo si muove in ambienti precari, con passaggi insidiosi e scarsa visibilità. Le condizioni del luogo rendono particolarmente rischioso l'accesso, soprattutto nelle ore serali o in caso di permanenza prolungata.
Non è la prima volta che quell'area finisce al centro della cronaca. Nell'arco di meno di dodici mesi, infatti, nello stesso cantiere sono stati trovati altri due morti. In quei casi le vittime erano due uomini che frequentavano il complesso abbandonato. Anche allora gli investigatori avevano preso in considerazione piste diverse, senza che emergessero riscontri definitivi a sostegno di ipotesi alternative alla caduta o a un incidente nell'area sommersa.
All'interno dell'edificio sono state notate più volte tracce di occupazione di fortuna e segni di un utilizzo stabile da parte di persone senza una sistemazione. Il complesso, pur essendo incompiuto e pericolante, continua a rappresentare un rifugio improvvisato per chi vive ai margini.
Il nuovo ritrovamento riaccende così il tema della sicurezza nei siti abbandonati di Marghera. In attesa degli esiti degli esami disposti sul corpo, resta il dato più evidente: nello stesso cantiere, in meno di un anno, si sono verificati tre decessi.