Monfalcone, al Palazzetto Veneto la mostra degli studenti che ripensa la città

Esposti al Palazzetto Veneto gli elaborati delle classi seconde, terze e quarte del liceo Buonarroti su spazi urbani, memoria e

A cura di Web Team Web Team
03 giugno 2026 15:42
Monfalcone, al Palazzetto Veneto la mostra degli studenti che ripensa la città -
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Monfalcone - La città osservata, studiata e ripensata dagli studenti del liceo Buonarroti arriva in mostra al Palazzetto Veneto di via Sant’Ambrogio con “Renovatio Urbis – Come vedo la mia città”, esposizione visitabile dal 6 al 17 giugno 2026. Il progetto raccoglie i lavori realizzati durante l’anno scolastico dalle classi seconde, terze e quarte del liceo scientifico ordinario e delle scienze applicate dell’I.S.I.S. “Michelangelo Buonarroti”, impegnate nell’analisi del tessuto urbano di Monfalcone, tra aree degradate o abbandonate e possibili ipotesi di recupero.

L’inaugurazione è fissata per sabato 6 giugno alle ore 10. L’apertura al pubblico è prevista dal 10 al 12 e dal 15 al 17 giugno, con orario 10-12 e 15-17. La mostra è aperta alla cittadinanza e propone una lettura della città costruita a partire dallo sguardo dei più giovani, con elaborati che spaziano dai pannelli progettuali agli studi urbanistici.

I progetti esposti

Il percorso è stato coordinato dalla professoressa Federica Scanferlin e si è sviluppato lungo due direttrici. La prima riguarda il corso di Storia dell’Arte: qui gli studenti hanno trasformato la loro idea di futuro degli spazi urbani in progetti, studi urbanistici, pannelli e proposte di riqualificazione di edifici comunali, lavorando sulla prospettiva centrale e accidentale fino alla simulazione con intelligenza artificiale, impiegata come strumento di supporto in modo consapevole. Un approccio che si inserisce nel più ampio dibattito sull’uso delle nuove tecnologie.

La seconda linea di lavoro nasce invece all’interno del corso di Museologia, con il contributo del professor Antonio Costa. In questo caso gli studenti hanno elaborato una proposta di valorizzazione culturale e turistica capace di mettere in relazione il Sacrario Militare di Redipuglia e la meno conosciuta Dolina dei Bersaglieri. A partire da sopralluoghi e rilievi dei siti, il gruppo ha approfondito gli aspetti economico-gestionali dell’area, definito azioni didattico-laboratoriali e costruito un percorso di sviluppo turistico e divulgativo che collega i due luoghi della memoria del territorio.

I risultati di questo studio saranno presentati in mostra attraverso una proiezione. Si tratta della prima fase di un lavoro destinato a proseguire nel prossimo anno scolastico, fino a culminare in un evento espositivo abbinato a una mostra fotografica dedicata al progetto su Redipuglia e Dolina dei Bersaglieri.

Il lavoro degli studenti sulla città

Nel corso dell’anno scolastico le classi hanno affrontato il tema della riqualificazione urbana sotto diversi punti di vista, dal recupero degli spazi pubblici alla rilettura di edifici e aree della città. Le proposte nascono dall’osservazione diretta di Monfalcone e si concentrano su situazioni di degrado o abbandono, trasformate in ipotesi progettuali con attenzione agli usi futuri e alle necessità della comunità.

Il sindaco Luca Fasan ha spiegato di aver sostenuto il progetto proprio perché capace di restituire una visione della città originale e rivolta al futuro. Secondo il primo cittadino, le idee elaborate dagli studenti, anche quando non immediatamente realizzabili, rappresentano un esercizio concreto di partecipazione e un contributo utile alla comunità, maturato attraverso osservazione del territorio, creatività e senso di appartenenza.

Il dirigente scolastico Vincenzo Caico ha sottolineato invece il ruolo degli studenti come protagonisti attivi di idee e cambiamento, evidenziando la funzione del liceo Buonarroti come presidio culturale del territorio. Nel suo intervento ha insistito anche sull’uso consapevole degli strumenti digitali e dell’intelligenza artificiale, considerati parte integrante di un’offerta formativa che dialoga con altri settori.

Dalla fantasia ai progetti concreti

La professoressa Federica Scanferlin ha definito il Buonarroti un’eccellenza nella capacità di mettere insieme tradizione e innovazione. Il lavoro, ha spiegato, è partito dall’analisi, dalla visione e dalla progettazione tradizionale, con attenzione alla precisione tecnica, per arrivare poi a un uso dell’intelligenza artificiale come strumento capace di completare e arricchire il percorso.

A raccontare l’esperienza sono stati anche alcuni studenti. Giulio Boscarol, della 2 BLS, ha descritto il progetto come un percorso “dalla fantasia alla carta”, nato dalla scoperta di luoghi e potenzialità nascoste della città. Mattia Toffolo, della 3 BS, ha invece messo l’accento sul lavoro di gruppo svolto anche fuori dall’aula, utile a valorizzare competenze diverse e a leggere meglio le potenzialità architettoniche e non solo di Monfalcone. Entrambi hanno indicato Renovatio Urbis come un’esperienza significativa anche in vista di futuri percorsi di studio in architettura e ingegneria.

Ambra Cargnelutti ha portato una riflessione sul recupero urbano, spiegando che restaurare non significa ricostruire, ma restituire identità. Nei progetti, ha aggiunto, il confronto con il territorio passa attraverso richiami formali alle strutture di Fincantieri, all’acqua, al mare e al paesaggio carsico, con l’obiettivo di creare luoghi di aggregazione rispondenti alle esigenze reali della comunità.

Matilda Melon e Chiara Giungato hanno concentrato il loro intervento sul tema della cittadinanza attiva e sull’impatto sociale della riqualificazione urbana. I loro lavori hanno affrontato il recupero delle case popolari, la valorizzazione dell’edificio adiacente al palazzetto dello sport, la riqualificazione del centro per il trattamento delle dipendenze e l’ipotesi di un nuovo edificio per il liceo, con scelte di materiali e forme radicate nel contesto locale, dalla pietra carsica al vetro che richiama il mare.

In rappresentanza delle classi quarte, Stefano Sandrin ha ringraziato il Comune per lo spazio dato alla voce dei giovani, chiarendo che l’obiettivo dei lavori non è attendersi una realizzazione immediata delle proposte, ma affermare una presenza attiva delle nuove generazioni nella discussione sulla città. Nei progetti, ha ricordato, compaiono ristoranti, spazi di aggregazione e luoghi di socialità pensati come espressione del loro sguardo su Monfalcone.

La mostra resterà visitabile al Palazzetto Veneto dal 10 al 12 e dal 15 al 17 giugno, ogni giorno con orario 10-12 e 15-17, dopo l’inaugurazione in programma il 6 giugno alle 10.

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