Morto U.T. Gandhi: il Friuli perde uno dei suoi grandi protagonisti del jazz

È morto a 66 anni U.T. Gandhi, batterista e percussionista friulano protagonista per oltre quarant'anni della scena jazz internazionale.

10 agosto 2026 18:14
Morto U.T. Gandhi: il Friuli perde uno dei suoi grandi protagonisti del jazz -
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OSOPPO – Il mondo della musica friulana piange U.T. Gandhi, al secolo Umberto Trombetta Gandhi, batterista e percussionista conosciuto ben oltre i confini regionali. Il musicista è morto lunedì 10 agosto 2026 all'età di 66 anni, dopo essere stato colto da un malore nella sua abitazione di Osoppo.

Una scomparsa improvvisa che lascia un vuoto profondo nella scena jazz del Friuli Venezia Giulia, alla quale Gandhi è rimasto fortemente legato anche durante una carriera che lo ha portato a esibirsi in Europa, Canada, Asia, Africa e Sud America.

Lascia la moglie Tania Genova e la figlia Irene.

Chi era U.T. Gandhi

Nato a San Daniele del Friuli il 17 aprile 1960, U.T. Gandhi aveva costruito il proprio percorso artistico partendo da una formazione sostanzialmente autodidatta. Il suo incontro con il jazz risale al 1978, per poi trasformarsi in una carriera professionale durata oltre quarant'anni.

La sua crescita passò anche attraverso importanti occasioni di perfezionamento: partecipò a seminari con Jimmy Cobb, batterista entrato nella storia anche per il lavoro con Miles Davis, con Tommy Campbell nell'ambito di Umbria Jazz e con Peter Erskine, incontrato nei seminari di Ravenna Jazz e Udine Jazz.

Una storia personale profondamente legata anche a Osoppo e al terremoto del Friuli del 1976. Gandhi raccontò negli anni come la sua batteria fosse sopravvissuta al crollo della casa e come l'incontro con gli Area, arrivati in Friuli per un concerto di solidarietà dopo il sisma, avesse rappresentato uno dei passaggi determinanti della sua formazione musicale.

Gli anni con Enrico Rava e i tour internazionali

Una delle tappe fondamentali della sua carriera fu l'ingresso nell'Electric Five di Enrico Rava, formazione con la quale Gandhi rimase per otto anni.

Con il quintetto partecipò a concerti e tournée in Italia, Europa, Canada e Giappone, lavorando accanto a uno dei nomi italiani più importanti della storia del jazz internazionale. Partecipò inoltre ai progetti Rava-Carmen, L'Opera va e Ragazzi selvaggi, quest'ultimo realizzato anche con l'Orchestra Sinfonica di Rovigo.

La presenza di Gandhi alla batteria è documentata anche in importanti incisioni di Rava degli anni Novanta, tra cui Electric Five, Noir, Ragazzi Selvaggi e Certi Angoli Segreti.

La sua attività internazionale si estese poi a numerose collaborazioni. Tra i musicisti con cui lavorò figura anche il grande bandoneonista argentino Dino Saluzzi, con il quale Gandhi registrò e affrontò tournée europee. Nel corso degli anni collaborò inoltre con artisti e progetti legati alla prestigiosa etichetta ECM. (Il Friuli)

Il portale turistico regionale gli attribuisce oltre 150 CD realizzati nel corso della carriera per importanti case discografiche.

Dalla reunion degli Area ai progetti con i giovani

Nel 2010 arrivò un'altra esperienza dal forte valore simbolico: U.T. Gandhi venne invitato come batterista ospite alla storica reunion degli Area International POPular Group, partecipando a diversi concerti in Italia.

Era il ricongiungimento artistico con una formazione che aveva avuto un ruolo fondamentale nella sua giovinezza.

Ma Gandhi non aveva mai trasformato la propria carriera internazionale in un distacco dal Friuli. Al contrario, aveva continuato a lavorare con musicisti regionali, nuove generazioni e progetti culturali del territorio, considerando la dimensione umana del fare musica parte integrante della propria attività. (All

Un percorso inserito in una scena jazz regionale particolarmente vivace, raccontata anche attraverso manifestazioni come More Than Jazz 2026 tra Udine e Trieste, capace di intrecciare musicisti internazionali e talenti del territorio.

L'impegno nelle carceri e la musica come strumento sociale

Meno conosciuto dal grande pubblico, ma particolarmente significativo, era anche il suo impegno sociale.

Per otto anni U.T. Gandhi tenne concerti, corsi di percussione e attività di musica d'insieme nelle case circondariali di Udine, Pordenone, Gorizia e Tolmezzo. Da quella esperienza nacquero anche produzioni discografiche realizzate insieme ai detenuti.

Lavorò inoltre nella danza contemporanea, nel teatro e nella videoarte, componendo musiche per realtà come Arearea e collaborando con diverse compagnie teatrali del Friuli Venezia Giulia. Parallelamente svolse attività didattica attraverso laboratori e incontri dedicati a batteria e percussioni.

“Farewell Dance” e gli ultimi lavori

La ricerca musicale non si era fermata con il passare degli anni.

Nel 2025 era uscito “Farewell Dance”, progetto prodotto da Artesuono: un album di 17 tracce nel quale Gandhi non si limitava a batteria e percussioni, ma utilizzava anche pianoforte, Fender Rhodes, basso elettrico, tastiere, campionatori ed elettronica.

Il primo brano, significativamente intitolato “Os-Opum”, riportava ancora una volta la sua musica al paese nel quale aveva scelto di vivere.

Nel 2026 era arrivato anche “Dialoghi”, progetto realizzato con il chitarrista Marco Bianchi e pubblicato dall'etichetta Artesuono di Stefano Amerio. I due lo avevano portato a Udin&Jazz il 18 luglio, con una musica costruita sull'improvvisazione e capace di attraversare jazz, rock, ambient ed elettronica.

Poche settimane prima della scomparsa Gandhi era quindi ancora pienamente immerso nella propria attività artistica.

Fino agli ultimi giorni sui palchi del Friuli

Il suo nome compariva anche nel programma della 35ª edizione di Carniarmonie, il festival con 43 concerti tra Carnia e Alto Friuli, una delle principali rassegne musicali dell'estate regionale.

Proprio venerdì 7 agosto, appena tre giorni prima della morte, il calendario di Carniarmonie lo indicava alla batteria dell'Organ Madness Trio a Forni di Sotto, accanto a Daniele D'Agaro al sax e clarinetto e Mauro Costantini all'organo Hammond. La formazione, nata nel 1996, viene descritta dagli organizzatori come una delle realtà più longeve della scena jazz regionale.

Con lo stesso Organ Madness Trio Gandhi era da anni protagonista dei festival del territorio: la formazione era stata al centro anche dell'apertura di TriesteLovesJazz con U.T. Gandhi alla batteria, confermando la continuità di un sodalizio musicale lungo quasi trent'anni.

Una carriera raccontata come un viaggio

A sintetizzare meglio di molte biografie il rapporto di U.T. Gandhi con la musica era stato lui stesso nel progetto orchestrale “Music for the world”, presentato nella stagione 2025-2026 dell'Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia.

Il concerto ripercorreva oltre quarant'anni di vita artistica, partendo idealmente da Osoppo e attraversando Italia, Balcani, Europa, Medio Oriente, Africa, Americhe, Cina, Giappone e Vietnam. Un viaggio nel quale esperienze professionali e incontri umani finivano per diventare un'unica storia musicale.

Anche “Diario di un autodidatta”, il progetto autobiografico dedicato alla sua vita, aveva raccontato questa traiettoria fuori dagli schemi: quella di un ragazzo friulano cresciuto senza un percorso accademico tradizionale, capace attraverso ascolto, curiosità e lavoro di arrivare sui palcoscenici internazionali.

Con la morte di U.T. Gandhi se ne va così non soltanto un batterista e percussionista di fama internazionale, ma uno dei musicisti che per decenni hanno fatto da ponte tra il Friuli e il jazz mondiale, mantenendo Osoppo e la propria terra d'origine al centro di un viaggio artistico lungo più di quarant'anni.

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