Leone d’oro a “Woman Unknown”, premiati Malkovich e Scamarcio: il palmarès di Venezia
“Woman Unknown” conquista Venezia 2026. Tutti i premi, il doppio successo di Scamarcio e Landucci e le uscite dei film.
VENEZIA. Il Leone d’oro della Mostra del Cinema 2026 va a “Woman Unknown” di May el-Toukhy. Il film danese conquista anche la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, assegnata a Mathilde Arcel: un doppio riconoscimento che lo porta al centro del palmarès dell’83ª edizione, conclusa sabato 12 settembre al Lido. La vittoria è confermata dal resoconto della premiazione di Reuters.
La serata premia inoltre John Malkovich, migliore attore per “Wild Horse Nine”, e Lee Chang-dong, destinatario del Gran Premio della Giuria con “Possible Love”. Per il cinema italiano arrivano due riconoscimenti nella sezione Orizzonti: “I figli della scimmia” vince per l’interpretazione di Riccardo Scamarcio e per la sceneggiatura di Tommaso Landucci e Damiano Femfert. I risultati sono riportati nella cronaca della cerimonia di Sky TG24.
Di cosa parla “Woman Unknown”, il film che ha vinto Venezia
Il titolo originale è “Kvinde Ukendt”. Ambientato nella Danimarca del dopoguerra, il film segue Marie, una giovane governante che sta per sposare Christian, il ricco vedovo per il quale lavora.
Il matrimonio potrebbe darle stabilità economica e una posizione sociale completamente diversa. Ma Marie custodisce un segreto: durante l’occupazione ha avuto una relazione con un soldato tedesco. La possibilità che quel passato riemerga mette in pericolo il futuro che sta costruendo.
La vicenda intreccia così la fine della guerra con una storia di dipendenza economica, reputazione e sopravvivenza. Il conflitto continua a pesare sulla vita privata della protagonista anche quando, ufficialmente, è terminato. È questa la situazione da cui prende avvio il racconto, presentato nella scheda del distributore italiano Lucky Red.
Mathilde Arcel, una protagonista premiata insieme al film
La vittoria di Mathilde Arcel aggiunge un riconoscimento individuale al successo dell’opera. L’attrice danese, trentenne, interpreta proprio Marie.
Ricevendo il premio, Arcel ha sottolineato quanto fosse speciale trovarsi a Venezia con il suo primo ruolo da protagonista cinematografica e ottenere subito un riconoscimento di questa portata. Un passaggio personale che accompagna uno dei risultati più rilevanti della serata, raccontato nel resoconto internazionale della premiazione.
Tutti i premi del concorso Venezia 83
La giuria del concorso principale, presieduta da Maggie Gyllenhaal, ha valutato 21 film. Questi i riconoscimenti assegnati, riportati nel palmarès di Venezia 2026.
Premio | Vincitore |
|---|---|
Leone d’oro per il miglior film | “Woman Unknown”, regia di May el-Toukhy |
Leone d’argento – Gran Premio della Giuria | “Possible Love”, regia di Lee Chang-dong |
Leone d’argento per la migliore regia | Ilya Khrzhanovsky, per “DAU” |
Coppa Volpi, migliore attrice | Mathilde Arcel, per “Woman Unknown” |
Coppa Volpi, migliore attore | John Malkovich, per “Wild Horse Nine” |
Migliore sceneggiatura | Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce, per “Un bon petit soldat” |
Premio speciale della giuria | “NAZA”, regia di Yuval Abraham e Rachel Szor |
Premio Marcello Mastroianni a un’interprete emergente | Malou Khebizi, per “15/18 – A Place to Heal”, di Cédric Kahn |
Malkovich premiato per “Wild Horse Nine”
La Coppa Volpi maschile porta l’attenzione su “Wild Horse Nine”, il nuovo film di Martin McDonagh.
La storia è ambientata nel 1973, alla vigilia del colpo di Stato in Cile. Due agenti della CIA vengono inviati da Santiago all’Isola di Pasqua, dove una missione si intreccia con i loro trascorsi e con le tensioni politiche del momento.
Nel cast, accanto a Malkovich, figurano Sam Rockwell e Steve Buscemi. Per il pubblico italiano c’è già una data da segnare: l’arrivo nelle sale è annunciato per il 5 novembre 2026, secondo il calendario delle uscite dei film presentati alla Mostra.
Il lavoro e le responsabilità al centro del film di Brizé
Il premio alla sceneggiatura di “Un bon petit soldat” valorizza un film che affronta i conflitti del mondo aziendale attraverso la storia di una responsabile delle risorse umane.
La protagonista deve tenere insieme il benessere dei dipendenti e le richieste di rendimento dell’impresa. L’emergere di una gestione tossica la costringe a confrontarsi con le conseguenze delle proprie decisioni e con i compromessi della sua posizione.
Il percorso veneziano di Brizé aveva già incrociato questi temi: l’8 settembre il regista aveva ricevuto lo Special Award del Premio Film Impresa, un riconoscimento distinto da quello assegnato nella serata conclusiva. Nordest24 aveva raccontato il premio a Stéphane Brizé e i temi di “Un bon petit soldat”.
“NAZA”, il documentario su Gaza premiato dalla giuria
Il Premio speciale della giuria va a “NAZA”, firmato da Yuval Abraham e Rachel Szor.
Il documentario indaga i sistemi impiegati nelle operazioni israeliane a Gaza e le loro conseguenze sui civili palestinesi. Il lavoro mette in relazione ricerca giornalistica, testimonianze e responsabilità politiche e individuali.
La produzione del Guardian ha confermato il riconoscimento e indicato una successiva distribuzione internazionale attraverso MK2. I dettagli sono contenuti nell’annuncio del premio pubblicato dal produttore del documentario.
Scamarcio e Landucci: il doppio risultato italiano in Orizzonti
Per l’Italia, uno dei passaggi più significativi della premiazione riguarda “I figli della scimmia”, diretto da Tommaso Landucci.
Riccardo Scamarcio ottiene il premio per la migliore interpretazione maschile di Orizzonti, mentre Landucci e Damiano Femfert ricevono quello per la sceneggiatura. Si tratta dei riconoscimenti della sezione Orizzonti, che ha una propria giuria e un proprio concorso.
Scamarcio ha dedicato il premio ai padri e ha condiviso il riconoscimento con Andrea Aggio, giovane interprete del film, come riferisce la cronaca di RaiNews dalla Mostra.
Il film racconta una paternità attraversata da sentimenti difficili: Scamarcio interpreta un uomo che si prende cura del figlio con disabilità e sviluppa un rapporto sempre più intenso con il nipote adolescente. L’uscita italiana è prevista per il 17 settembre, con distribuzione Medusa, nel calendario delle uscite dopo Venezia.
Tutti i vincitori di Orizzonti
Il premio al miglior film della sezione va a “Un détour par Diane”, conosciuto anche con il titolo internazionale “Diane in the Loop”. Il palmarès raccolto da Cineuropa comprende i seguenti riconoscimenti.
Premio Orizzonti | Vincitore |
|---|---|
Miglior film | “Un détour par Diane”, di Ann Sirot e Raphaël Balboni |
Migliore regia | Jacqueline Lentzou, per “A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra” |
Premio speciale della giuria | “La maison du vent”, di Auguste Bernard Kouemo Yanghu |
Migliore attrice | Laleh Marzban, per “Moragheb – Falling House” |
Migliore attore | Riccardo Scamarcio, per “I figli della scimmia” |
Migliore sceneggiatura | Tommaso Landucci e Damiano Femfert, per “I figli della scimmia” |
Miglior cortometraggio | “Quelques instants de bonheur”, di Shaden Safieddine Tazi |
Leone del futuro, Spotlight, Classici e cinema immersivo
“La maison du vent” conquista anche il Leone del futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”. Al risultato ottenuto in Orizzonti si aggiunge quindi il riconoscimento dedicato all’esordio nel lungometraggio.
Il pubblico di Venezia Spotlight premia invece “Eu contez – I Matter”, di Alina Șerban. Entrambi i risultati figurano nell’elenco dei vincitori delle diverse sezioni.
Completano il quadro i premi a restauri ed esperienze immersive:
Sezione e riconoscimento | Vincitore |
|---|---|
Venezia Classici – Miglior film restaurato | “La lunga notte del ’43”, di Florestano Vancini |
Venice Immersive – Gran Premio | “The Pigeon Ring”, di Shixin Tao e Yuqi Zhang |
Venice Immersive – Premio speciale della giuria | “Out of the Ashes”, di Rory Mitchell e Nonny de la Peña |
Venice Immersive – Premio per la realizzazione | “Empire at Sea”, di Peter Flaherty |
Le assegnazioni sono riportate nella cronaca completa della cerimonia. All’edizione 2026 appartengono inoltre i Leoni d’oro alla carriera a George Clooney ed Ellen Burstyn, consegnati durante il festival.
Quando vedere “Woman Unknown” in Italia
Per il film vincitore del Leone d’oro la distribuzione italiana è affidata a Lucky Red. Nella presentazione dei titoli del distributore a Venezia non è indicata una data di uscita: l’informazione da attendere è quindi il calendario ufficiale delle proiezioni italiane.
Il titolo da cercare è “Woman Unknown”, oppure “Kvinde Ukendt” nei programmi internazionali. La presenza di un film alla Mostra, da sola, non comporta che sia già disponibile nei cinema o sulle piattaforme.
Dalla Mostra alle sale di Udine e Pordenone
Per gli spettatori del Nordest c’è già un’occasione concreta per incontrare uno degli autori passati dal concorso veneziano. Martedì 15 settembre Andrea Pallaoro presenterà “The Echo Chamber” in Friuli Venezia Giulia:
Udine, Visionario: ore 19.
Pordenone, Cinemazero: proiezione alle 21, con intervento del regista al termine.
Il film porta sullo schermo l’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci. Programma e informazioni sono nell’approfondimento di Nordest24 sugli incontri con Andrea Pallaoro a Udine e Pordenone.
Per chi vuole affiancare alle nuove uscite la riscoperta dei classici, negli stessi cinema è previsto anche “M – Il mostro di Düsseldorf” di Fritz Lang, in versione restaurata e in lingua originale sottotitolata, dal 14 al 16 settembre. Qui le informazioni sul ritorno del film a Cinemazero e al Visionario.
Il racconto del territorio al Lido ha compreso anche iniziative formative, come “LOVE? CAKE!”, il cortometraggio realizzato con i giovani e presentato all’Excelsior: un progetto sulla parità e sul rispetto, presentato nell’ambito degli appuntamenti ospitati allo Spazio Regione Veneto.