Nuova ondata di caldo a Nordest: dove si arriverà a 40 gradi e quanto durerà

Picco tra 31 luglio e 2 agosto: Veneto verso 40 gradi, FVG fino a 38. Durata, temporali e consigli pratici per affrontare il caldo.

28 luglio 2026 10:55
Nuova ondata di caldo a Nordest: dove si arriverà a 40 gradi e quanto durerà - Forte ondata di caldo a Nordest
Forte ondata di caldo a Nordest
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NORDEST - La risposta breve è questa: il caldo aumenterà da martedì 28 luglio e raggiungerà la fase più intensa tra venerdì 31 luglio e domenica 2 agosto 2026. In Veneto le massime potranno sfiorare i 39-40 gradi in pianura; in Friuli Venezia Giulia OSMER indica fino a 35-38 gradi venerdì nelle aree pianeggianti. Sulla costa friulana e giuliana le massime saranno più basse, generalmente tra 30 e 33 gradi, ma il problema maggiore arriverà di notte, con minime di 24-26 gradi e poco recupero per l'organismo.

Sul ritorno dei temporali serve invece molta precisione. Nei bollettini ufficiali locali disponibili alle 10.40 di martedì 28 luglio non compare ancora una rottura organizzata dell'ondata di calore. Nel weekend potrà aumentare l'instabilità sulle Alpi, ma un temporale pomeridiano in montagna non equivale automaticamente a una rinfrescata per Venezia, Padova, Verona, Treviso, Udine, Pordenone, Gorizia o Trieste. Per una svolta diffusa dopo domenica 2 agosto bisogna attendere i prossimi aggiornamenti: indicare oggi un giorno esatto significherebbe trasformare una tendenza in una certezza che non esiste.

Questa guida è aggiornata sui dati ufficiali di ARPAV Veneto, OSMER FVG, Protezione Civile e sistema Worklimate. Approfondisce la prima notizia sul brusco aumento delle temperature pubblicata da Nordest24, concentrandosi su ciò che serve davvero per organizzare lavoro, spostamenti, casa, mare, montagna e assistenza alle persone fragili.

Le risposte essenziali in trenta secondi

Quando comincia? L'aumento è già iniziato martedì 28 luglio e diventerà più evidente mercoledì 29.

Quando arriva il picco? In Veneto ARPAV colloca il culmine tra venerdì 31 luglio e domenica 2 agosto. In FVG il bollettino disponibile porta la pianura da 30-33 gradi di martedì a 35-38 gradi venerdì.

Dove si possono sfiorare i 40 gradi? Nella pianura veneta, soprattutto nelle aree interne e urbanizzate. Il dato ufficiale regionale è 39-40 gradi: non è corretto assegnare oggi 40 gradi a una singola città senza il bollettino locale aggiornato.

Dove il caldo sarà più difficile da sopportare? Nelle città di pianura per accumulo di calore e, di notte, lungo la costa friulana e giuliana, dove OSMER prevede minime fino a 24-26 gradi.

Quando torneranno i temporali? Qualche fenomeno potrà comparire prima sui rilievi, ma al momento non è confermato un passaggio capace di rinfrescare tutto il Nordest. Il primo controllo davvero utile sarà l'aggiornamento dei bollettini tra venerdì e sabato.

Perché viene chiamata quarta ondata, mentre OSMER parla di terza

Nelle previsioni nazionali questa fase viene spesso indicata come quarta ondata di calore dell'estate. OSMER FVG, nel bollettino regionale, la definisce invece terza ondata. Non è una contraddizione meteorologica: cambia il metodo con cui vengono separate e conteggiate le fasi calde, soprattutto quando tra due picchi c'è una tregua breve o un passaggio temporalesco non uniforme.

Per il lettore il numero conta meno degli effetti. Questa fase arriva dopo i nubifragi e la grandine che hanno colpito la Marca il 26 luglio e riporta in pochi giorni temperature molto sopra la norma. Il vero elemento da seguire non è quindi l'etichetta "terza" o "quarta", ma la durata combinata di massime elevate e notti calde.

Giorno per giorno: come saliranno le temperature

Martedì 28 luglio. In Friuli Venezia Giulia OSMER prevede cielo sereno, brezze e massime di 30-33 gradi in pianura, con minime di 18-21. In Veneto ARPAV segnala l'inizio del rialzo su tutta la regione, con valori già superiori alle medie del periodo.

Mercoledì 29 luglio. Il caldo diventa più evidente. In FVG sono attesi 33-35 gradi in pianura, con cielo sereno. Anche in Veneto le temperature continuano a guadagnare qualche grado: per commissioni, attività fisica e lavori all'aperto conviene già spostare ciò che è possibile nelle prime ore del mattino.

Giovedì 30 luglio. È il primo giorno di caldo molto intenso. OSMER indica 34-37 gradi in pianura friulana, 30-33 sulla costa e minime costiere di 23-26 gradi. In Veneto il rialzo prosegue verso il picco. Le abitazioni che non riescono a disperdere il calore durante la notte inizieranno ad accumularlo.

Venerdì 31 luglio. La pianura del FVG potrà raggiungere 35-38 gradi, mentre sulla costa sono attesi ancora 30-33 gradi con minime di 24-26. In Veneto si entra nella finestra indicata da ARPAV per i valori più elevati, fino a 39-40 gradi in pianura.

Sabato 1 e domenica 2 agosto. ARPAV comprende entrambe le giornate nella fase culminante del caldo veneto. Per il FVG, al momento della redazione di questa guida, il bollettino ufficiale dettagliato non assegna ancora valori puntuali al weekend. La scelta prudente è considerare possibile la prosecuzione del caldo intenso e verificare il nuovo aggiornamento OSMER prima di organizzare attività lunghe all'aperto.

Dove farà più caldo in Veneto

La previsione ARPAV riguarda l'intera pianura e non fornisce una classifica ufficiale dei comuni destinati a raggiungere i 40 gradi. Le aree da trattare con maggiore prudenza sono però la pianura interna veronese, vicentina, padovana, rodigina, trevigiana e veneziana lontana dalla brezza costiera, oltre ai centri urbani dove asfalto, edifici e traffico trattengono calore anche dopo il tramonto.

Venezia e il litorale possono registrare massime inferiori rispetto all'entroterra, ma umidità e ventilazione debole possono rendere il caldo più faticoso. Padova, Verona, Vicenza, Treviso e Rovigo devono invece fare i conti con l'isola di calore urbana: il termometro ufficiale e la temperatura percepita vicino a piazze, parcheggi e fermate esposte non coincidono sempre.

Anche la montagna non sarà un rifugio automaticamente sicuro. ARPAV prevede anomalie di 8-9 gradi sopra la norma e uno zero termico mediamente oltre i 4.500 metri per più giorni. In quota l'aria potrà sembrare più gradevole rispetto alla pianura, ma sole e radiazione ultravioletta resteranno intensi. Chi cerca una meta accessibile può confrontare le 5 mete fresche in Veneto, controllando comunque temporali, parcheggi e tratti esposti.

Dove farà più caldo in Friuli Venezia Giulia

In FVG la fascia più calda sarà la pianura, quindi in termini pratici il Pordenonese, l'Udinese e il Goriziano interno. Il valore regionale previsto per venerdì è 35-38 gradi: anche qui non va trasformato in una previsione certa di 38 gradi per ogni capoluogo.

Trieste, Grado, Lignano e le altre località costiere avranno massime generalmente più contenute, ma non necessariamente un comfort migliore. Le minime di 24-26 gradi previste tra giovedì e venerdì significano notti tropicali molto marcate: finestre aperte e ventilatori possono non bastare nelle case già surriscaldate, soprattutto ai piani alti.

Nelle valli e sulle montagne friulane il caldo sarà meno estremo rispetto alla pianura, ma non bisogna partire senza protezione solare, acqua e un orario di rientro. Per scegliere una destinazione con ombra reale, acqua vicina e soste semplici resta utile la guida ai 10 posti freschi tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Quanto durerà davvero l'ondata di caldo

La durata certa, oggi, arriva almeno al weekend del 1 e 2 agosto. ARPAV indica proprio quel periodo come culmine dell'ondata in Veneto. OSMER conferma una crescita continua almeno fino a venerdì 31 in FVG, senza piogge significative nella previsione a breve termine.

Oltre questa finestra l'affidabilità diminuisce. Alcune elaborazioni a medio termine mantengono il caldo anche nella prima settimana di agosto, ma posizione e forza dell'anticiclone possono cambiare. Per questo non è corretto presentare il 7, l'8 o un'altra data come fine già stabilita.

La domanda utile da porsi ogni mattina è: le minime stanno scendendo e il vento sta cambiando su un'area ampia? Una vera attenuazione non si misura soltanto con un rovescio di venti minuti. Serve un calo riconoscibile anche nelle temperature notturne e una modifica della massa d'aria su pianura e costa.

Quando torneranno i temporali e perché la data non è ancora certa

Durante il weekend potranno comparire addensamenti e temporali sulle Alpi. Al momento, però, non c'è una conferma ufficiale di un passaggio diffuso su Veneto e Friuli Venezia Giulia capace di interrompere l'ondata. I fenomeni di montagna possono restare confinati ai rilievi o raggiungere solo parte della pedemontana.

Dopo giorni molto caldi, l'arrivo di aria più fresca può inoltre produrre temporali forti, grandine e raffiche. Questo non significa che ogni "spiffero fresco" genererà maltempo severo, ma spiega perché non va programmata una gita soltanto sulla base della frase "arrivano i temporali". Servono area, fascia oraria e bollettino aggiornato.

Per capire se si avvicina una vera svolta bisogna osservare tre elementi: aumento della probabilità di temporali anche in pianura, rotazione e rinforzo dei venti, calo previsto delle minime nella notte successiva. Se manca il terzo elemento, il temporale può offrire una pausa locale senza chiudere l'ondata.

Come organizzare la giornata senza rinunciare a tutto

Prima delle 10. È la finestra migliore per spesa, visite, passeggiate brevi e lavori non rinviabili. Chi deve spostarsi con bambini o anziani dovrebbe concludere il tragitto prima che auto, parcheggi e marciapiedi raggiungano le temperature più alte.

Dalle 11 alle 18. La Protezione Civile raccomanda di evitare l'esposizione diretta nelle ore più calde. Non significa restare necessariamente immobili, ma scegliere luoghi climatizzati o ombreggiati, ridurre lo sforzo e rinviare sport, giardinaggio e lavori pesanti.

Dopo le 19. In pianura l'asfalto continuerà a restituire calore. Per correre, portare fuori il cane o fare attività intensa non basta aspettare il tramonto: va controllata la temperatura reale e, per gli animali, anche quella della superficie stradale.

Di notte. Se l'aria esterna è finalmente più fresca di quella interna, conviene favorire la ventilazione incrociata. Al mattino, prima che il sole colpisca le finestre, vanno richiuse persiane, tapparelle o tende esterne.

Casa: le mosse che abbassano davvero il calore

Schermare il sole prima che entri è più efficace che tentare di raffreddare una stanza già surriscaldata. Le protezioni esterne funzionano meglio delle sole tende interne; gli elettrodomestici che producono calore vanno usati, quando possibile, nelle ore più fresche.

Con il climatizzatore, la Protezione Civile indica una temperatura non inferiore a 25-27 gradi. Un'impostazione estrema non raffredda più velocemente in modo utile, aumenta il consumo e crea uno sbalzo forte quando si esce. Porte e finestre devono restare chiuse durante l'uso, mentre i filtri vanno mantenuti puliti.

Il ventilatore muove l'aria ma non abbassa la temperatura della stanza. Se l'ambiente è molto caldo, indirizzarlo direttamente e continuamente sul corpo non risolve il rischio di surriscaldamento. Nelle ore peggiori, una biblioteca, un centro commerciale, una farmacia, un ambulatorio o un altro spazio climatizzato possono essere una soluzione concreta per chi vive in una casa rovente.

Acqua, alimentazione e farmaci: cosa controllare

Bere regolarmente è più efficace che aspettare una sete intensa. La Protezione Civile indica almeno un litro e mezzo d'acqua al giorno come riferimento generale, insieme a pasti leggeri, frutta fresca e riduzione di alcol, bevande molto zuccherate e caffeina. Chi ha scompenso cardiaco, insufficienza renale o una prescrizione che limita i liquidi deve però seguire le indicazioni del proprio medico, senza modificare autonomamente quantità e terapia.

Anche i farmaci richiedono attenzione. Non vanno lasciati in auto, su davanzali o in stanze molto calde. Occorre leggere la temperatura di conservazione sulla confezione o sul foglietto illustrativo e chiedere al farmacista in caso di dubbio. Nessun medicinale va sospeso o cambiato soltanto perché fa caldo.

I segnali da non sottovalutare

Crampi, debolezza marcata, mal di testa, nausea, vertigini, sete intensa e riduzione della quantità di urina possono indicare disidratazione o esaurimento da calore. La persona va portata in un ambiente fresco, fatta riposare e raffreddata gradualmente.

Confusione, svenimento, difficoltà a rispondere, pelle molto calda, peggioramento rapido o temperatura corporea molto elevata possono indicare un'emergenza. In questi casi bisogna chiamare il 112, spostare la persona all'ombra o in un luogo fresco e iniziare a raffreddarla in attesa dei soccorsi. A una persona priva di coscienza o confusa non si devono forzare liquidi.

Anziani soli, neonati, donne in gravidanza, persone con patologie croniche, ridotta mobilità o terapie complesse hanno bisogno di controlli più frequenti. Una telefonata al giorno non serve soltanto a chiedere "come stai": conviene verificare se la persona ha bevuto, mangiato, acceso correttamente il climatizzatore e dispone dei farmaci necessari.

Lavoro all'aperto: quando scatta lo stop

In Veneto l'ordinanza regionale è in vigore dal 17 giugno al 31 agosto 2026. Vieta il lavoro con esposizione prolungata al sole dalle 12.30 alle 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all'aperto e nelle cave, ma soltanto nei giorni e nelle aree in cui la mappa Worklimate segnala rischio ALTO per un lavoratore esposto al sole e impegnato in attività fisica intensa alle ore 12.

In Friuli Venezia Giulia la misura è valida dal 16 giugno al 15 settembre e comprende agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e stradali e cave, con la stessa fascia 12.30-16 e lo stesso riferimento al rischio alto. Nordest24 ha già spiegato nel dettaglio lo stop al lavoro all'aperto in Friuli Venezia Giulia.

La mappa Worklimate va controllata per comune e provincia. Non sostituisce la valutazione del rischio del datore di lavoro e non significa che sotto il livello "alto" qualsiasi attività sia sicura: pause, acqua, ombra, acclimatazione, abbigliamento e organizzazione dei turni restano essenziali.

Auto, treni e spostamenti

Prima di salire su un'auto rimasta al sole è utile aprire porte e finestrini per disperdere l'aria più calda, poi avviare la climatizzazione senza dirigere il getto sul viso. Acqua, documenti, farmaci e telefono non vanno lasciati nel bagagliaio se serviranno durante una sosta o una coda.

Mai lasciare bambini, persone fragili o animali nell'abitacolo, neppure per pochi minuti e neppure con un finestrino aperto. Nei viaggi lunghi conviene programmare soste, evitare per quanto possibile la fascia centrale e portare più acqua del necessario in caso di traffico.

Su treni e autobus, chi è fragile dovrebbe avere con sé acqua, farmaci indispensabili e un numero da contattare. Una soppressione o un guasto alla climatizzazione può allungare molto l'esposizione: meglio non partire già disidratati.

Mare, montagna e animali

Al mare, ombrellone e brezza non eliminano il rischio nelle ore centrali. Acqua, cappello, protezione solare e pause in ambienti freschi restano necessari. Le persone anziane e i bambini non dovrebbero trascorrere l'intera fascia 11-18 in spiaggia.

In montagna il caldo eccezionale e lo zero termico oltre 4.500 metri aumentano la necessità di partire presto. L'eventuale sviluppo di nubi nel pomeriggio impone di evitare creste, ferrate e rientri lunghi quando il bollettino segnala instabilità.

Per cani e gatti servono acqua fresca, ombra e ambienti ventilati. Le passeggiate vanno spostate al mattino presto o alla sera, controllando l'asfalto con il dorso della mano. Affanno persistente, debolezza, vomito, disorientamento o collasso richiedono un contatto immediato con il veterinario.

I quattro controlli da fare ogni mattina

1. Aprire il bollettino ARPAV per il Veneto o OSMER per il Friuli Venezia Giulia, non una schermata meteo salvata il giorno prima.

2. Controllare i bollettini sulle ondate di calore del Ministero della Salute per le città monitorate del Nordest, tra cui Venezia, Verona e Trieste.

3. Se si lavora all'aperto, cercare comune e provincia nella mappa Worklimate e verificare il rischio delle ore 12.

4. Se sono possibili temporali, consultare anche lo stato di allerta della Protezione Civile regionale: temperatura e rischio idrogeologico sono informazioni diverse.

La sintesi finale non cambia: il caldo cresce da martedì 28 luglio, il picco è atteso tra venerdì 31 e domenica 2 agosto, la pianura veneta può sfiorare i 40 gradi e quella friulana raggiungere 35-38. I temporali potranno riaffacciarsi prima sui rilievi, ma una data affidabile per la fine dell'ondata non è ancora disponibile. La previsione più utile, in questa fase, è quella aggiornata ogni giorno e letta insieme alle condizioni reali del luogo in cui ci si trova.

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