Padova, cresce la richiesta di aiuti: 253 nuclei seguiti dall’Opera Pane dei poveri

Nel 2025 registrato un aumento delle richieste e delle persone aiutate. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì in via Cappelli.

05 giugno 2026 16:52
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PADOVA - Crescono le richieste di aiuto e aumentano le persone che si rivolgono all’Opera Pane dei poveri, il servizio attivo sotto i portici di via Cappelli, a pochi passi dalla basilica del Santo, che ogni settimana distribuisce pane e generi alimentari alle persone in difficoltà. Nel 2025 gli accessi registrati sono stati 253, con 50 nuove registrazioni rispetto all’anno precedente, mentre il pane consegnato ha superato le 10 tonnellate.

Il dato emerge dal bilancio annuale dell’attività promossa dall’Associazione universale di S. Antonio, realtà che opera in città da 140 anni. Il servizio resta aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 11, e continua a rappresentare un punto di riferimento per persone sole e famiglie che vivono situazioni di fragilità economica e sociale.

Padova, cresce la richiesta di aiuti: 253 nuclei seguiti dall’Opera Pane dei poveri
Padova, cresce la richiesta di aiuti: 253 nuclei seguiti dall’Opera Pane dei poveri

I numeri del 2025

Nel corso dell’anno l’Opera Pane dei poveri ha distribuito 10 tonnellate e 484 chili di pane fresco, con un incremento del 12,36% rispetto al 2024. Le richieste complessive sono state 10.669, in aumento del 9,38% su base annua. Oltre al pane, sono state distribuite anche 6,5 tonnellate di frutta e verdura ricevute attraverso Rete Solida e grazie alla collaborazione con la cooperativa Il graticolato.

Le 253 persone registrate al servizio corrispondono spesso a interi nuclei familiari, anche numerosi, con casi di famiglie composte da sette o più persone. Circa il 21% delle richieste arriva da cittadini italiani.

Secondo quanto riferito dal presidente di AUSA don Livio Tonello, l’aumento dei numeri riflette una povertà sempre più visibile: oggi le richieste giornaliere oscillano tra 40 e 50, ma nei primi mesi del 2026 la distribuzione è già arrivata a toccare anche i 60 chili di pane al giorno, rispetto a una media precedente di 40-50 chili.

Un servizio attivo dal 1887

L’Opera Pane dei poveri è la prima e più antica attività caritativa avviata dall’Associazione universale di S. Antonio. Fu voluta nel 1887 da don Antonio Locatelli, sacerdote della Diocesi di Padova, che già dal 1886 si era impegnato a diffondere la devozione a sant’Antonio fondando AUSA. Negli anni successivi nacquero anche l’Opera Pane dei poveri e, nel 1888, la rivista “Il santo dei miracoli”.

L’intenzione originaria era semplice e concreta: distribuire pane a chi aveva fame. Un’impostazione rimasta immutata nel tempo e che ancora oggi si traduce in una presenza quotidiana e riservata nel cuore della città.

Accanto alla distribuzione diretta a singoli e famiglie, il pane viene donato anche alle Cucine economiche popolari della Fondazione Nervo Pasini. In questo quadro rientrano anche altre iniziative di sostegno portate avanti dall’associazione, dai buoni scuola destinati ai bambini di Comuni in tutta Italia fino ad altre opere di carità in Italia e all’estero. In città il tema delle fragilità sociali e dell’abitare resta centrale anche nel dibattito su housing sociale e città sostenibili.

Padova, cresce la richiesta di aiuti: 253 nuclei seguiti dall’Opera Pane dei poveri
Padova, cresce la richiesta di aiuti: 253 nuclei seguiti dall’Opera Pane dei poveri

Costi e sostegno dei benefattori

Per il 2025 la spesa complessiva sostenuta per l’acquisto del pane, la distribuzione e la gestione della struttura è stata di 98.400 euro. L’associazione richiama anche il contributo dei benefattori che permettono di mantenere attivo il servizio: con 32 euro si copre il pane necessario a una famiglia per un mese, mentre con 98 euro si garantiscono tre mesi di sostegno a una famiglia di medie dimensioni.

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