Palazzo Forti riapre per fasi: a Verona tornano accessibili arte e archeologia

Il progetto Secondo Tempo tiene aperto il palazzo fino al 31 ottobre nei fine settimana: il terzo piano e l’area archeologica segnano un passaggio concreto verso una nuova funzione culturale del complesso.

11 ottobre 2026 17:08
Palazzo Forti riapre per fasi: a Verona tornano accessibili arte e archeologia -
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VERONA – Non è la semplice apertura di una mostra temporanea: la riattivazione di Palazzo Forti sta riportando nel centro storico di Verona un edificio che per anni è rimasto ai margini della vita culturale quotidiana. Con Secondo Tempo | Palazzo Forti, il palazzo è visitabile ogni sabato e domenica fino al 31 ottobre, dalle 11 alle 18 e con ingresso gratuito. La novità di ottobre è concreta: oltre alle sale già utilizzate dal progetto, sono tornati accessibili l’area archeologica e, dal 26 settembre, il terzo piano.

È una riapertura per fasi, non ancora l’annuncio di una sede museale definitivamente stabilizzata. Ma proprio per questo merita attenzione: mette a disposizione luoghi, opere e un tratto della storia stratificata della città, mentre Comune di Verona, Musei Civici e Fondazione Cariverona sperimentano un uso continuativo del complesso. Per residenti, scuole, associazioni e operatori culturali significa avere un presidio in più nel cuore urbano; per il visitatore non è soltanto un nuovo appuntamento in calendario, ma la possibilità di capire come arte contemporanea, collezioni e resti antichi possano convivere nello stesso edificio.

Che cosa cambia nel palazzo

La programmazione autunnale è il secondo passaggio di un progetto avviato in estate. Il piano presentato dal Comune a giugno aveva fissato tre assi: rendere lo spazio accessibile, aprirlo a linguaggi culturali diversi e verificare una fruizione più ampia rispetto alla sola visita espositiva. Il sostegno economico dichiarato è di 160 mila euro complessivi: 80 mila euro dal Comune e 80 mila dalla Fondazione Cariverona.

La fase oggi in corso non si limita a proseguire le aperture estive. Il terzo piano, ripristinato dal 26 settembre, è diventato un’area-laboratorio per due progetti sperimentali: Lascia un segno, curato da So Bright con Adalberto Lonardi, ed Elena Guerreschi, The Lawn, promosso dall’Accademia Cignaroli. In altre parole, non si è scelto di riempire gli spazi con un’unica esposizione permanente: si sta testando un modello che mette in dialogo artisti, curatori, formazione e pubblico.

Da ottobre si aggiunge l’area archeologica. Il percorso include Affioramenti. I Basaldella tra segno, materia e spazio, mostra curata da Patrizia Nuzzo con opere di Mirko Basaldella appartenenti alla Fondazione Cariverona. Il valore della scelta sta nell’accostamento, non nella sovrapposizione: le opere del Novecento sono collocate in un ambiente dove le strutture antiche restano leggibili. L’area non è quindi un fondale scenografico, ma una parte del contenuto della visita.

Un edificio che racconta più epoche della città

Per capire perché questa apertura sia diversa da una normale inaugurazione occorre guardare alla natura del luogo. Palazzo Forti è un complesso storico nel centro di Verona: il suo utilizzo culturale non può prescindere dalla presenza di stratificazioni archeologiche. La riapertura dell’area, spiega il Comune nella nota dedicata ai progetti sperimentali di settembre e ottobre, è stata preceduta dalla pulizia della stratigrafia, dalla messa in sicurezza dei mosaici ancora presenti in situ e dalla predisposizione di un percorso che permetta di leggere il contesto.

Questa sequenza è importante anche dal punto di vista pratico. Rendere un’area archeologica visitabile non equivale ad aprire una stanza rimasta chiusa: implica protezione delle superfici, controllo dei passaggi, illuminazione adeguata e una mediazione capace di far capire cosa il visitatore sta osservando. La riapertura non cancella questi vincoli; li rende visibili e li trasforma in un elemento dell’esperienza. È il motivo per cui la fruizione deve restare compatibile con la conservazione, senza aspettarsi che ogni ambiente di un palazzo storico abbia la stessa accessibilità, capienza o funzione.

Il recupero si inserisce inoltre in una storia recente fatta di interventi e cambi di destinazione. La scheda dei Musei Civici sul progetto di restauro ricorda che l’intervento ha lavorato sull’unità dell’edificio e sulla funzionalità degli spazi, con il contributo della Fondazione Cariverona. Il progetto attuale non risolve da solo il futuro di Palazzo Forti, ma riporta il tema dalla progettazione astratta all’uso reale: quali ambienti possono vivere, con quali attività e con quale continuità.

Dalle serate estive all’apertura del fine settimana

La formula di Secondo Tempo ha scelto di non trattare il palazzo come un contenitore esclusivamente serale o riservato a un pubblico specialistico. In estate il programma aveva affiancato mostre, musica, cinema, letteratura e iniziative di socialità, con aperture dopo il tramonto. L’autunno cambia ritmo: fino al 31 ottobre si concentra sui sabati e sulle domeniche, mantenendo la gratuità dell’ingresso e spostando l’attenzione sugli spazi e sui contenuti espositivi.

La differenza non è marginale. Le iniziative una tantum possono attirare pubblico per un evento; un’apertura ripetuta, anche limitata a due giorni alla settimana, consente invece a residenti e visitatori di programmare una visita senza inseguire un singolo spettacolo. Il calendario ufficiale indica l’entrata da Volto Due Mori 4, con accesso da corso Sant’Anastasia. Le visite guidate gratuite sono previste ogni sabato alle 11, ma richiedono prenotazione entro le 24 ore precedenti attraverso la segreteria didattica dei Musei Civici.

È un dettaglio utile soprattutto per famiglie, gruppi e chi arriva da fuori città: l’ingresso libero non coincide automaticamente con la disponibilità di una guida o con l’accesso illimitato a ogni attività. Per le visite accompagnate i contatti comunicati sono quelli di Aster, la segreteria didattica dei Musei Civici, ai numeri 045 8036353 e 045 597140, oppure all’indirizzo [email protected]. Restano invece valide, per l’accesso individuale, le aperture ordinarie del fine settimana dalle 11 alle 18.

Perché la riapertura riguarda la città oltre il palazzo

Una sede culturale riaccesa nel centro storico ha ricadute che non si misurano soltanto in biglietti venduti, qui peraltro assenti perché l’accesso è gratuito. Aumenta le occasioni di frequentazione di una zona già attraversata da residenti, studenti e visitatori; crea una sede per progetti dell’Accademia e per curatele che difficilmente avrebbero lo stesso contesto in uno spazio neutro; mette a disposizione un punto di incontro tra patrimonio e produzione contemporanea.

Non è corretto, però, trasformare questo in una promessa di rilancio economico automatico o in una previsione di presenze. Il Comune non ha diffuso un dato consolidato di pubblico per la fase autunnale e non ha annunciato una data di apertura permanente. Il dato verificabile è un altro: esiste una collaborazione operativa tra amministrazione, Musei Civici e Fondazione Cariverona, finanziata per il progetto 2026 e tradotta in un calendario con spazi aggiuntivi effettivamente riaperti.

Per le realtà culturali veronesi la prova più interessante è proprio questa continuità. Il Comune ha definito la programmazione autunnale una fase che pone le basi per una restituzione stabile del palazzo alla città, come si legge nella pagina con orari, mostre e modalità di visita. È una prospettiva, non un traguardo già raggiunto: sarà la continuità delle aperture, la qualità della proposta e la capacità di conservare gli ambienti a stabilire se l’esperimento potrà diventare una funzione durevole.

Che cosa vedere entro il 31 ottobre

Fino alla chiusura di questa fase, il percorso permette di tenere insieme quattro elementi: il palazzo storico, l’area archeologica riaperta, le opere dei Basaldella e i progetti del terzo piano. È questa combinazione a rendere Palazzo Forti un caso specifico nel panorama cittadino. Non va letto come un museo già definito in ogni dettaglio, né come una semplice sede per eventi: è un luogo in cui la restituzione al pubblico procede per passi verificabili.

Per chi vive a Verona la visita può diventare un modo concreto per osservare un cambiamento nel tessuto culturale della città, senza attendere un grande evento. Per chi arriva nel weekend è un’occasione gratuita ma con regole chiare: ingresso da Volto Due Mori 4, sabato e domenica dalle 11 alle 18; prenotazione anticipata se si desidera la visita guidata del sabato. La riapertura dell’area archeologica dà al progetto una dimensione ulteriore: non solo mettere in mostra opere, ma riaprire la lettura di un luogo e delle sue epoche.

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