Passariano, Fedriga al Laboratorio Sanità 20/30: IA per prevedere emergenze e crisi sanitarie

A Villa Manin il governatore indica big data e progetto AgorAI come leve per prevenzione, sanità e gestione delle crisi.

A cura di Web Team Web Team
11 giugno 2026 16:51
Passariano, Fedriga al Laboratorio Sanità 20/30: IA per prevedere emergenze e crisi sanitarie -
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PASSARIANO - L’intelligenza artificiale, applicata ai dati sanitari e alla protezione civile, può servire non solo a gestire le emergenze ma anche ad anticiparle. È il punto messo al centro da Massimiliano Fedriga alla prima giornata del Laboratorio Sanità 20/30 a Villa Manin, aperta dall’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi.

Nel suo intervento, il governatore del Friuli Venezia Giulia ha indicato nei big data e nei sistemi previsionali uno degli snodi principali per migliorare la risposta pubblica in due ambiti ad alto impatto: le emergenze sanitarie e quelle di protezione civile. Il tema, ha spiegato, non riguarda soltanto la capacità di reagire a una crisi, ma la possibilità di costruire strumenti in grado di segnalarla prima.

Il riferimento regionale più diretto è AgorAI, progetto avviato dal Friuli Venezia Giulia con soggetti pubblici e privati per sviluppare applicazioni di intelligenza artificiale nella prevenzione del rischio idrogeologico e nella gestione delle emergenze.

Per il contesto dell’iniziativa si può leggere anche l’approfondimento sul Laboratorio Sanità 20/30 ospitato a Villa Manin.

Cosa ha detto Fedriga su sanità ed emergenze

Secondo Fedriga, l’uso dell’IA nelle emergenze può rafforzare la capacità di previsione e rendere più efficiente e tempestiva la risposta operativa. Un ragionamento che, nelle sue parole, vale in modo particolare per la sanità.

Il governatore ha richiamato l’esperienza del Covid come esempio di quanto pesi la mancanza di strumenti previsionali adeguati. Durante la pandemia, ha osservato, molte decisioni vennero prese in condizioni di forte incertezza, sulla base di informazioni incomplete e valutazioni prudenziali.

Tra i casi citati anche quello della chiusura delle scuole nella prima fase dell’emergenza: una stagione in cui, ha ricordato, le istituzioni si muovevano spesso tra opinioni diverse degli esperti senza poter contare su dati oggettivi consolidati. Da qui l’idea che sistemi di analisi più avanzati possano aiutare a rendere le decisioni pubbliche più fondate e rapide.

Passariano, Fedriga al Laboratorio Sanità 20/30: IA per prevedere emergenze e crisi
Passariano, Fedriga al Laboratorio Sanità 20/30: IA per prevedere emergenze e crisi

Il progetto AgorAI e il ruolo del Friuli Venezia Giulia

Nel suo intervento Fedriga ha indicato AgorAI come uno dei progetti su cui la Regione sta puntando per collegare innovazione tecnologica, prevenzione e gestione del rischio. L’obiettivo è sviluppare applicazioni di intelligenza artificiale utili sia sul fronte del rischio idrogeologico sia nella macchina delle emergenze.

Il modello descritto dal presidente si basa sulla collaborazione tra pubblico e privato: il pubblico individua i bisogni, mentre il privato sviluppa le soluzioni. In questo schema, le Regioni vengono considerate il livello istituzionale più adatto a fare da collegamento tra servizi, territori e capacità tecnologiche.

Regole europee, accesso alle tecnologie e impatto sociale

Fedriga ha allargato poi il discorso al quadro europeo, sostenendo che la regolazione debba governare i processi senza fermare l’innovazione. Il rischio, secondo il governatore, è che un eccesso di vincoli finisca per spostare lo sviluppo tecnologico fuori dall’Europa, senza riuscire davvero a controllarlo.

A sostegno di questa tesi ha richiamato il caso di nuove soluzioni di intelligenza artificiale sviluppate da grandi aziende internazionali che, ha detto, non saranno inizialmente disponibili in Europa. Una situazione che potrebbe favorire forme indirette di accesso non regolato.

Nella parte finale dell’intervento, il presidente ha toccato anche il tema della transizione sociale legata all’IA. Pur dicendosi non preoccupato sul lungo periodo, ha segnalato alcune criticità della fase attuale: possibili squilibri occupazionali, concentrazione della conoscenza e necessità di accompagnare il cambiamento con politiche pubbliche adeguate.

La sintesi del suo ragionamento è stata affidata a una frase conclusiva: l’innovazione, ha detto, non si può fermare, ma va governata in modo consapevole, tenendo insieme sviluppo tecnologico, equità sociale ed efficacia istituzionale.

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