Pozzi contaminati in Friuli: da dove arrivano i Pfas che hanno inquinato l’acqua? | VIDEO

Pfas nei pozzi artesiani tra Porcia, Fontanafredda, Aviano e Roveredo: divieto d’uso e misure per i cittadini.

13 luglio 2026 12:32
Pozzi contaminati in Friuli: da dove arrivano i Pfas che hanno inquinato l’acqua? | VIDEO -
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PORDENONE - Quattro Comuni coinvolti, circa 300 utenze interessate e un divieto temporaneo di utilizzo dell’acqua dei pozzi artesiani per consumo umano e animale. L’emergenza Pfas riguarda Porcia, Fontanafredda, Aviano e Roveredo in Piano, dove le amministrazioni hanno diffuso un avviso precauzionale dopo le analisi effettuate da Arpa e dall’Azienda sanitaria del Friuli Occidentale.

La contaminazione riguarda esclusivamente i pozzi artesiani. Le autorità ribadiscono che l’acqua degli acquedotti pubblici è sicura, costantemente controllata e non interessata dal provvedimento.

Valori fino a dieci volte oltre i nuovi limiti

Le analisi hanno rilevato la presenza di Pfas nelle acque sotterranee e superficiali, con concentrazioni superiori ai nuovi limiti fissati dalla normativa nazionale.

Il limite per la somma di quattro Pfas è pari a 20 nanogrammi al litro. Nei campioni analizzati sono stati trovati valori massimi compresi tra 100 e 200 nanogrammi al litro, quindi fino a dieci volte superiori al parametro previsto.

Il tema della qualità dell’acqua e della sicurezza delle reti idriche è al centro dell’attenzione nel Nordest, come emerso anche nel confronto dedicato ad acqua, clima e reti più sicure contro siccità e PFAS.

Le zone più coinvolte

Le utenze interessate sono concentrate soprattutto tra Porcia e Fontanafredda. Più contenuta, invece, la situazione ad Aviano e Roveredo in Piano, dove gran parte della popolazione risulta già collegata alla rete acquedottistica.

I Comuni hanno invitato i proprietari di pozzi artesiani a sospendere temporaneamente l’uso dell’acqua per bere, cucinare, preparare alimenti e per il consumo animale.

Il provvedimento ha carattere precauzionale e resterà legato all’evoluzione degli accertamenti tecnici.

Le possibili fonti della contaminazione

Secondo quanto spiegato da Arpa, la tipologia di inquinanti individuati rimanderebbe a due possibili fonti.

La prima sarebbe collegata ai percolati di discarica, mentre la seconda, riferita a un’area più ampia, sarebbe compatibile con l’utilizzo di schiume estinguenti in ambito aeroportuale.

Tra le ipotesi al vaglio figurano una vecchia discarica industriale a Ceolini, già oggetto di interventi, e il vicino aeroporto di Aviano. Gli approfondimenti dovranno ora delimitare con maggiore precisione l’origine della contaminazione e l’estensione dell’area interessata.

Acquedotto sicuro e invito agli allacci

Le amministrazioni e gli enti tecnici sottolineano che l’acqua distribuita dagli acquedotti pubblici è sicura e monitorata.

Proprio per questo viene rinnovato l’invito ai cittadini ancora serviti da pozzi privati a procedere con l’allacciamento alla rete pubblica, dove disponibile.

Sono in corso interlocuzioni tra Comuni e Regione per valutare un bonus per gli allacci fronte strada, nelle zone in cui la rete è già presente, e finanziamenti dedicati per prolungare l’acquedotto nelle aree ancora scoperte.

Colonnine pubbliche e acqua a domicilio

Per far fronte alla situazione, dalla prossima settimana saranno installate colonnine pubbliche di acqua potabile.

A Porcia le aree interessate sono Sant’Antonio, Pieve e Talponedo. A Fontanafredda sarà coinvolto un tratto lungo la Pontebbana.

È prevista anche la consegna a domicilio di sacchetti d’acqua, con il supporto dei gestori del servizio idrico e dei volontari di Protezione civile.

La gestione delle emergenze territoriali e il ruolo degli interventi di supporto ai cittadini richiamano anche altri contesti regionali, come gli aggiornamenti sulla protezione civile e la messa in sicurezza dopo eventi calamitosi.

Monitoraggi e aziende zootecniche

La sanità regionale, insieme ad Arpa, avvierà ulteriori campagne di monitoraggio per circoscrivere con precisione la contaminazione.

Un aspetto rilevante riguarda la conformazione delle falde: secondo i tecnici, non è possibile stabilire una profondità “di garanzia” dei pozzi. Per questo saranno necessari nuovi campionamenti e analisi su più punti del territorio.

Per quanto riguarda le aziende zootecniche, viene precisato che gran parte dispone già di un’adduzione alternativa al pozzo.

Incontro pubblico a Porcia

Un incontro pubblico è in programma lunedì alle 18 a Porcia, in via delle Risorgive.

Durante l’appuntamento saranno illustrati i risultati delle analisi, le misure adottate e le indicazioni per i cittadini. L’obiettivo è fornire informazioni chiare, rispondere ai dubbi della popolazione ed evitare allarmismi non necessari.

La vicenda ha spinto anche altri Comuni del Pordenonese ad alzare il livello di attenzione, come nel caso di Pordenone, Cordenons e Sacile, che hanno chiesto ulteriori verifiche preventive.

Prudenza e informazioni aggiornate

Il messaggio delle amministrazioni resta duplice: prudenza per chi utilizza pozzi artesiani nelle aree coinvolte e nessun allarme per l’acqua dell’acquedotto.

Le prossime analisi saranno decisive per delimitare l’area contaminata, definire eventuali ulteriori misure e valutare gli interventi strutturali necessari per estendere la rete pubblica dove ancora non arriva.

Nel frattempo, i cittadini interessati sono invitati a seguire le indicazioni dei Comuni, usare le fonti alternative messe a disposizione e partecipare agli incontri informativi per ricevere aggiornamenti diretti da tecnici e amministratori.

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