Pasiano, Pierpaolo Ronchese morto a 68 anni: il decesso legato al West Nile
Pierpaolo Ronchese, 68 anni di Pasiano, morto per West Nile. Accertamenti sul contagio e indicazioni per proteggersi dalle zanzare.
PASIANO DI PORDENONE – Il primo decesso del 2026 legato al West Nile nel Pordenonese riguarda Pierpaolo Ronchese, 68 anni, residente a Pasiano. L’Azienda sanitaria del Friuli Occidentale ha confermato il collegamento tra la morte e l’infezione, mentre proseguono gli accertamenti per individuare l’area nella quale l’uomo potrebbe aver contratto il virus.
Le sue condizioni erano peggiorate dopo l’accertamento dell’infezione. Ora, accanto alla ricostruzione sanitaria del caso, l’attenzione si concentra sul territorio: dalle verifiche dipenderà la valutazione delle eventuali misure da adottare.
Gli accertamenti sulla possibile zona del contagio
Il luogo nel quale Ronchese viveva è noto, ma resta da stabilire dove sia avvenuta l’infezione. La residenza a Pasiano, da sola, non consente di localizzare il contagio nel comune.
Gli approfondimenti dell’Azienda sanitaria servono proprio a individuare la possibile area di esposizione e a definire gli interventi appropriati. Le informazioni disponibili non indicano ancora un calendario di trattamenti o un perimetro interessato da specifiche misure.
Quello del sessantottenne è il primo decesso accertato associato al West Nile nella provincia dall’inizio dell’anno, un dato che riguarda i casi mortali e non equivale all’assenza di precedenti infezioni.
La sorveglianza e gli altri episodi nel Nordest
Nel rapporto nazionale pubblicato il 10 settembre 2026, l’Istituto superiore di sanità riportava 594 casi umani confermati di West Nile e 41 decessi notificati dall’inizio della sorveglianza. Sono dati riferiti a quell’aggiornamento, soggetti a successive integrazioni: non costituiscono quindi un conteggio aggiornato in tempo reale al caso di Pasiano. Il riferimento è il rapporto ufficiale sulle infezioni da West Nile e Usutu.
Nordest24 aveva recentemente raccontato anche la morte di Luna Darin, l’artigiana veneziana colpita dal West Nile.
Nel Pordenonese, invece, erano stati programmati dal 12 al 14 settembre i trattamenti antizanzare a Borgo Meduna dopo un caso di dengue. Si tratta di un episodio distinto, relativo a un’altra infezione, che non permette di trarre conclusioni sull’origine del contagio di Ronchese.
Come si trasmette il West Nile
Il virus circola principalmente attraverso il rapporto tra uccelli e zanzare infette, soprattutto del genere Culex. L’uomo può contrarre l’infezione attraverso la puntura.
Il West Nile non si trasmette attraverso i normali contatti con una persona infetta. Esistono modalità di trasmissione più rare, come quelle legate a trasfusioni e trapianti, oggetto di specifiche misure di sorveglianza. Lo spiega la scheda informativa dell’Istituto superiore di sanità.
Perché l’infezione può diventare grave
Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, circa l’80% delle infezioni non provoca sintomi. Una parte delle persone sviluppa invece febbre, mal di testa, dolori muscolari, stanchezza o disturbi gastrointestinali.
In meno dell’1% degli infettati possono comparire forme che coinvolgono il sistema nervoso, come encefalite, meningite o paralisi flaccida acuta. Anziani e persone immunodepresse presentano un rischio maggiore di sviluppare forme gravi. Sono indicazioni generali sulla malattia, che non descrivono automaticamente il quadro clinico del sessantottenne di Pasiano. I dettagli sono riportati nella scheda sanitaria dell’ECDC.
Le precauzioni utili contro le punture
La prevenzione quotidiana passa dalla protezione personale e dalla riduzione dei luoghi nei quali le zanzare possono riprodursi. Le raccomandazioni dell’ISS comprendono:
Usare repellenti e indossare pantaloni lunghi e maniche lunghe all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto.
Installare o utilizzare zanzariere alle finestre.
Svuotare frequentemente sottovasi, secchi e altri contenitori con acqua stagnante.
Cambiare spesso l’acqua delle ciotole degli animali.
Riporre le piccole piscine per bambini in modo che non raccolgano acqua quando non vengono utilizzate.
Per il caso di Pasiano, gli eventuali interventi sul territorio saranno definiti sulla base degli accertamenti sanitari ancora in corso.