Pieve di Soligo ricorda il miracolo Bortolini a vent’anni dalla guarigione
Domenica 7 giugno celebrazioni, tavola rotonda e preghiera sulla tomba del Beato Giuseppe Toniolo nel ventesimo anniversario della
Pieve di Soligo - La comunità si è ritrovata domenica 7 giugno per ricordare il ventesimo anniversario della guarigione di Francesco Bortolini, l’imprenditore pievigino la cui ripresa, nel 2006, venne attribuita all’intercessione del Beato Giuseppe Toniolo. Una giornata molto partecipata, tra momenti di riflessione e celebrazione religiosa, promossa dalla Parrocchia del Duomo e dall’Istituto Diocesano Beato Toniolo - Le vie dei Santi, con il patrocinio del comitato nazionale per la canonizzazione del sociologo ed economista cattolico sepolto nel Duomo cittadino.
Il ricordo si è concentrato sul fatto che, esattamente vent’anni fa, dopo una grave caduta da un’altezza durante una festa a Barbisano, per Bortolini non sembravano esserci speranze secondo i medici dell’ospedale di Conegliano. In quei giorni la comunità si raccolse in preghiera rivolgendosi proprio a Toniolo. Da allora, quella vicenda è rimasta uno dei passaggi più sentiti nella memoria religiosa e civile del Quartier del Piave.
Al centro della mattinata c’è stata la tavola rotonda all’Oratorio Beato Toniolo, al Patronato Careni, mentre nel pomeriggio il momento più solenne si è tenuto nel Duomo di Pieve di Soligo, con la concelebrazione eucaristica presieduta da monsignor Giuseppe Nadal, allora arciprete della parrocchia e testimone diretto di quei fatti. Proprio Nadal, nella sua omelia, ha richiamato i giorni della guarigione del giugno 2006, poi confluiti in uno specifico dossier medico e teologico richiesto da monsignor Massimo Magagnin, vice postulatore della causa di beatificazione, al Dicastero delle Cause dei Santi in Vaticano.
Tra i primi banchi della chiesa era presente lo stesso Francesco Bortolini, oggi visibilmente commosso nel rivivere un passaggio decisivo della sua vita. All’epoca aveva 33 anni. Con lui c’erano familiari, amici, parrocchiani e persone arrivate da varie zone della diocesi di Vittorio Veneto, da altre parti del Trevigiano e anche da Codroipo, in provincia di Udine.
Dopo la messa, la celebrazione è proseguita con la processione verso la tomba del Beato Giuseppe Toniolo nella navata del Duomo. In quel momento si è fatta particolarmente intensa la preghiera per la canonizzazione, passaggio che richiede il riconoscimento di un secondo miracolo. Alla celebrazione hanno preso parte, oltre a monsignor Nadal, anche monsignor Luigino Zago e don Luca Soldan, insieme alle autorità e ai numerosi fedeli presenti.
Nel corso della funzione è stato letto anche il messaggio del vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Riccardo Battocchio, che ha espresso saluto, apprezzamento e sostegno all’iniziativa. Al termine, l’arciprete monsignor Zago ha ringraziato le realtà che hanno contribuito alla giornata, intitolata “Giuseppe Toniolo: profeta di pace, santo per l’oggi”.
La tavola rotonda del mattino
La parte iniziale della giornata si era aperta con un confronto ospitato all’Oratorio Beato Toniolo. I lavori sono stati introdotti e coordinati da Marco Zabotti, direttore scientifico dell’Istituto Beato Toniolo. In apertura sono intervenuti per i saluti monsignor Zago, Annalina Sartori, presidente dell’IBT, Enrico Ioppo, presidente dell’Azione Cattolica diocesana di Vittorio Veneto, e il vicesindaco di Pieve di Soligo Giuseppe Negri.
Alla presenza di rappresentanze di enti e associazioni del territorio, il tavolo dei relatori ha riunito Matteo Filippetto, direttore dell’Istituto Toniolo dell’Azione Cattolica della diocesi di Treviso, Cristina Franceschi, insegnante di religione e presidente della Pro Loco di Trebaseleghe, Silvio Pasqualetto, attore e regista del Centro Teatrale Da Ponte di Vittorio Veneto, e Stefano Uliana, direttore del Collegio Vescovile Balbi Valier di Pieve di Soligo.
Dai diversi interventi è emersa una linea comune: la figura di Toniolo viene letta come una santità concreta e attuale, da raccontare e trasmettere attraverso la testimonianza personale, l’esempio delle comunità e una forte attenzione educativa, soprattutto verso i più giovani. Un messaggio che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole parlare non solo al mondo ecclesiale ma anche alla vita civile del territorio.
Le parole di monsignor Nadal
Nel corso dell’omelia, monsignor Nadal ha ricordato come in questi vent’anni il nome del Beato sia stato al centro di numerose iniziative in varie parti d’Italia e in particolare a Pieve di Soligo, non soltanto sul piano della devozione, ma anche come occasione di cultura, arte, formazione ai valori sociali e attenzione al mondo economico e cooperativo. Temi che restano strettamente legati alla figura di Toniolo e alla sua eredità.
Per la città del Quartier del Piave si è trattato di una giornata dal forte valore identitario e spirituale, in un periodo in cui Pieve di Soligo è spesso al centro dell’attenzione anche per appuntamenti che incidono sulla vita cittadina e sulla viabilità, come nel caso del Giro d’Italia a Pieve di Soligo.
Al termine degli incontri e della celebrazione religiosa, gli organizzatori hanno consegnato ai relatori alcuni volumi dedicati a Toniolo e bottiglie di Conegliano Valdobbiadene Docg offerte dalla Cantina Colli del Soligo. Negli spazi esterni del Duomo, la giornata si è poi chiusa con un brindisi preparato dalla Pro Loco di Pieve di Soligo, presieduta da Mauro Gai, insieme al gruppo locale degli Alpini guidato dal cavalier Albino Bertazzon.