Pordenone, il 14 giugno “Ghirlanda spirituale” nel Duomo San Marco
Secondo appuntamento della 35^ edizione del Festival internazionale di Musica Sacra.
PORDENONE – Il secondo appuntamento della 35^ edizione del Festival internazionale di Musica Sacra porta nel Duomo Concattedrale San Marco una serata interamente dedicata al primo Seicento italiano ed europeo. Domenica 14 giugno alle 20.45, a Pordenone, è in programma “Ghirlanda spirituale”, con il soprano Elena Di Marino e Marina Bonetti all’arpa doppia a tre ordini. L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.
Il concerto fa parte del festival promosso da Presenza e Cultura con la direzione artistica dei maestri Franco Calabretto ed Eddi De Nadai. L’edizione 2026 si inserisce nel tema triennale “Fede ed eresia” ed è realizzata con la collaborazione del Ministero della Cultura, della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, con il sostegno di Fondazione Friuli e BCC Pordenonese Monsile. Media partner sono Rai Friuli Venezia Giulia e Rai Radio 3, partner Italiafestival.
Il titolo della serata rimanda al primo Seicento, stagione musicale in cui parola e suono si incontrano in una forma capace di toccare profondamente la dimensione interiore. Il percorso proposto attraversa forme vocali diverse e mette in luce la varietà dei linguaggi barocchi, tra raccoglimento e intensità, meditazione e partecipazione interiore, seguendo contrasti, affetti e risonanze del repertorio.
Una parte centrale del programma guarda ai brani ispirati al Cantico dei Cantici, fonte privilegiata della cultura musicale seicentesca. In questa linea si inseriscono “Audi, amica mea” di Bartolomeo Barbarino e “O quam tu pulchra es” di Alessandro Grandi, pagine in cui il linguaggio amoroso viene trasformato in espressione di devozione, in un equilibrio fra sensualità e tensione spirituale.
Accanto a queste composizioni trovano posto anche forme più semplici legate alla pratica oratoriana, come “O forza divina dell’oratione”, costruita sull’aria detta Bella Pedrina, esempio di adattamento di un modello musicale conosciuto al testo religioso.
L’itinerario musicale si apre con il “Lamento” di Johann Jakob Froberger, indicato come una delle pagine più intense del Seicento europeo. Da qui il programma si sviluppa attraverso una successione di forme e caratteri differenti, accomunati dalla centralità dell’espressione e dal rapporto diretto tra musica e parola.
Le pagine strumentali entrano nel concerto come momenti di articolazione e approfondimento. Sono annunciate una Ricercata anonima dal manoscritto di Castell’Arquato, esempio di scrittura contrappuntistica su modello imitativo, le intavolature di Johann Hieronymus Kapsberger, la toccata di Francesco Lambardo e la “Passacaglia” di Luigi Rossi, indicata come l’unica testimonianza strumentale a lui attribuita giunta fino a oggi, trasmessa nel manoscritto Bauyn.
Al centro del percorso compare anche “Dicano i monti” di Orazio Michi dell’Arpa, cantata spirituale nella quale il rapporto tra parola e musica diventa particolarmente diretto e articolato. Non mancano inoltre pagine di destinazione liturgica, come il mottetto “Iubilet tota civitas” di Claudio Monteverdi, che amplia ulteriormente l’orizzonte della serata. La chiusura è affidata alla “Canzonetta sopra alla nanna” di Tarquinio Merula, pagina in cui la dolcezza della ninna nanna si intreccia a una meditazione sul dolore e sul destino umano.
Uno degli elementi più caratterizzanti del concerto è la presenza dell’arpa cosiddetta “doppia”, già nel Seicento indicata come arpa a tre ordini o a tre registri. Si tratta di uno strumento oggi ascoltato raramente, ma allora particolarmente ricercato per la ricchezza del suono e per le sue possibilità espressive. In questo repertorio l’arpa è uno degli strumenti privilegiati per l’accompagnamento del canto: lo sostiene con equilibrio e trasparenza, ma è anche capace di dialogare con la voce con grande flessibilità.
Elena Di Marino ha conseguito il diploma accademico di secondo livello in Canto con il massimo dei voti al Conservatorio di Trento sotto la guida di Daniela Longhi, specializzandosi poi nel repertorio rinascimentale e barocco con Monica Piccinini al Conservatorio di Rovigo. Ha frequentato masterclass con Roberta Invernizzi, Gemma Bertagnolli, Marina De Liso e Lia Serafini. La sua attività concertistica si svolge in festival e istituzioni musicali in Italia e all’estero, tra cui Füssener Festtage der Alten Musik, Stiftsmusik Stuttgart, Musikverein Wien e Innsbrucker Hofmusik.
Fra le esecuzioni solistiche più significative figurano mottetti di Vivaldi e Faitelli per Musik Meran, il Requiem in do minore di Michael Haydn per Musik & Kirche Brixen, il Requiem in re minore K.626 di Mozart, il “Vespro della Beata Vergine” di Monteverdi al Festival di Musica Sacra di Trento e Bolzano, “Exsultate, jubilate” di Mozart, “Pulcinella” di Stravinsky e il ruolo del primo elfo nel “Sogno di una notte di mezza estate” di Mendelssohn al Festival SetteNovecento. Nel 2022 ha presentato in duo con il pianista Corrado Ruzza una selezione di liriche da camera di Vincenzo Gianferrari in prima esecuzione moderna per la Società Filarmonica di Trento, nell’ambito di un’attività di ricerca da lei condotta sul repertorio. Nel 2023 è stata nel cast dell’opera “Peter Pan – The Dark Side” di Wolfgang Mitterer della Fondazione Haydn Stiftung di Trento e Bolzano, in coproduzione con il Tiroler Landestheater di Innsbruck. È stata premiata con il secondo premio nella categoria Canto lirico al 12° Concorso internazionale “Giovani Musicisti – Città di Treviso” nel 2020 e con il terzo premio al Concorso internazionale “Elsa Respighi – Liriche da camera Ottonovecento italiano” a Verona nel 2022. Collabora inoltre con cori ed ensemble professionali come La florida Capella, Ensemble der Innsbrucker Hofmusik, Ensemble vocale Continuum, Ensemble Vago Concento, Venice Monteverdi Academy e Cappella Claudiana, e affianca all’attività concertistica un costante interesse per la ricerca musicologica. È laureata con lode in Musicologia alla Libera Università di Bolzano e all’Università degli Studi di Trento.
Marina Bonetti ha iniziato lo studio della musica a cinque anni e a dodici ha incontrato il suo mentore, l’arpista Mirella Vita, tappa che ha segnato l’avvio di un percorso poi sviluppato nell’incontro tra pratica dell’arpa e passione per la musica antica. Dopo il diploma in arpa conseguito nel 1994 si è dedicata alla riscoperta e all’interpretazione della musica antica attraverso la pratica delle arpe storiche, specializzandosi con Mara Galassi, Andrew Lawrence-King e Nuria Llopis Areny.
Nel corso della carriera si è esibita in Europa, Canada, Africa e Sudamerica, collaborando con interpreti come Claudio Scimone, Alessandro De Marchi, Gabriel Garrido e Jordi Savall. Sotto la guida di Christophe Rousset ha suonato al Teatro alla Scala e in più occasioni allo storico Théâtre des Champs-Élysées. Dal 2023 porta avanti un’intensa attività concertistica con l’ensemble Cappella Mediterranea diretto da Leonardo García Alarcón e collabora con l’Ensemble Les Épopées diretto da Stéphane Fuget. Ha registrato una cinquantina di cd, alcuni dei quali premiati con “Diapason d’Or”, “10 de Répertoire”, “Mezzo M” e “Choc de Classica”, e ha pubblicato revisioni per Pizzicato. Alla ricerca nell’ambito dell’interpretazione storicamente informata affianca un’attività didattica che dura da oltre vent’anni, con corsi, seminari e masterclass in istituzioni di prestigio in Italia, Svizzera e Belgio.
La 35^ edizione del Festival internazionale di Musica Sacra proseguirà giovedì 18 giugno con “Laudarium”, affidato al gruppo LaReverdie, specialista del repertorio medievale e rinascimentale. Anche per questo appuntamento l’ingresso sarà libero.