Pordenone ricorda il sisma del 1976: dall’11 al 27 settembre incontri ed esercitazione Orcolat
Cerimonie, conferenze e prove sul campo fino al 27 settembre 2026: coinvolte scuole, Protezione civile, Vigili del fuoco e Croce Rossa.
PORDENONE - Dal 11 al 27 settembre 2026 Pordenone dedica tre settimane al ricordo del terremoto del 1976 con “La Memoria che Protegge”, un programma di cerimonie, conferenze ed esercitazioni che punta a trasformare la memoria storica in formazione pratica per cittadini, scuole e volontari. Il calendario mette al centro due temi specifici: la gestione delle disabilità in emergenza e la tutela delle opere d’arte e dei beni culturali in caso di calamità.
L’iniziativa è stata presentata in municipio e coinvolgerà tutti i 50 gruppi comunali di Protezione civile del territorio, per un totale di oltre 200 volontari. A illustrarne i contenuti sono stati il sindaco Alessandro Basso, l’assessore comunale alla Protezione civile Mattia Tirelli e il coordinatore comunale Fabio Braccini, alla presenza del viceprefetto Andrea Celsi. Per la Regione è intervenuto l’assessore alla Protezione civile Riccardo Riccardi.
Secondo Riccardi, il Pordenonese ha titolo pieno per essere protagonista del ricordo del sisma, soprattutto nel mese di settembre, rimasto nella memoria collettiva per le conseguenze del terremoto. Pur non essendo stato l’epicentro della tragedia, il territorio ha fatto parte della ricostruzione e della crescita di un sistema tecnico e organizzativo che negli anni si è consolidato attraverso competenze, procedure e collaborazione tra enti.
Le date del programma
Il primo appuntamento è fissato per venerdì 11 settembre alle 20.30 alla Sala Degan, con una conferenza dedicata ai protocolli per la tutela del patrimonio artistico in emergenza.
Il secondo momento di approfondimento è in programma lunedì 14 settembre e sarà dedicato agli aspetti normativi e tecnici della gestione delle disabilità durante l’esodo d’emergenza, uno dei temi su cui il calendario 2026 punta ad allargare l’attenzione pubblica e operativa.
La parte più ampia del progetto arriverà poi nella seconda metà del mese con l’esercitazione sismica “Orcolat”, pensata per verificare sul campo procedure, ruoli e capacità di coordinamento delle diverse componenti chiamate a intervenire.
Scuole coinvolte nell’esercitazione Orcolat
L’esercitazione entrerà nel vivo venerdì 25 settembre con il coinvolgimento delle scuole cittadine nelle prove di evacuazione. Il plesso scolastico di riferimento sarà la primaria Gabelli.
Il Comune di Pordenone assumerà direttamente il coordinamento organizzativo, lavorando insieme alla Protezione civile regionale, ai Vigili del fuoco e alla Croce Rossa, oltre agli altri soggetti coinvolti. L’obiettivo è testare le procedure previste in caso di emergenza sismica e verificare il funzionamento del coordinamento operativo tra istituzioni, volontariato e soccorso.
Il lavoro sul sistema di protezione civile e sulla preparazione dei volontari si inserisce in una linea che in Friuli Venezia Giulia ha sviluppato anche esperienze legate alla prevenzione ambientale e alla formazione sul territorio, come nel caso delle iniziative della Croce Rossa sull’Isonzo.
Il weekend in piazza XX Settembre aperto alla cittadinanza
Nel fine settimana del 26 e 27 settembre le attività si sposteranno in piazza XX Settembre, con una parte del programma pensata direttamente per il pubblico. I cittadini potranno entrare in speciali “tende fumo” per sperimentare percorsi realistici di orientamento in condizioni di visibilità ridotta e partecipare a un’escape room sul rischio sismico ideata dalla Croce Rossa.
Sono previste anche dimostrazioni tecnologiche e operative: dai droni della Protezione civile affiancati alle unità cinofile per la ricerca di persone scomparse, fino alle prove di messa in sicurezza dei beni culturali. In programma anche la simulazione del Centro operativo comunale, coordinato dal sindaco, per mostrare in concreto come si organizza la risposta istituzionale durante un’emergenza.
Il riferimento al patrimonio culturale e alle emergenze recenti
Nel suo intervento, Riccardi ha richiamato anche l’esperienza maturata dai volontari friulani in altri scenari di emergenza, ricordando il lavoro svolto a Forlì dopo l’alluvione, dove personale del sistema regionale è stato impegnato nel recupero e nella salvaguardia di migliaia di volumi conservati in una biblioteca storica. Un episodio citato come esempio della specializzazione raggiunta nella protezione dei beni culturali, tema che a Pordenone sarà affrontato già nell’incontro inaugurale dell’11 settembre.
Il programma di “La Memoria che Protegge” si chiuderà dunque in piazza con dimostrazioni pratiche, tra droni, unità cinofile, tutele per il patrimonio artistico e la simulazione del Centro operativo comunale coordinato dal sindaco.