Povoletto ricorda Marcinelle a 70 anni dalla strage: sicurezza sul lavoro al centro

Messa, corona al monumento ai Caduti e cerimonia civile per l'anniversario della tragedia costata la vita a 262 minatori, 7 friulani.

A cura di Web Team Web Team
09 agosto 2026 16:56
Povoletto ricorda Marcinelle a 70 anni dalla strage: sicurezza sul lavoro al centro -
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POVOLETTO - La memoria di Marcinelle torna a intrecciarsi con un tema ancora attuale: la sicurezza sul lavoro. A 70 anni dalla tragedia dell'8 agosto 1956, Povoletto ha ospitato le celebrazioni per ricordare il disastro nella miniera di carbone del Bois du Cazier, in Belgio, dove morirono 262 lavoratori di dodici nazionalità, tra cui 136 italiani e sette friulani. Dal 2001 quella data coincide anche con la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.

La cerimonia si è aperta con la messa in suffragio nella chiesa di Povoletto, celebrata da don Luigi Gloazzo. È seguito il deposito di una corona d'alloro al monumento ai Caduti, mentre gli interventi delle autorità si sono tenuti nella sede municipale.

Povoletto ricorda Marcinelle a 70 anni dalla strage: sicurezza sul lavoro al centro

I sette friulani morti a Marcinelle

Nel disastro persero la vita anche sette lavoratori originari del Friuli: Pietro Basso di Bannia di Fiume Veneto, Mario Buiatti di Udine, Ruggero Castellani di Ronchis, Lorenzo De Santis di Flaibano, Ferruccio Pegorer di Azzano Decimo, Ciro Natale Piccolo di Povoletto e Armando Zanelli di San Giorgio di Nogaro.

Il ricordo delle vittime è stato accompagnato da un richiamo alle condizioni in cui molti italiani emigrati si trovarono a vivere e lavorare nel secondo dopoguerra. Un tema che in queste ore è tornato anche nel ricordo dei 7 minatori friulani morti nella strage, al centro di una delle pagine più dolorose dell'emigrazione regionale.

Il richiamo alla sicurezza sul lavoro

Nel suo intervento, il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin ha legato la commemorazione al tema della prevenzione nei luoghi di lavoro, sottolineando che molte delle condizioni di benessere oggi considerate normali sono il risultato dei sacrifici affrontati dalle generazioni precedenti, tra guerre, povertà ed emigrazione.

Bordin ha ricordato come il Novecento abbia colpito duramente anche il Friuli Venezia Giulia e come da quelle difficoltà sia nata, per molti, la scelta di partire. Ha citato non solo Marcinelle ma anche Arsia, indicando entrambe come tragedie che segnarono intere generazioni costrette a lavorare in condizioni durissime per garantire un futuro migliore ai figli.

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Nel passaggio più attuale del suo intervento, il presidente del Consiglio regionale ha evidenziato che, nonostante i progressi nella tutela dei lavoratori, ancora oggi troppe persone muoiono mentre svolgono la loro attività. Da qui l'invito a istituzioni, imprese e parti sociali a lavorare insieme per rafforzare la cultura della prevenzione e rendere la sicurezza una priorità concreta.

Il ricordo del dopoguerra e dell'emigrazione

A portare il saluto dell'amministrazione comunale è stato il sindaco di Povoletto, Giuliano Castenetto, che ha ricostruito il contesto dell'Italia del dopoguerra, quando il carbone era una risorsa indispensabile per la ripresa economica e per lo sviluppo produttivo. In questo quadro, ha osservato, Marcinelle resta il simbolo di ciò che accade quando il profitto prevale sulla vita umana e continua a indicare la necessità di mettere al centro la persona.

Bordin ha poi richiamato anche la capacità di riscatto del Friuli dopo il terremoto del 1976, ricordando la ricostruzione come uno dei modelli più solidi realizzati in Italia. Un passaggio usato per sottolineare il valore del lavoro, del senso di responsabilità e della solidarietà che, secondo il presidente, ancora oggi si ritrovano nel tessuto sociale della regione.

Le testimonianze e il passaggio a Bannia nel 2027

Il console regionale dei Maestri del lavoro, Roberto Gerin, ha ripercorso le fasi della tragedia, dallo scoppio dell'incendio fino al recupero delle salme. Ha ricordato anche il conferimento, nel 2001, della Stella al merito del lavoro alla memoria dei caduti di Marcinelle e il riconoscimento analogo attribuito nel dicembre scorso ai minatori morti ad Arsia nel 1940.

Particolarmente intensa la testimonianza di Oriano Dal Molin, figlio di un minatore e cresciuto nell'area mineraria della Vallonia, che ha raccontato le fatiche quotidiane, i sacrifici delle famiglie e il successivo percorso di riscatto umano e sociale.

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A coordinare la cerimonia è stato il console provinciale dei Maestri del lavoro di Udine, Roberto Kodermatz. Tra i presenti anche il presidente dell'Ente Friuli nel Mondo Franco Iacop, la consigliera regionale Manuela Celotti, oltre a numerosi sindaci e amministratori del Friuli Venezia Giulia. Il testimone della commemorazione per la tragedia di Marcinelle passerà il prossimo anno a Bannia di Fiume Veneto, che ospiterà l'appuntamento del 2027.

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