Protezione civile, a Venzone il confronto sul futuro del sistema tra Regioni e volontari
Al raduno interregionale del Nord Italia confronto tra Regioni, Austria e Slovenia. Domenica 4 ottobre 2026 sfilata e chiusura a Gemona.
VENZONE - La Protezione civile allarga il proprio raggio d’azione oltre la risposta alle emergenze meteo, con un sistema chiamato a gestire rischi nuovi, logistica transfrontaliera e integrazione con la sanità. È il messaggio emerso sabato 3 ottobre alla caserma “Manlio Feruglio” di Venzone, dove l’assessore regionale Riccardo Riccardi è intervenuto al convegno “Gestione del rischio nel presente e nel futuro mettendo a sistema scienza e operatività”, inserito nel raduno interregionale del volontariato di Protezione civile del Nord Italia.
L’incontro ha riunito le Direzioni di Protezione civile delle Regioni del Nord, insieme alle delegazioni di Austria e Slovenia, con un confronto centrato sul rapporto tra scienza e operatività e sulla cooperazione tra territori quando le emergenze superano i confini amministrativi e nazionali.
Il confronto a Venzone
Secondo Riccardi, il sistema di Protezione civile ha compiuto “un salto importante” perché oggi non interviene più soltanto sugli eventi meteorologici, ma deve misurarsi con scenari più complessi e con competenze sempre più diverse. L’assessore ha insistito sulla necessità di strutture preparate a operare insieme, richiamando il valore delle esercitazioni e della collaborazione tra realtà differenti.
Nel suo intervento ha ricordato che le emergenze, sempre più frequenti e talvolta circoscritte, non possono essere affrontate entro confini rigidi. Da qui il richiamo alla cooperazione tra territori e al modello costruito sulle Regioni, in raccordo con il Dipartimento nazionale e con il sostegno reciproco tra sistemi locali.
Il raduno in corso in Friuli arriva nelle stesse ore in cui prosegue il <strong>raduno interregionale</strong> tra Venzone e Gemona, con centinaia di volontari impegnati in esercitazioni e attività operative.
Dalla pandemia alla guerra in Ucraina
Riccardi ha citato alcune delle esperienze che, negli ultimi anni, hanno segnato l’evoluzione della Protezione civile: dall’organizzazione degli aiuti per la Turchia dopo il terremoto all’accoglienza delle persone in fuga dalla guerra in Ucraina, fino alla pandemia.
Proprio durante l’emergenza sanitaria, ha osservato l’assessore, alla risposta medica si è affiancata una macchina organizzativa decisiva per sostenere la popolazione. In questo passaggio, il legame tra sanità e Protezione civile è diventato uno degli aspetti centrali del sistema.
Riccardi ha parlato di multidisciplinarietà come di una delle sfide principali per i prossimi anni: la tutela delle persone, ha spiegato, richiede infatti una connessione stabile tra intervento sanitario, organizzazione logistica e presenza sul territorio.
Volontariato, regole e ricambio generazionale
Un altro punto affrontato a Venzone riguarda il ruolo dei volontari e degli amministratori locali. Riccardi ha richiamato il confronto in corso tra Regioni e istituzioni nazionali per adeguare le norme all’evoluzione della Protezione civile, sottolineando la necessità di regole adeguate per chi mette gratuitamente il proprio tempo al servizio della comunità.
Guardando ai prossimi anni, l’assessore ha poi indicato nel ricambio generazionale uno dei nodi principali. La pandemia, ha osservato, ha mostrato una disponibilità concreta dei giovani a impegnarsi; la sfida ora è avvicinarli al volontariato e trasferire loro il patrimonio di esperienza accumulato nel tempo.
Nel corso dell’intervento sono arrivati anche i ringraziamenti al direttore centrale della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Amedeo Aristei, agli operatori del sistema regionale e all’<strong>8° Reggimento Alpini</strong> per l’ospitalità nella caserma “Manlio Feruglio”.
Il ricordo di Giuseppe Zamberletti e il programma di domenica
Riccardi ha infine ricordato Giuseppe Zamberletti, figura chiave nella costruzione del Sistema nazionale di Protezione civile, annunciando che il prossimo <strong>13 ottobre</strong> la sala ottagonale della Protezione civile regionale sarà intitolata alla sua memoria.
Il programma del raduno si chiuderà domenica <strong>4 ottobre 2026</strong> a Gemona del Friuli. Dalle 9 è prevista la sfilata delle delegazioni per le vie della città fino alla caserma Goi-Pantanali, dove seguiranno gli interventi istituzionali, tra cui quelli di Riccardi e del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci.
Nelle ultime ore il tema della cooperazione tra territori è tornato al centro anche in altri appuntamenti del Friuli Venezia Giulia, come nel confronto di Regioni del Nord sulla cultura ospitato a Milano.