Strada del Vino Conegliano Valdobbiadene, per i 60 anni mostra, docufilm e cammino

Presentato al Cerletti il programma per il sessantesimo anniversario del percorso nato nel 1966 e oggi forte di 250 soci.

12 settembre 2026 16:20
Strada del Vino Conegliano Valdobbiadene, per i 60 anni mostra, docufilm e cammino -
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CONEGLIANO - Una mostra fotografica, un docufilm e un cammino per raccontare i 60 anni della Strada del Vino Conegliano Valdobbiadene, considerata la più antica d’Italia. Il calendario delle celebrazioni è stato illustrato nell’Aula Magna del Cerletti, a sessant’anni dalla fondazione del percorso enoturistico avvenuta il 10 settembre 1966.

L’anniversario riguarda una realtà nata come Strada del Vino Bianco, diventata nel 2003 Strada del Prosecco e Vini dei Colli di Conegliano Valdobbiadene e oggi Strada del Vino Conegliano Valdobbiadene. A promuovere il programma è l’associazione guidata da Isidoro Rebuli, che oggi riunisce 250 soci.

Secondo quanto annunciato, le iniziative diffuse per il sessantesimo puntano a ricostruire le origini del progetto e a mettere al centro il legame tra prodotto, paesaggio e turismo. Tra gli appuntamenti previsti ci sono una mostra fotografica realizzata in collaborazione con IPA e con la Città di Pieve di Soligo, un docufilm costruito anche su testimonianze inedite e un cammino dedicato alla storia della Strada.

Il programma del sessantesimo anniversario

Il cuore delle celebrazioni ruota attorno a tre strumenti diversi ma complementari: immagini d’archivio, racconto audiovisivo e percorso sul territorio. L’obiettivo indicato dall’associazione è quello di ripercorrere la nascita della Strada e, insieme, aprire una riflessione sul futuro dell’enoturismo in un’area che ha fatto del rapporto tra viticoltura e paesaggio la propria identità.

Nel corso della presentazione, Isidoro Rebuli ha ricordato anche due eventi ormai consolidati come la 100Miglia e WeekCantina, indicandoli come iniziative capaci di dare valore aggiunto al territorio grazie al lavoro delle realtà che accolgono i visitatori.

Le origini della prima Strada del Vino d’Italia

La nascita del progetto risale al 1966 e porta le firme di Italo Cosmo, Bepi Mazzotti e Giuseppe Schiratti, figure centrali del panorama culturale locale dell’epoca. L’idea, ricostruita durante l’incontro, fu suggerita da Italo Cosmo, allora direttore dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano, e messa in atto da Giuseppe Schiratti di Pieve di Soligo con la collaborazione di Giuseppe Mazzotti, all’epoca direttore dell’Ente Provinciale per il Turismo.

A ricostruire quel passaggio storico è stato il professor PierAntonio Val, docente all’Università IUAV di Venezia, che ha ripercorso la nascita di quello che allora veniva definito un itinerario di turismo gastronomico e che oggi rientra pienamente nel concetto di enoturismo. Nella sua relazione ha richiamato il contesto culturale che rese possibile il progetto, citando fra gli altri Giuseppe Tognolo, Giovanni Battista Salvioni, la provincia di Treviso, la scuola enologica, il prof. Tullio De Rosa e il Consorzio.

Strada del Vino Conegliano Valdobbiadene, per i 60 anni mostra, docufilm e cammino

Il percorso viene indicato come il primo concreto esempio di marketing territoriale in Italia, nato in anni in cui l’idea di unire vino, paesaggio, ospitalità e promozione del territorio era ancora pionieristica.

Il ruolo del territorio e della scuola enologica

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti del sindaco di Conegliano Fabio Chies e della dirigente della Scuola Enologica Mariagrazia Morgan. Entrambi hanno richiamato il valore della collaborazione tra enti locali, strutture ricettive e mondo della formazione, indicando nell’Associazione Strada un punto di raccordo per il territorio.

Il richiamo a Pieve di Soligo non è secondario anche per la storia dei fondatori, in particolare di Giuseppe Schiratti, figura legata alla storica farmacia di famiglia fondata nel 1835 e autore di un diario sulla vita quotidiana durante l’occupazione austro-ungarica del 1917-1918, diventato negli anni un riferimento per gli studi storici locali. Proprio il legame con Pieve di Soligo richiama anche pagine della storia culturale del territorio, come raccontato nel convegno dedicato a Fioroni Pieve di Soligo.

Tra i tre fondatori, il comunicato ricorda anche il profilo di Giuseppe Mazzotti, critico d’arte, scrittore, fotografo e alpinista, noto per il lavoro sulla salvaguardia delle Ville Venete e per i quarant’anni alla guida dell’Ente Provinciale per il Turismo di Treviso, oltre che per il legame con protagonisti della cultura veneta del Novecento come Arturo Martini, Gino Rossi, Toni Benetton, Giovanni Comisso e Dino Buzzati.

La ricorrenza dei sessant’anni mette così in fila non solo un calendario celebrativo, ma anche la storia di un’intuizione che nel 1966 aprì la strada ai successivi percorsi del vino e del turismo gastronomico in Italia. Il programma annunciato comprende mostra fotografica, docufilm e cammino dedicati a questa eredità.

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