«Una firma e una donazione per i sordomuti»: poi arriva la Polizia e scopre la truffa

A San Candido un 38enne chiedeva soldi ai turisti fingendosi sordomuto e usando il logo di una presunta associazione benefica.

03 settembre 2026 10:49
«Una firma e una donazione per i sordomuti»: poi arriva la Polizia e scopre la truffa -
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SAN CANDIDO (BOLZANO) – Avvicinava turisti e passanti nella zona pedonale chiedendo donazioni in denaro per una presunta associazione benefica a favore di persone sordomute. Quando sono arrivati gli agenti avrebbe persino simulato una disabilità uditiva e del linguaggio. Il raggiro, però, è stato scoperto e un 38enne straniero è stato denunciato in stato di libertà per truffa.

L'uomo è stato individuato dagli agenti del Commissariato di San Candido all'ingresso della zona pedonale, particolarmente affollata in quel momento da turisti.

Il modulo con il logo della presunta associazione

A insospettire i poliziotti è stato il comportamento del trentottenne, che fermava le persone invitandole a firmare un modulo e a consegnare una somma di denaro.

Sul documento compariva il logo di quella che veniva presentata come un'associazione impegnata nell'assistenza alle persone sordomute.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, l'uomo avrebbe utilizzato quel materiale per rendere più credibile la richiesta di denaro e convincere soprattutto turisti e persone anziane.

I raggiri che sfruttano la buona fede delle vittime assumono forme sempre diverse. Recentemente era stata ricostruita anche la presunta rete dietro alcune truffe ai danni di anziani tra Udine e Trieste.

Davanti alla Polizia finge di essere sordomuto

Quando gli agenti si sono avvicinati per effettuare il controllo, il 38enne avrebbe inizialmente simulato di non poter sentire né parlare.

La messinscena, però, sarebbe durata poco.

Una volta compreso di essere stato scoperto, l'uomo ha iniziato a parlare in lingua italiana e, secondo quanto riferito dalla Polizia, avrebbe ammesso di utilizzare quel sistema per raggirare turisti e persone anziane.

Il caso richiama altre tecniche utilizzate per avvicinare le vittime direttamente in strada, come la cosiddetta “tecnica dell'abbraccio”, già utilizzata in Friuli per sottrarre denaro e gioielli soprattutto agli anziani.

Denunciato per truffa

Il trentottenne è stato quindi accompagnato negli uffici del Commissariato per essere identificato e per gli ulteriori accertamenti.

Al termine delle procedure è stato deferito all'Autorità Giudiziaria in stato di libertà con l'ipotesi di reato di truffa.

Come previsto dalla legge, la responsabilità dell'uomo dovrà essere definitivamente accertata nelle sedi competenti.

Anche in Friuli si sono registrati numerosi episodi nei quali vengono utilizzati nomi o servizi apparentemente affidabili per convincere le vittime: una recente truffa sfruttava, ad esempio, falsi messaggi riconducibili al CUP per indurre gli utenti a chiamare numerazioni a pagamento.

L'appello della Polizia

Al termine dell'intervento la Polizia di Stato ha rinnovato l'invito alla prudenza, soprattutto quando sconosciuti chiedono denaro per strada presentandosi come rappresentanti di enti o associazioni benefiche.

Il consiglio è quello di non consegnare immediatamente denaro, verificare l'effettiva esistenza dell'organizzazione indicata e segnalare alle forze dell'ordine comportamenti sospetti.

Particolare attenzione viene raccomandata soprattutto nei luoghi turistici e affollati, dove chi mette in atto questo tipo di raggiri può approfittare della confusione e della maggiore presenza di potenziali vittime.

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