Stefano Bellentani alla guida del Comitato scientifico della Fondazione Italiana Fegato
Gastroenterologo ed epatologo, è tra gli studiosi dello Studio Dionysos, tra le ricerche chiave sulla steatosi epatica
TRIESTE - Il dottor Stefano Bellentani è stato nominato presidente del Comitato scientifico della Fondazione Italiana Fegato ETS. Gastroenterologo ed epatologo, Bellentani è indicato tra i pionieri della ricerca sul fegato grasso ed è riconosciuto a livello internazionale per gli studi sulla steatosi epatica e sulle malattie croniche del fegato.
La nomina riguarda l’ente triestino della Fondazione, già al centro delle attività della <a>Fondazione Italiana Fegato</a>, di cui è presidente il professor Claudio Tiribelli. Nel corso della sua carriera, Bellentani ha contribuito alla diffusione delle conoscenze scientifiche sulle patologie epatiche e sui fattori di rischio collegati.
Tra i lavori che hanno segnato il suo percorso professionale viene ricordato lo storico Studio Dionysos, realizzato insieme allo stesso Claudio Tiribelli e ad altri ricercatori italiani. Si tratta di una delle indagini epidemiologiche più rilevanti sulla steatosi epatica nella popolazione generale, perché ha mostrato come il sovrappeso rappresenti un fattore di rischio per il fegato grasso ancora più incisivo dell’eccessivo consumo di alcol.
Attualmente Bellentani lavora come gastroenterologo al Poliambulatorio Villa Richeldi di Carpi e alla Lifestyle Medical Clinic di Locarno. Nel 2013 ha ottenuto l’idoneità nazionale a professore ordinario di Gastroenterologia.
La sua attività professionale è concentrata soprattutto su diagnosi e trattamento del fegato grasso, delle epatiti, dei disturbi digestivi e della nutrizione clinica. Tra le prestazioni diagnostiche indicate figurano ecografie addominali anche con mezzo di contrasto, Fibroscan, Shear Wave, colonscopie, sigmoidoscopie ed esofagogastroduodenoscopie.
Autore di oltre 120 comunicazioni scientifiche presentate in congressi nazionali e internazionali, Bellentani ha ricevuto il Premio internazionale Sheila Sherlock dell’International Association for the Study of the Liver, tra i riconoscimenti più importanti nel campo dell’epatologia. Al Salone del Libro di Torino 2026, il suo primo libro “Benessere e Longevità senza Farmaci” è risultato vincitore del premio “Autori Italiani 2026”.
Nella Lifestyle Medical Clinic di Locarno il medico applica inoltre protocolli condivisi e un approccio multidisciplinare legato alla medicina dello stile di vita, tema affrontato anche nel suo ultimo libro.
Lo Studio Dionysos
Lo Studio Dionysos è stato condotto su diversi gruppi di soggetti distinti per peso corporeo e consumo di alcol, con l’obiettivo di analizzare la diffusione del fegato grasso e i principali fattori associati alla sua comparsa. I risultati hanno rilevato la presenza di steatosi nel 16,4% dei soggetti di controllo, nel 46,4% dei forti consumatori di alcol e nel 75,8% delle persone obese.
La percentuale arrivava al 94,5% nei soggetti che associavano obesità e consumo elevato di alcol. L’elemento considerato più innovativo della ricerca è la dimostrazione che l’obesità costituisce un fattore di rischio più importante rispetto al solo abuso alcolico nello sviluppo dell’accumulo di grasso nel fegato.
In particolare, il rischio di sviluppare steatosi risultava aumentato di 4,6 volte nelle persone obese, contro un incremento di 2,8 volte nei forti bevitori. Nei soggetti che presentavano entrambe le condizioni, il rischio arrivava fino a quasi sei volte rispetto alla popolazione di riferimento.
Le conclusioni dello Studio Dionysos hanno avuto un impatto sulla comunità scientifica internazionale, anticipando di anni l’attenzione oggi rivolta alle malattie epatiche di origine metabolica e al ruolo di sovrappeso e obesità nella salute del fegato. Le evidenze raccolte hanno contribuito a ridefinire le strategie di prevenzione e ad accrescere la consapevolezza sull’importanza degli stili di vita nella tutela della salute del fegato e della longevità.