Oltre 2.500 animali salvati: il bilancio record del Centro Fauna Selvatica di Treviso

Bilancio 2025 del Centro Fauna Selvatica di Treviso: 2.573 animali recuperati e 102 specie assistite sul territorio provinciale.

17 febbraio 2026 15:10
Oltre 2.500 animali salvati: il bilancio record del Centro Fauna Selvatica di Treviso -
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TREVISO - Con l’inizio del nuovo anno è stato presentato il bilancio dell’attività del Centro Fauna Selvatica gestito dalla Provincia di Treviso insieme a Veneto Agricoltura. Nel corso del 2025 sono stati 2.573 gli animali selvatici recuperati, appartenenti a 102 specie differenti, grazie agli interventi degli operatori specializzati e degli agenti della Polizia Provinciale.

Il servizio opera in modo continuativo, 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, con attività di soccorso, valutazione sanitaria, cura e riabilitazione degli esemplari rinvenuti in difficoltà sul territorio provinciale, con l’obiettivo di consentire il ritorno in natura in condizioni di sicurezza.

Le specie più assistite durante l’anno

Tra gli animali più frequentemente soccorsi figurano ricci, merli, columbidi, rondoni e civette. Nel dettaglio, i numeri più alti riguardano: 478 ricci europei, 314 merli, 356 columbidi (di cui 192 tortore dal collare e 164 colombacci), 141 rondoni e 131 civette.

Oltre a queste specie, il Centro si è occupato anche di rondini, gheppi, lepri europee e cigni, confermando un’attività ampia e diversificata nella gestione della fauna selvatica locale.

Come funziona il recupero sul territorio

Quando viene segnalato un animale in difficoltà, gli operatori e il personale medico specializzato effettuano una valutazione del caso e raggiungono il punto indicato dal cittadino. Il conteggio totale degli interventi comprende anche le situazioni in cui, dopo il controllo sul posto, l’animale viene lasciato libero perché privo di lesioni o problemi invalidanti.

Anche in questi casi vengono comunque svolte verifiche e operazioni di assistenza per garantire condizioni di sicurezza prima del rilascio.

Cause più frequenti degli interventi

Dall’analisi dei dati emerge che le principali cause di recupero sono legate a giovane età, debilitazione e patologie, che rappresentano il 37,40% dei casi, comprese condizioni di sottopeso o presenza di parassiti.

Seguono traumi e impatti con il 26,8%, episodi di predazione con il 17,1%, cadute, intrappolamenti o imbrattamenti con il 12,9% e perdita dei genitori con il 4,4%. I casi riconducibili al bracconaggio risultano pari allo 0,4%.

Le dichiarazioni durante la conferenza stampa

Nel corso della presentazione dei dati è stato sottolineato il valore del lavoro svolto congiuntamente dagli enti coinvolti. Marco Donadel ha evidenziato: “Il report evidenzia il grande lavoro che la Provincia ha svolto insieme a Veneto Agricoltura per la gestione degli animali selvatici in difficoltà nel territorio l’anno scorso”.

È stato inoltre ribadito l’invito ai cittadini a contattare sempre il Centro in caso di ritrovamento di fauna selvatica in difficoltà, evitando interventi diretti non competenti.

Anche Federico Caner ha rimarcato la collaborazione tra enti dichiarando: “La sinergia tra Veneto Agricoltura e Provincia di Treviso ha permesso di salvaguardare il patrimonio faunistico regionale in maniera incisiva”. È stato inoltre confermato il potenziamento delle risorse operative e la disponibilità continuativa del centralino.

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