Trieste, volantini del CCDU in Barcolana sui trattamenti psichiatrici coercitivi

L’iniziativa è stata organizzata l’11 ottobre 2026 a Trieste per informare cittadini e visitatori su elettroshock e cure coercitive.

11 ottobre 2026 22:12
Trieste, volantini del CCDU in Barcolana sui trattamenti psichiatrici coercitivi -
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TRIESTE - Una distribuzione di materiale informativo nel fine settimana della Barcolana, a Trieste, per riportare l’attenzione su elettroshock, trattamenti psichiatrici coercitivi e diritti delle persone in cura. L’iniziativa è stata promossa l’11 ottobre 2026 dai volontari del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ODV (CCDU), in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale che ricorre il 10 ottobre.

La scelta di Trieste, spiegano i promotori, è legata sia alla forte affluenza di pubblico in città per la Barcolana sia al valore simbolico che il capoluogo giuliano conserva nella storia della psichiatria italiana. L’obiettivo dell’attività informativa era raggiungere cittadini e visitatori per diffondere materiale dedicato ai possibili rischi dell’elettroshock e dei trattamenti psichiatrici senza consenso, richiamando il tema della tutela della persona, della dignità e della libertà nei percorsi di cura.

L’iniziativa a Trieste nel giorno dedicato alla salute mentale

Il CCDU ha legato la presenza in città alla ricorrenza internazionale dedicata alla salute mentale, usata come occasione per rilanciare un messaggio preciso: la salute mentale, secondo l’associazione, non può essere separata dal rispetto dei diritti umani, dal consenso informato e da garanzie effettive per chi viene sottoposto a trattamenti psichiatrici.

Nel Veneziano, proprio in questi giorni, è in corso anche il Festival della Salute Mentale tra San Donà e Portogruaro, con appuntamenti pubblici dedicati al tema in contesti diversi da quello strettamente sanitario.

Il richiamo alla storia di Franco Basaglia

Nel ricostruire il senso della scelta di Trieste, il Comitato richiama l’esperienza di Franco Basaglia, che nel 1971 assunse la direzione dell’ospedale psichiatrico di San Giovanni. Da lì prese avvio un percorso che mise in discussione il modello manicomiale e spinse verso il superamento dell’istituzionalizzazione, affermando il riconoscimento della persona come titolare di diritti.

Secondo il CCDU, quella stagione resta un punto di riferimento ancora attuale. L’associazione sottolinea che la chiusura dei manicomi ha rappresentato una svolta fondamentale, ma ritiene che il tema della tutela dei diritti delle persone con problemi di salute mentale richieda ancora attenzione pubblica, informazione e controllo sulle pratiche adottate.

Le altre attività in Friuli Venezia Giulia

Quella organizzata a Trieste non è stata l’unica iniziativa recente del Comitato in regione. Il gruppo ricorda infatti la mostra “Psichiatria e Diritti Umani” allestita a Pordenone circa due settimane fa, alla quale, secondo quanto riferito, hanno partecipato centinaia di persone.

Nel caso triestino, il focus del CCDU è rimasto invece concentrato sui trattamenti coercitivi e sul diritto dei cittadini a ricevere informazioni chiare sui trattamenti, sui possibili rischi e sulle tutele previste.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ODV si definisce una delle campagne di riforma sociale promosse dalla Chiesa di Scientology. Nell’attività svolta a Trieste l’associazione ha ribadito la richiesta che informazione, consenso consapevole, dignità e libertà restino elementi centrali in ogni percorso di cura in ambito psichiatrico.

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