Trieste, confronto sul nucleare con gli autori di “Avete rotto l’atomo”

L’iniziativa promossa da Patto per l’Autonomia, Adesso Trieste e Il Passo Giusto ha riunito autori, attivisti e pubblico su fissione.

08 luglio 2026 13:29
Trieste, confronto sul nucleare con gli autori di “Avete rotto l’atomo” -
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TRIESTE - Due ore di confronto pubblico sul nucleare, tra aspetti tecnici, costi, rischi e ricadute politiche. L’incontro organizzato ieri, 7 luglio 2026, da Patto per l’Autonomia, Adesso Trieste e Il Passo Giusto ha portato in città gli autori di “Avete rotto l’atomo”, volume appena uscito che analizza le tecnologie di fissione già disponibili e quelle proposte come sostenibili per il futuro.

Al centro della serata, la necessità di offrire al pubblico strumenti più concreti per orientarsi in un tema tornato con forza nel dibattito nazionale e regionale, spesso affrontato in modo semplificato. Il libro, nelle intenzioni dei promotori, è stato presentato come un’occasione per uscire dalla contrapposizione tra tifoserie e ragionare su dati tecnici, sostenibilità economica e conseguenze sociali.

Chi sono gli autori e cosa è emerso dal confronto

A discutere con il pubblico sono stati Matteo De Piccoli, ingegnere nucleare e attivista climatico del progetto “Ci sarà un bel clima”, che ha contribuito anche alla stesura del Libro bianco degli Stati Generali dell’Azione per il Clima, e Giovanni Ludovico Montagnani, dottore di ricerca in elettronica nucleare al Politecnico di Milano, anche lui attivista climatico e fondatore di “Ci sarà un bel clima”.

Durante la serata i due autori hanno proposto anche un questionario e un quiz, strumenti da cui è emerso un quadro eterogeneo tra i partecipanti: conoscenze diverse sul tema e opinioni non riducibili al consueto schema favorevoli-contrari. Secondo gli organizzatori, proprio questo è stato uno degli elementi più utili dell’incontro, perché ha mostrato come sul nucleare esista uno spazio di discussione più articolato del confronto pubblico abituale.

Il nodo del dibattito: tecnologie, costi e scelte politiche

A introdurre l’appuntamento sono stati Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia - Civica FVG, e Marco Slavich, coordinatore dell’assemblea ecologia di Adesso Trieste. Massolino ha richiamato la necessità di un confronto «trasparente, informato e aperto», osservando che il volume affronta con rigore gli aspetti tecnici senza trascurare quelli sociali ed etici.

Nel suo intervento a margine dell’iniziativa, la consigliera ha sottolineato che il libro non si colloca in modo pregiudiziale né contro né a favore del nucleare. Ha inoltre evidenziato come, durante il dibattito, anche il presidente di Nucleare e Ragione, pur confermando la propria posizione favorevole, abbia riconosciuto nel testo alcuni spunti di dubbio e riflessione. Una posizione che, secondo Massolino, conferma l’utilità di strumenti capaci di allargare la discussione anziché irrigidirla.

Trieste, confronto sul nucleare con gli autori di “Avete rotto l’atomo”
Trieste, confronto sul nucleare con gli autori di “Avete rotto l’atomo”

Il tema resta particolarmente sensibile anche in Friuli Venezia Giulia, dove il confronto politico si intreccia con il dossier della centrale di Krsko e con le posizioni assunte a livello regionale sul ritorno dell’atomo.

Le posizioni dei promotori

Patto per l’Autonomia, Adesso Trieste e Il Passo Giusto hanno ribadito la propria contrarietà al nucleare, ma hanno insistito soprattutto su un punto: prima delle scelte politiche servono informazioni chiare sulle tecnologie considerate, sui tempi di realizzazione e su una valutazione attendibile dei costi, basata sugli impianti effettivamente costruiti.

Secondo Slavich, il confronto di ieri ha aiutato i partecipanti a considerare sia gli elementi portati a sostegno del nucleare sia i punti più problematici. Per formarsi un’opinione, ha osservato, è necessario soppesare molti fattori diversi, compresi rischi, incertezze e costi, in un’analisi che non può fermarsi agli slogan.

Lo stesso Slavich ha aggiunto che uno dei problemi più frequenti nel dibattito pubblico è la vaghezza dell’oggetto della discussione: spesso non viene precisato quale tecnologia si intenda sostenere né quale sarebbe la stima realistica della spesa necessaria. È anche su questo terreno che si inserisce il confronto politico regionale, già emerso nelle discussioni sul Patto per l’Autonomia e sulla linea da tenere in Friuli Venezia Giulia.

L’ultimo dato emerso dalla serata riguarda proprio la platea: il questionario e il quiz proposti dagli autori hanno restituito una conoscenza molto diversificata del tema e una varietà di posizioni che, secondo gli organizzatori, ha superato il bipolarismo con cui il nucleare viene spesso raccontato.

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