Trieste ospita il congresso Aie, Riccardi: epidemiologia decisiva per la salute pubblica

Al Generali convention center la seconda giornata dell'appuntamento nazionale dedicato a prevenzione, ricerca e politiche per la salute.

26 maggio 2026 13:38
Trieste ospita il congresso Aie, Riccardi: epidemiologia decisiva per la salute pubblica -
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TRIESTE - L'epidemiologia come strumento per conoscere i problemi di salute, costruire interventi efficaci e verificarne nel tempo gli effetti. Su questo asse si è aperta a Trieste la seconda giornata del 50° congresso dell'Associazione Italiana di Epidemiologia, intitolato “50 anni di Aie: Capire, Agire, Valutare”, con l'intervento dell'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi.

L'appuntamento si svolge nel capoluogo regionale, al Generali convention center, ed è stato introdotto dal presidente dell'associazione Lorenzo Richiardi. A Trieste sono presenti oltre 570 professionisti impegnati a discutere il futuro della ricerca epidemiologica.

Nel suo intervento, Riccardi ha richiamato una frase di Luigi Einaudi, “Per deliberare bisogna conoscere”, definendola ancora attuale per spiegare l'approccio dell'epidemiologia moderna: individuare le cause dei problemi di salute, progettare risposte efficaci e monitorarne gli effetti nel tempo. Un processo che, ha osservato, richiede sempre più integrazione tra discipline, capacità di confronto con le istituzioni e coinvolgimento delle comunità. Da qui il ringraziamento per la scelta di Trieste e del Friuli Venezia Giulia come sede del congresso nazionale dell'associazione che celebra mezzo secolo di attività dedicata alla prevenzione e alla salute pubblica.

Il tema delle città e della salute

Nel corso del congresso è stato presentato lo statement “Il ruolo dell'epidemiologia per la salute delle città”, centrato sul tema della urban health. L'iniziativa si inserisce in un confronto che, nelle politiche sanitarie regionali, tocca anche questioni come la salute mentale e l'organizzazione dei servizi, al centro anche del dibattito sul modello Trieste Gorizia.

Il documento mette in evidenza che oltre il 70% della popolazione italiana vive oggi in aree urbane e che proprio le città rappresentano insieme opportunità e fattori di rischio per la salute. Tra gli elementi indicati ci sono la qualità dell'aria, il traffico, il rumore, le isole di calore, l'accesso agli spazi verdi, le disuguaglianze sociali e la qualità dell'abitare, tutti aspetti che incidono direttamente sul benessere delle persone.

Secondo quanto emerso nel congresso, il valore dell'epidemiologia sta anche nella sua capacità di tradurre i dati in conoscenze utili per le politiche pubbliche e per la tutela del diritto alla salute, con un ruolo legato alla democrazia sanitaria e all'equità sociale.

Il richiamo alle istituzioni e alla multidisciplinarietà

Riccardi ha insistito sul ruolo delle istituzioni nel mettere in rete i luoghi in cui si sviluppano analisi e approfondimento. “Questa società corre, ma la questione di un Paese che non pensa, non approfondisce, non incrocia le esperienze, non valuta con profondità, resta centrale: compito delle istituzioni è rendere protagonisti e mettere in rete i luoghi in cui il pensiero profondo si attua. Chi si occupa di studiare i fenomeni che hanno un impatto sulla salute di tutti merita questa attenzione”, ha affermato l'assessore.

Nel suo intervento ha anche collegato questo lavoro alla fase successiva alla pandemia, sottolineando che la capacità di analisi e l'integrazione dei dati sono diventate ancora più importanti dopo l'emergenza Covid. Un tema che si inserisce in un quadro più ampio di riorganizzazione della sanità territoriale, che in Friuli Venezia Giulia comprende anche servizi come il 116117 nel primo mese di attivazione su scala regionale.

“La risposta che ci ha permesso di superare l'emergenza Covid ha dimostrato l'importanza di abbattere i muri tra le diverse organizzazioni che spesso lavorano in modo isolato. Il limite principale che riscontriamo ancora oggi è quello di affrontare i processi attraverso modelli organizzativi verticali, dei veri e propri silos che non comunicano tra loro. Dobbiamo superare questo approccio e puntare con decisione sulla multidisciplinarietà, mettendo a fattore comune competenze diverse per sviluppare modelli di risposta più efficaci di fronte alle nuove sfide poste dal cambiamento climatico, dalle disuguaglianze sociali, dalla salute mentale e dall'intelligenza artificiale”, ha concluso Riccardi.

Il 50° congresso dell'Associazione Italiana di Epidemiologia, dal titolo “50 anni di Aie: Capire, Agire, Valutare”, prosegue al Generali convention center di Trieste con la partecipazione di oltre 570 professionisti impegnati a delineare il futuro della ricerca epidemiologica.

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