Trieste, aperto al pubblico il Museo della Civiltà istriana, fiumana e dalmata
Il nuovo spazio al Magazzino 26 è aperto dal 30 settembre 2026 con orari stagionali tra 10 e 17 o 10 e 18.
TRIESTE - È aperto al pubblico da oggi, 30 settembre 2026, il Museo della Civiltà istriana, fiumana e dalmata al Magazzino 26 di Porto Vecchio - Porto Vivo. L’inaugurazione si è tenuta ieri pomeriggio alla Sala Luttazzi, con la partecipazione del vicesindaco e assessore alle Attività economiche Serena Tonel, insieme ad amministratori comunali, rappresentanti della Regione Friuli Venezia Giulia e dell’Irci.
Il museo nasce per affiancare il percorso della memoria già costruito negli spazi del Magazzino 26 e ampliare il racconto della storia degli istriani, fiumani e dalmati oltre il solo esodo, restituendo anche il profilo di una civiltà, delle sue comunità e delle sue radici.
Dove si trova e orari di visita
Il Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata si trova al Magazzino 26, nell’area di Porto Vecchio - Porto Vivo a Trieste.
Gli orari comunicati per le visite sono questi: fino al 31 marzo apertura il lunedì, martedì, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 17; dal 1° aprile all’11 ottobre apertura negli stessi giorni dalle 10 alle 18.
L’inaugurazione a Trieste
Alla cerimonia erano presenti anche l’assessore alle Politiche della sicurezza cittadina Caterina de Gavardo, l’assessore alle Politiche sociali Massimo Tognolli, il responsabile dei Musei Artistici Francesco Fait e il conservatore del nuovo museo Costanza Brancolini. Per la Regione Friuli Venezia Giulia è intervenuto l’assessore alle autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione Pierpaolo Roberti. Per l’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata erano presenti il presidente Franco Degrassi e il direttore Piero Del Bello. Presente inoltre il vescovo Monsignor Enrico Trevisi.
Nel suo intervento Serena Tonel ha portato il saluto del sindaco Roberto Dipiazza e dell’amministrazione comunale, definendo il completamento del museo un passaggio che riguarda direttamente la storia di Trieste e di molte famiglie della città. Il vicesindaco ha ricordato anche il contributo di Giorgio Rossi al percorso che ha portato alla realizzazione del nuovo spazio museale.
L’apertura arriva a un giorno dal nuovo allestimento del Museo della civiltà istriana negli spazi dell’Irci al Magazzino 26, che rafforza la presenza museale dedicata a questa memoria nel waterfront triestino.
La genesi del museo
La storia del nuovo museo parte dalle masserizie abbandonate dagli oltre 300.000 esuli costretti a lasciare Istria, Fiume e Dalmazia. Quegli oggetti, salvati dalla distruzione e dall’oblio dall’Irci, furono donati dalla Prefettura allo stesso istituto nel 1988.
In un primo momento vennero depositati nel Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, poi trasferiti nel Magazzino 18 e infine riportati in modo definitivo nel 2021 in spazi riallestiti e visitabili del Magazzino 26.
Da quel patrimonio materiale è nato il percorso che oggi si completa con il museo. L’obiettivo indicato è affiancare alla rappresentazione dell’epilogo dell’esodo anche il racconto del fiorire di una civiltà, offrendo al pubblico un quadro più ampio della storia istriana, fiumana e dalmata.
Secondo quanto sottolineato durante l’inaugurazione, il museo ha già richiamato in questi anni migliaia di visitatori e punta ora a raggiungerne altri, attraverso un allestimento che lega oggetti, vicende familiari e memoria collettiva della città.