Pasolini e le parole di Turoldo a Trieste: l’11 luglio Cizerouno chiude il programma di luglio

Al Ridotto del Teatro Stabile Sloveno va in scena “Meglio che il silenzio scenda su quella notte”. Biglietto a 10 euro.

A cura di Web Team Web Team
09 luglio 2026 13:26
Pasolini e le parole di Turoldo a Trieste: l’11 luglio Cizerouno chiude il programma di luglio -
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TRIESTE - Sabato 11 luglio 2026 al Ridotto del Teatro Stabile Sloveno arriva “Meglio che il silenzio scenda su quella notte”, produzione originale di Cizerouno dedicata a Pier Paolo Pasolini. L’appuntamento, in programma alle ore 21, chiude il cartellone di luglio della tredicesima edizione di Varcare la frontiera, il festival multidisciplinare che quest’anno porta il titolo “Interferenze”.

Lo spettacolo prende le mosse dall’orazione funebre pronunciata da padre David Maria Turoldo il 6 novembre 1975 a Casarsa, davanti alla bara di Pasolini, ucciso quattro giorni prima. Il titolo riprende una delle frasi più note di quel discorso, poi pubblicato nel 1976 con il titolo “Chiediamo scusa di esistere” nel volume “Pasolini in Friuli”. Per il pubblico ci sono anche indicazioni pratiche già definite: durata di circa 45 minuti e biglietto da 10 euro, con prenotazione consigliata.

Pasolini e le parole di Turoldo a Trieste: l’11 luglio Cizerouno chiude il programma di
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Dove si tiene e perché il luogo conta

A ospitare la serata è il Teatro Stabile Sloveno, realtà storica della città e unico teatro stabile pubblico italiano di lingua non italiana. Nato nel 1907, è la principale voce culturale della minoranza slovena di Trieste, Gorizia e Udine. Dopo l’incendio del 1920, quando venne distrutto insieme al Narodni dom dagli squadristi fascisti, il teatro rinacque nel 1945; l’edificio attuale fu inaugurato nel 1964 e all’epoca era considerato tra i più avanzati sul piano tecnico in regione e in Italia.

Le parole di Pasolini in questo spazio teatrale erano già passate in altre stagioni. Nella stagione 2006/2007, sotto la direzione artistica di Marko Sosič, il teatro portò in scena “Porcile” (“Svinjak” in sloveno) con la regia di Ivica Buljan. Nel 2017 arrivò invece “Teorema”, con Nikla Petruška Panizon nel cast. Il rapporto con Pasolini torna così al centro anche in questa nuova tappa del festival.

Pasolini e le parole di Turoldo a Trieste: l’11 luglio Cizerouno chiude il programma di
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Il racconto in scena tra voce, danza e suono dal vivo

Il lavoro unisce parola, movimento e paesaggio sonoro. Ad accogliere il pubblico è la voce di Paolo Fagiolo, che legge anche la cronaca scritta da Libero Mazzi sulle colonne del “Il Piccolo” a proposito del funerale di Pasolini. In quelle righe viene raccontata la madre del poeta, Susanna Colussi, accompagnata lungo i due chilometri del corteo, mentre il Friuli riaccoglieva uno dei suoi figli più discussi e più riconosciuti.

Sul palco c’è il danzatore Toni Flego, mentre Michael Petronio costruisce dal vivo la componente sonora. La struttura dello spettacolo accompagna il pubblico dalla cronaca di quella giornata fino al cuore del testo di Turoldo, affidato ancora alla lettura di Fagiolo. Flego, 29 anni, nato a Fiume, è stato selezionato attraverso una open call internazionale che ha raccolto 31 candidature da Italia, Germania, Austria e Croazia.

Pasolini e le parole di Turoldo a Trieste: l’11 luglio Cizerouno chiude il programma di
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La supervisione coreografica è di Sarah Taylor, formatasi alla Australian Ballet School e con Martha Graham a New York, oggi direttrice artistica dell’Accademia della Follia di Trieste, partner di Cizerouno in questa edizione del festival.

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Il legame con Pasolini e il programma dopo l’estate

L’immagine guida dello spettacolo è un’opera dell’artista belga Chantal Vey, “Omaggio al romanzo delle stragi di Pier Paolo Pasolini_n°4A”, nata a Trieste nel 2022 durante un’azione di scrittura dal vivo: Vey trascrisse a matita l’intero articolo “Il romanzo delle stragi”, pubblicato da Pasolini sul “Corriere della Sera” il 14 novembre 1974, fino a trasformarlo in una traccia illeggibile. L’artista aveva già incrociato il percorso del festival nel 2017 con il video “Controcorrente #2”, costruito in dialogo con “La lunga strada di sabbia”.

Il rapporto tra Varcare la frontiera e Pasolini non è nuovo. Già nel 2015 la sezione “Dedica a Pasolini” era stata riconosciuta dal MIC tra le manifestazioni ufficiali per il quarantennale della morte del poeta. In questi giorni, sempre al Teatro Stabile Sloveno, il festival ha proposto anche altri appuntamenti legati alla memoria culturale triestina.

Pasolini e le parole di Turoldo a Trieste: l’11 luglio Cizerouno chiude il programma di
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Cizerouno, associazione culturale con sede a Trieste attiva dal 2001, nel 2026 festeggia venticinque anni di attività. Dopo la chiusura del programma di luglio, il calendario di “Varcare la frontiera_Interferenze” riprenderà a settembre con “4 Ritratti”, spettacolo coprodotto con l’Accademia della Follia.

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