Udine, il Comune punta su carcere e reinserimento: nuovi spazi culturali e case sociali

Nel piano del Comune nuovi spazi culturali nel carcere e un immobile tra via Chinotto e viale Trieste per l’abitare sociale.

14 agosto 2026 14:05
Udine, il Comune punta su carcere e reinserimento: nuovi spazi culturali e case sociali -
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UDINE - Nuovi spazi culturali dentro il carcere, con l’idea di aprirli anche alla città, e un progetto abitativo per accompagnare chi esce dalla detenzione o accede a misure alternative. Sono i due fronti indicati dal Comune di Udine nell’incontro promosso dal Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale Andrea Sandra, durante il quale è stata confermata anche per il 2026 la distribuzione di angurie alle persone detenute, in collaborazione con Coop Alleanza 3.0, Società della Ragione e Icaro.

L’amministrazione comunale, con gli assessori Federico Pirone e Andrea Zini, ha riportato l’attenzione sui temi della dignità delle persone detenute, del rapporto tra carcere e città e dei percorsi di reinserimento sociale. Il dato più concreto riguarda da un lato la ristrutturazione in corso dell’istituto penitenziario, dall’altro un immobile comunale che potrebbe diventare una risposta per l’abitare sociale post-detenzione.

Il carcere come spazio culturale aperto anche all’esterno

Secondo l’assessore alla Cultura Federico Pirone, la ristrutturazione del carcere di Udine rappresenta un passaggio significativo anche rispetto alla condizione di molti istituti penitenziari italiani. L’intervento, ha spiegato, metterà a disposizione nuovi spazi dedicati alla cultura, rinnovati e attrezzati per accogliere non solo le persone detenute ma anche il pubblico esterno.

Tra gli spazi indicati c’è il teatro, ormai prossimo al completamento, che nelle intenzioni del Comune dovrà entrare nella vita culturale cittadina. Pirone ha annunciato che nei prossimi bandi comunali per i contributi alla programmazione estiva e invernale della città sarà prevista la possibilità, per le associazioni che parteciperanno, di scegliere anche gli spazi del carcere come sede di performance artistiche, musicali e culturali.

Per l’assessore, l’obiettivo è rendere concreto il principio per cui il carcere non deve restare un luogo separato dalla città. Nello stesso intervento ha ribadito che occuparsi del carcere significa occuparsi dell’intera comunità e che la dignità delle persone non viene meno con la perdita della libertà personale.

Il progetto abitativo per chi esce dal carcere

Sul versante del reinserimento, l’assessore alle Politiche abitative Andrea Zini ha posto l’accento sul tema della casa, definito uno degli elementi decisivi per costruire un percorso reale dopo la detenzione. Il riferimento è in particolare alle persone che escono dal carcere o che possono accedere a misure alternative, soprattutto quando manca una rete familiare in grado di sostenerle.

Udine, il Comune punta su carcere e reinserimento: nuovi spazi culturali e case sociali

Il Comune ha individuato una possibile risposta in un edificio comunale inutilizzato da circa vent’anni, situato tra via Chinotto e viale Trieste e composto da quattro unità abitative. L’immobile era già stato indicato nella variazione al Documento unico di programmazione approvata lo scorso luglio come possibile sede di un progetto dedicato.

Nel nuovo DUP 2027-2029, che sarà sottoposto prossimamente al Consiglio comunale, l’indirizzo sarà reso ancora più esplicito: l’amministrazione punta ad avviare la progettazione nel 2027 e, in parallelo, a cercare finanziamenti pubblici per circa 3 milioni di euro destinati alla ristrutturazione dell’edificio.

Quattro alloggi e possibili spazi produttivi

Accanto alla funzione abitativa, il progetto allo studio prevede anche la valutazione di spazi da destinare ad attività produttive. L’idea, ha spiegato Zini, è di costruire non soltanto una risposta emergenziale sul piano della casa, ma un percorso di reinserimento più strutturato, affiancando alla sede fisica una progettualità condivisa con le associazioni che già operano all’interno del carcere di Udine.

Nel corso dell’incontro è stata ricordata anche l’iniziativa simbolica della distribuzione delle angurie ai detenuti, da consumare durante le attività sociali. L’appuntamento viene riproposto anche quest’anno grazie alla collaborazione tra il Garante comunale, Coop Alleanza 3.0, Società della Ragione e Icaro.

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