Udine, alla primaria Rodari una mostra di fine anno su uguaglianza e inclusione

Coinvolte tutte le classi della primaria Gianni Rodari di Udine in un percorso tra poesie, installazioni e letture dedicate al cielo come

28 maggio 2026 09:27
Udine, alla primaria Rodari una mostra di fine anno su uguaglianza e inclusione -
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Udine - Alla scuola primaria Gianni Rodari di Udine la conclusione dell’anno scolastico è diventata una mostra costruita da tutte le classi attorno a un’idea centrale: il cielo come bene comune, senza distinzioni di ricchezza, origine o condizione sociale. Da questa intuizione poetica di Gianni Rodari è nato un percorso espositivo dedicato all’uguaglianza, contro pregiudizi, disparità, muri e guerre.

Il filo conduttore del lavoro è stato ricavato dalle “Filastrocche in cielo e in terra”, la raccolta in cui lo scrittore di Omegna raccontava un mondo frammentato “a pezzetti”, segnato da confini e divisioni create dagli uomini. Da qui la scelta della scuola di trasformare quegli spunti in una notizia educativa e concreta di fine anno, affidando agli alunni il compito di accompagnare i genitori in un itinerario tra parole, immagini e installazioni.

Un percorso dentro la scuola

La mostra, ha spiegato la dirigente scolastica Sabrina Monai, è stata pensata come un vero percorso immersivo negli spazi dell’istituto. I bambini hanno guidato le famiglie lungo tappe dedicate ai diversi elementi del cielo rodariano — stelle, nuvole, pioggia, sole e luna — letti come metafore di un mondo più giusto e inclusivo.

Nel cavedio, centro dell’esposizione, è stato proiettato un video sulla vita e sugli insegnamenti di Gianni Rodari, realizzato con l’app Stop motion. Il lavoro è stato costruito fotogramma dopo fotogramma e accompagnato dalla lettura della poesia “La torta in cielo”. Un riferimento che richiama anche il progetto culturale Il Cielo è di Tutti, dove poesia e sguardo sul cielo tornano a incontrarsi.

Nel corridoio hanno trovato posto nuvole sospese e gocce decorate, in un dialogo tra grande e piccolo, cielo e terra, ispirato al racconto “L’omino della pioggia”. Nell’aula d’arte, invece, le classi quarte hanno realizzato docce e parete di parole, installazioni visive e testuali legate alla poesia “Il Cielo è di tutti i colori”, nella quale ogni sfumatura diventa un invito a non ridurre la realtà a un solo tono.

Il momento nell’aula per l’inclusione

Uno dei passaggi più significativi è stato quello ospitato nell’aula per l’inclusione: qui i visitatori hanno ascoltato una canzone rap hip-hop cantata in diverse lingue, visto i totem preparati dagli alunni e seguito la lettura corale de “Il Cielo è di tutti”, la poesia che dà il titolo all’intera esposizione. Nei versi richiamati durante la mostra, il cielo appartiene al vecchio e al bambino, al re e all’ortolano: non si esaurisce, non si divide, non si compra e non si vende.

L’iniziativa, nelle intenzioni della scuola, non è rimasta confinata a un esercizio artistico o letterario. Il messaggio affidato ai diversi spazi, ai lavori e alle letture è stato quello del riconoscimento dell’altro, della capacità di accorgersi di chi si ha accanto, comprenderlo e accoglierlo come scelta quotidiana.

Secondo la scuola, Rodari aveva colto con anticipo un punto essenziale: per immaginare un mondo meno frammentato non servono gesti eclatanti, ma la capacità di alzare lo sguardo e ricordare il valore di ogni persona. In questa prospettiva, l’esperienza della primaria udinese è diventata un momento condiviso tra bambini, insegnanti e famiglie, dentro un lavoro sul senso educativo dell’inclusione. Un tema che, nel territorio, si intreccia anche con il dibattito sulle attività rivolte ai più giovani, come nel caso dei fondi per attività estive ai minori stranieri.

A chiudere il percorso sono state anche le parole richiamate dalla dirigente Sabrina Monai: «Anche con queste iniziative la scuola diventa lo spazio dove si costruisce senso». E il testo scelto per accompagnare la mostra ribadisce l’immagine che ne ha guidato l’intero sviluppo: «Il Cielo è di tutti gli occhi, ed ogni occhio, se vuole, si prende la luna intera, le stelle comete, il sole».

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