Udine, al via il percorso triennale su welfare di comunità e amministrazione condivisa
Presentato il programma triennale promosso da Regione Fvg e ComPA su integrazione sociosanitaria, governance e sanità di prossimità.
UDINE - La formazione viene indicata dalla Regione Friuli Venezia Giulia come uno snodo centrale per accompagnare il cambiamento del sistema sanitario e sociosanitario. A dirlo è stato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, intervenuto a Udine al convegno “La salute come bene comune. Gli strumenti dell’amministrazione condivisa per promuovere un welfare di comunità”, appuntamento inaugurale del percorso formativo triennale promosso dalla Direzione centrale Salute della Regione Fvg insieme a ComPA, fondazione e scuola di formazione del Comparto unico regionale.
Secondo Riccardi, il passaggio verso un nuovo modello organizzativo della salute richiede competenze nuove e una maggiore efficienza per rispondere a bisogni sociosanitari cresciuti negli ultimi anni molto più velocemente della capacità di adattamento del sistema. L’assessore ha sottolineato che cronicità, fragilità e bisogni sociali impongono un cambiamento culturale e organizzativo profondo: non è più sufficiente una risposta soltanto sanitaria e centrata sull’ospedale, ma serve un sistema integrato capace di prendersi cura delle persone nei territori e nelle comunità.
Il percorso formativo
Il programma è dedicato ai temi dell’amministrazione condivisa, della coprogettazione tra pubblico e privato sociale e dell’integrazione sociosanitaria. L’iniziativa coinvolge amministratori locali, Aziende sanitarie, servizi sociali dei Comuni, operatori del Terzo settore e personale sociosanitario, con l’obiettivo di accompagnare la trasformazione dei modelli di assistenza e di welfare.
Il percorso prevede una sezione dedicata alla governance, rivolta ad amministratori e responsabili dei servizi sui nuovi modelli organizzativi. A questa si affianca un percorso trasversale per operatori pubblici e del Terzo settore, pensato per costruire competenze comuni sui processi collaborativi e di coprogettazione. Sono inoltre previsti percorsi specialistici per la formazione di figure tecnico-operative sulle normative, sulla progettazione e sulla gestione economica, oltre alla preparazione di facilitatori dei processi partecipativi.
Sanità di prossimità e integrazione dei servizi
Tra i temi indicati come centrali ci sono la sanità di prossimità, l’integrazione tra ospedali e Case di comunità, l’infermieristica di comunità e la costruzione di reti territoriali fra istituzioni, Aziende sanitarie, volontariato sociale e cittadini. Un quadro che si inserisce nel confronto più ampio sulla riorganizzazione dei servizi e sul ruolo delle Case di comunità.
Tra gli obiettivi del programma c’è anche lo sviluppo di modelli organizzativi capaci di orientare la gestione delle cronicità e delle fragilità verso i servizi territoriali, contribuendo così a ridurre il sovraffollamento dei Pronto soccorso.
La posizione dell’assessore
Nel suo intervento Riccardi ha richiamato il principio della sussidiarietà, collocandolo tra la sfera pubblica e quella del mercato. “Non tutto è pubblico e non tutto è mercato - ha sottolineato Riccardi -. Tra questi due ambiti esiste il principio della sussidiarietà, che valorizza il ruolo dell’amministrazione condivisa, della coprogettazione e del Terzo settore. Dentro questo quadro si colloca la ridefinizione del rapporto tra pubblico e privato sociale, necessaria per costruire risposte più efficaci ai nuovi bisogni di salute delle persone”.
L’assessore ha poi osservato che per troppo tempo il sistema ha concentrato la propria risposta soprattutto sulla prestazione sanitaria e sull’acuzie, mentre nello stesso periodo è cresciuto in modo esponenziale il bisogno sociosanitario legato alla cronicità e alle fragilità. Per questo, ha aggiunto, serve una trasformazione culturale che coinvolga tutte le figure del sistema, valorizzando anche il contributo del volontariato e del Terzo settore, indicati come una forza fondamentale se inseriti all’interno di competenze e ruoli ben definiti.
Nel 2027 e nel 2028 il programma entrerà in una fase operativa con l’attivazione di cantieri territoriali e laboratori, anche all’interno delle Case di comunità, per sperimentare concretamente percorsi di coprogettazione e modelli di welfare generativo.