Aprono i bagagli e trovano scarpe, cinture e portafogli in pelle di pitone: multe per 25mila euro

All’aeroporto di Verona sequestrati coralli, un tamburo in pelle di varano e accessori in pitone. Sanzioni per complessivi 25mila euro.

23 ottobre 2026 09:08
Aprono i bagagli e trovano scarpe, cinture e portafogli in pelle di pitone: multe per 25mila euro -
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VERONA – Cinque coralli, un tamburo rifinito con pelle di varano e otto accessori in pelle di pitone: è quanto hanno trovato i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e i militari della Guardia di Finanza durante i controlli sui passeggeri in transito nello scalo veronese.

Gli articoli, occultati tra gli effetti personali, sono stati sequestrati. Ai trasgressori sono state applicate sanzioni amministrative per complessivi 25mila euro.

Gli oggetti nascosti tra i beni personali

I controlli hanno interessato passeggeri provenienti da Zanzibar, Repubblica Dominicana, Senegal ed Egitto.

Tra i beni rinvenuti figurano, oltre ai coralli e allo strumento musicale, scarpe, cinture e portafogli realizzati in pelle di pitone, per un totale di otto accessori.

Gli accertamenti rientrano nell’attività quotidiana svolta congiuntamente da Dogane e Fiamme Gialle per contrastare l’introduzione irregolare di esemplari e prodotti derivati da specie protette.

La Convenzione di Washington e i controlli sul commercio

L’attività ispettiva negli spazi doganali si collega agli impegni internazionali assunti attraverso la Convenzione di Washington, che disciplina il commercio di specie animali e vegetali sottoposte a tutela.

I controlli riguardano specie fortemente minacciate di estinzione, ma anche quelle che non corrono un rischio immediato e il cui commercio viene regolato per impedirne uno sfruttamento insostenibile. La tutela comprende inoltre specie protette nei singoli Stati, che hanno richiesto la collaborazione degli altri Paesi per controllarne la vendita.

La salvaguardia degli ecosistemi è al centro anche delle iniziative dedicate alla tutela del mare e della biodiversità nell’Alto Adriatico.

Sanzioni per 25mila euro e tutela delle filiere regolari

Oltre al sequestro degli esemplari e degli articoli, sono state comminate sanzioni per un totale di 25mila euro.

Il presidio doganale ha anche una funzione di tutela della legalità economica. Contrastare l’ingresso irregolare di prodotti ricavati da specie protette contribuisce a preservare condizioni di concorrenza leale per produttori e commercianti che utilizzano materie prime di provenienza lecita, attraverso filiere controllate e conformi alle norme.

Un’attività che si inserisce anche nei più ampi obiettivi di valorizzazione, promozione e tutela del Made in Italy.

La collaborazione tra Dogane e Guardia di Finanza

Il risultato conferma la cooperazione tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, rafforzata negli ultimi anni dalla sottoscrizione di uno specifico protocollo d’intesa.

Alla vigilanza sulle merci si affianca l’obiettivo di proteggere la biodiversità, un patrimonio che richiede attenzione anche nel rapporto quotidiano con la fauna, come ricorda l’approfondimento sul gatto selvatico nelle Dolomiti bellunesi e sulle segnalazioni degli avvistamenti.

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