A Verona i divieti antismog durano un’ora in più: cosa cambia dal 1° ottobre
Il rinvio del blocco strutturale agli Euro 5 diesel non cancella le restrizioni: nuova fascia 8.30-19.30, allerte legate al PM10 di Giarol Grande e regole per impianti e attività.
VERONA – Dal 1° ottobre la stagione antismog a Verona riparte con un cambiamento che si sentirà soprattutto nel tardo pomeriggio: per i veicoli già soggetti alle limitazioni la fascia di divieto passa dalle 8.30-18.30 alle 8.30-19.30. Non è una nuova zona a traffico limitato e non è il blocco generalizzato dei diesel Euro 5 che molti automobilisti avevano temuto per questo autunno. È, invece, il pacchetto locale con cui il Comune applica le misure compensative decise dalla Regione dopo il rinvio del divieto strutturale per gli Euro 5 diesel.
La differenza è concreta per chi entra o esce dalla città per lavoro, per le attività che ricevono merci e per gli esercizi del terziario che si preparano alla stagione termica. L’avviso del Comune di Verona del 29 settembre chiarisce che le ordinanze firmate dal sindaco valgono sull’intero territorio comunale e dettagliano divieti e deroghe. Il dato da cui conviene partire è quindi il colore dell’allerta, non solo la classe Euro stampata sulla carta di circolazione.
Il rinvio degli Euro 5 non è una sospensione di tutte le regole
La Regione Veneto ha rinviato al 1° ottobre 2027 la limitazione strutturale dei diesel Euro 5 nei giorni di livello verde, cioè quando non è attiva un’allerta per il particolato. La scelta riguarda la stagione dal 1° ottobre 2026 al 30 aprile 2027 e si accompagna a misure che la Regione considera compensative: un’ora aggiuntiva di limitazioni alla circolazione, una finestra più corta per alcuni impianti termici e restrizioni più severe per la biomassa nei giorni critici. Il quadro e la relativa attestazione tecnica di ARPAV sono riportati dalla Regione Veneto.
Per Verona, città sopra i 100 mila abitanti, il rinvio significa che un’autovettura diesel Euro 5 non entra automaticamente nel blocco in un giorno verde. Ma non equivale a un lasciapassare per l’intero inverno. Quando scatta l’allerta arancione, il Comune include tra i mezzi bloccati le auto diesel fino a Euro 5; con l’allerta rossa il divieto sale fino agli Euro 5 anche per i veicoli diesel di categoria N, cioè quelli destinati al trasporto di merci. Sono distinzioni che contano: auto privata e furgone non hanno esattamente lo stesso trattamento al livello arancione, mentre al rosso il perimetro si amplia.
Restano invece interessati già dal livello verde i veicoli più datati: benzina Euro 0-1, diesel Euro 0-4, benzina/metano o GPL Euro 0-1 e motocicli Euro 0, secondo le categorie elencate dal Comune. La regola si applica dal lunedì al venerdì, festivi esclusi. In arancione e rosso, però, la finestra 8.30-19.30 vale tutti i giorni, compresi sabato, domenica e festività infrasettimanali. È questo il passaggio che rende insufficiente ricordare soltanto il rinvio degli Euro 5.
Giarol Grande è il riferimento per le allerte, non un dato astratto
Il colore non viene assegnato in base alla visibilità in strada, al meteo percepito o al traffico davanti a un negozio. A Verona il riferimento indicato dal Comune è la stazione ARPAV di Giarol Grande. ARPAV pubblica il bollettino dal 1° ottobre al 30 aprile e lo aggiorna nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì: il verde corrisponde all’assenza di accumulo, l’arancione scatta dopo quattro giorni consecutivi oltre il limite giornaliero di PM10, il rosso dopo dieci. Il limite giornaliero è 50 microgrammi per metro cubo.
Quella centralina permette anche di leggere il contesto recente senza trasformarlo in una previsione. Nel dataset ARPAV aggiornato al 2025, Giarol Grande registra per il 2025 26 superamenti del valore giornaliero e una media annua di 27 microgrammi per metro cubo. Il riferimento normativo per il PM10 consente fino a 35 superamenti annui del limite giornaliero; il risultato dell’ultimo anno completo non elimina quindi la necessità delle misure stagionali, né dice quale allerta sarà valida in una data precisa. Serve piuttosto a spiegare perché la verifica deve essere ripetuta durante l’inverno, invece di basarsi sull’andamento di un solo anno.
ARPAV associa ciascun Comune a un’area e a una stazione di riferimento e mette a disposizione bollettino, dati in diretta e spiegazione delle soglie. Per chi vive a Verona il passaggio operativo è semplice ma non banale: prima si controlla il livello PM10 valido, poi si confrontano alimentazione, categoria e classe ambientale del proprio mezzo con l’ordinanza comunale. L’anno di immatricolazione, da solo, può indurre in errore.
L’ora in più pesa su pendolari, turnisti e consegne
Lo spostamento del termine alle 19.30 modifica una fascia in cui si concentrano rientri dal lavoro, appuntamenti, consegne e attività serali. Per chi usa un veicolo già incluso nei divieti non è una variazione simbolica: un tragitto che prima si poteva iniziare alle 18.35 resta sottoposto alla limitazione fino a un’ora più tardi. L’effetto è più evidente nei giorni arancioni o rossi, quando le restrizioni riguardano più classi di veicoli e si applicano anche nel fine settimana.
Il Comune ha confermato una deroga destinata ai lavoratori che, per distanza o per particolari orari di inizio e fine turno, non possono usare il trasporto pubblico. Non è una deroga automatica per chi guida per lavoro: occorre la dichiarazione del datore che attesti tipo di attività, orario e turnazione effettiva. Questa documentazione va predisposta prima dello spostamento, non ricostruita dopo un controllo. Per le merci resta consentito il carico e scarico sull’intero territorio comunale dalle 8.30 alle 11 e dalle 15 alle 17.30, sempre nei limiti fissati dall’ordinanza.
È utile separare le deroghe dalle alternative generali. Il sistema Move-In, per i veicoli soggetti alle limitazioni, consente la circolazione entro soglie chilometriche annue nelle condizioni previste dalla Regione; non consente però di circolare durante le domeniche ecologiche. Non è quindi una soluzione indistinta per ogni giorno o ogni veicolo, e non sostituisce la lettura delle eccezioni comunali. Sul sito di Nordest24 abbiamo già ricostruito il precedente rinvio del blocco degli Euro 5: il punto nuovo è che ora il Comune di Verona ha tradotto il pacchetto regionale in regole locali e orari precisi.
Non riguarda solo le auto: impianti e biomassa
La misura più visibile è quella stradale, ma il provvedimento interviene anche sulla climatizzazione invernale. Gli edifici pubblici e quelli destinati a commercio e servizi possono esercire gli impianti alimentati a combustibili fossili o biomassa dal 1° novembre 2026 al 12 aprile 2027. La riduzione è di 18 giorni rispetto alla finestra ordinaria richiamata dal Comune. Non va estesa impropriamente a tutte le abitazioni private: il perimetro comunicato riguarda le categorie di edifici indicate, non ogni condominio o casa di Verona.
Nei giorni di allerta arancione o rossa, inoltre, a Verona è vietato utilizzare generatori di calore a biomassa a 5 stelle, salvo il caso in cui costituiscano l’unico sistema di riscaldamento dell’abitazione. È una novità rilevante perché una classificazione elevata dell’apparecchio non equivale, nei giorni critici, a una libertà di utilizzo assoluta. Incentivo, classe ambientale dell’impianto e disciplina antismog sono piani diversi: come mostra anche il nostro approfondimento sugli esiti del bando stufe in Veneto, l’eventuale contributo non sostituisce le verifiche legate a Comune, allerta e fonte alternativa di riscaldamento.
Per negozi, uffici e strutture di servizio la conseguenza è organizzativa prima ancora che sanzionatoria: occorre verificare in tempo quale impianto ricada nella nuova finestra, come è classificato l’eventuale generatore a biomassa e chi è responsabile della gestione. Per gli automobilisti, invece, la domanda non può fermarsi a “Euro 5 sì o no”. Bisogna distinguere tra livello verde, arancione e rosso, categoria M o N e presenza di una deroga documentabile.
La stagione 2026-2027 misura una scelta diversa
La Regione ha scelto di sostituire per un anno il blocco strutturale verde degli Euro 5 con un insieme di misure: un’ora aggiuntiva per i divieti, riduzione del periodo di accensione per una parte degli edifici e rafforzamento delle regole sulla biomassa. Ha indicato anche strumenti facoltativi per le autorità competenti, come lavoro agile nel pubblico, lavaggio programmato delle strade trafficate e incentivo al bike to work. Il risultato non può essere dichiarato in anticipo: sarà verificabile attraverso i dati ARPAV e gli atti comunali, non con la sola percezione di una giornata limpida.
Verona parte con un dato recente migliore del tetto annuo dei superamenti a Giarol Grande, ma con un sistema di prevenzione che resta attivo proprio nei mesi più favorevoli all’accumulo di polveri. Per residenti e imprese il cambio di metodo è questo: meno attenzione alla sola data del rinvio Euro 5, più attenzione alle regole che si accendono con l’allerta e all’ora aggiunta ogni sera. Prima di spostare un mezzo soggetto a limitazione, organizzare una consegna o usare una stufa, la fonte che vale è il bollettino ARPAV insieme all’ordinanza comunale vigente.
Il quadro veronese si inserisce nella stessa stagione regionale già analizzata per Venezia, dove dal 1° ottobre cambiano auto, riscaldamento e allerta PM10, ma le aree, le stazioni di riferimento e le deroghe sono comunali. Per questo trasferire meccanicamente a Verona indicazioni lette per un altro territorio sarebbe un errore: qui fanno testo Giarol Grande e gli atti firmati dal Comune scaligero.