Wunderkammer a Verona, tre giorni al Teatro Camploy tra libri, scienza e incontri
Dal 2 al 4 ottobre il festival di Neri Pozza riunisce sette appuntamenti a Veronetta. Dal dialogo sui buchi neri alla lezione sul Romanticismo, ecco quali scegliere e cosa verificare prima di andare.
VERONA — Per chi cerca un appuntamento culturale nel primo fine settimana di ottobre senza inseguire il cartellone di tutta la città, il punto fermo è Veronetta. Da venerdì 2 a domenica 4 ottobre il Teatro Camploy, in via Cantarane 32, ospita Wunderkammer – Costellazioni, terza edizione del festival letterario di Neri Pozza. Il programma non è una maratona da completare: alterna una lectio scientifica, dialoghi fra scrittori e giornalisti, una lezione di storia letteraria e un incontro conclusivo che unisce libri e astrologia.
La scelta pratica è costruire una sola uscita, o al massimo due, in base al tema e alla fascia oraria. Gli incontri di sabato e domenica sono concentrati nella stessa sede; non servono quindi trasferimenti fra quartieri né un itinerario complicato. Le informazioni qui riportate sono quelle del calendario ufficiale di Visit Verona, che conferma date, sede e scaletta. Prima di acquistare un biglietto o mettersi in viaggio, è comunque opportuno ricontrollare la disponibilità sul canale indicato dall’organizzazione: il programma comunica gli appuntamenti, ma non trasforma automaticamente ogni incontro in ingresso libero.
Venerdì 2 ottobre: un’apertura per chi vuole partire dalla scienza
L’avvio è venerdì alle 18 con Affrontare l’infinito: i buchi neri e il nostro posto sulla Terra, lectio di Jonas Enander. È la proposta più netta per chi desidera un incontro divulgativo anziché una presentazione di romanzo: il tema delle costellazioni viene affrontato dal lato dell’astronomia e della ricerca, con una domanda che riguarda il rapporto fra conoscenza scientifica e immaginario.
L’inaugurazione è annunciata a ingresso libero fino a esaurimento dei posti. Questa formula va presa alla lettera: non è una prenotazione né una garanzia di accesso per chi arriva all’ultimo momento. Conviene presentarsi con un anticipo ragionevole, soprattutto se si vuole assistere dall’inizio. Il Teatro Camploy è a Veronetta, a breve distanza dal Teatro Romano e dal centro; chi arriva in automobile farebbe bene a non impostare la sosta davanti alla sala come parte del piano, ma a valutare in anticipo parcheggi e tempi del tragitto a piedi.
Questa serata può anche diventare un modo sobrio per tornare a frequentare il quartiere dopo l’orario di lavoro. Il festival non richiede di conoscere già il catalogo della casa editrice: Enander è la scelta più accessibile per chi parte dalla curiosità per il cielo e non dalla fedeltà a un autore.
Sabato 3 ottobre: quattro voci, quattro registri diversi
Sabato è la giornata più densa, ma non per questo da affrontare tutta insieme. Alle 12 Sandra Petrignani presenta Carissimo dottor Jung con Vittorino Andreoli nell’incontro Le mappe dell’anima. È l’opzione da scegliere se interessano biografia, psiche e scrittura: il titolo segnala un dialogo che ruota attorno a Carl Gustav Jung, non una lezione introduttiva di psicologia. L’orario di mezzogiorno permette di inserirlo in una visita in città senza occupare la sera.
Alle 15 Guardare le stelle scegliendo la Terra mette in dialogo Katia Tenti, autrice di Mia signora di pietra e vento, e Caterina Manfrini, autrice di Sette volte bosco, con Alessandro Anderloni. È la tappa più vicina a chi cerca paesaggio, montagna e ambiente raccontati attraverso la letteratura. Non è un’escursione né un’attività all’aperto: proprio per questo può essere una buona alternativa se il tempo di inizio ottobre è incerto o se si vuole una pausa culturale nel pomeriggio.
Il terzo appuntamento, alle 16.30, è Quando il cielo si oscura: Goffredo Buccini presenta Tyrannis con David Parenzo. Il tema è più legato all’attualità e all’analisi del presente, dunque è indicato a chi preferisce il confronto tra giornalismo e saggistica alla narrativa. Alle 18 chiude la giornata Giardino dei tarocchi: un universo luminoso e fragile, con Francesca Diotallevi, In me dorme un grido, e Ilaria Tuti. La scelta qui è per lettori di romanzi e per chi è attratto da una conversazione in cui arte, paesaggio e storia personale hanno un ruolo centrale.
Tra le 16.30 e le 18 c’è un margine breve: non è realistico programmare una cena completa fuori dal teatro contando di rientrare senza fretta. Chi vuole seguire entrambi gli incontri farebbe meglio a restare nell’area del Camploy e considerare l’ultima uscita come una serata unica. Non risultano indicazioni ufficiali su una pausa organizzata fra gli appuntamenti, quindi non vanno date per scontate né consumazioni né servizi collegati al biglietto.
Domenica 4 ottobre: dal Romanticismo alla conversazione con Simon & The Stars
La domenica comincia alle 12 con Nostalgia della notte. I giovani romantici di Jena, lezione di Alberto Rollo sul Romanticismo tedesco. È una scelta precisa, non generica: chi vuole entrare nel festival attraverso una lezione letteraria trova qui il formato più adatto, con una prospettiva storica diversa dalle presentazioni del sabato. L’orario lascia libera la mattina e consente di programmare la visita con calma, senza sovrapporla agli impegni del primo pomeriggio.
Alle 15 Ayelet Gundar-Goshen presenta Ospiti con Veronica Fernandes in Costellazioni di un conflitto. È l’incontro da scegliere per chi cerca narrativa contemporanea capace di interrogare tensioni e relazioni del presente. Il titolo invita a non trattarlo come un appuntamento leggero o puramente promozionale: è meglio arrivare con l’idea di ascoltare un dialogo che usa il romanzo per aprire una discussione più ampia.
Alle 16.30 la chiusura è affidata a Le stelle dei 12 libri degli Ottant’anni di Neri Pozza con Simon & The Stars. Questo è l’appuntamento più trasversale per chi conosce poco gli ospiti dei giorni precedenti: collega il tema delle costellazioni all’anniversario della casa editrice e seleziona dodici libri del suo catalogo. Chi preferisce una domenica con un solo evento può puntare su questa fascia; chi invece sceglie il dialogo delle 15 deve considerare che l’intervallo è di un’ora e mezza, sufficiente per una pausa breve ma non per allontanarsi molto.
Il laboratorio per bambini è già esaurito: non confonderlo con il resto del festival
Nel programma della domenica figurava anche Dipingere l’infinito, laboratorio di acquerello per bambini con l’artista e astronoma Nikki Arendse, dalle 11 alle 12. La pagina di prenotazione dell’organizzatore lo segnala però esaurito. È un dettaglio utile per le famiglie: non conviene presentarsi contando su un accesso sul posto, anche se il laboratorio era gratuito. L’evento era pensato per partecipanti sotto i 14 anni accompagnati da un genitore o tutore e aveva durata di circa un’ora.
Il sold out del laboratorio non implica che siano esauriti gli incontri per adulti, che seguono regole e disponibilità proprie. Separare i due piani evita un equivoco frequente: un’attività collaterale a prenotazione chiusa non coincide con la chiusura dell’intero festival.
Come inserire il Camploy in una giornata a Verona
Wunderkammer funziona bene come destinazione principale di mezza giornata, non come aggiunta distratta fra attrazioni lontane. Il Camploy è nel settore di Veronetta: prima o dopo un incontro si può restare nella stessa zona, oppure raggiungere a piedi il centro storico, prevedendo il tempo necessario. Chi vuole estendere l’uscita culturale ha ancora a disposizione il percorso di Marmomac and The City ancora visitabile nel centro storico, ma è un’esperienza separata e non va compressa prima dell’appuntamento delle 12 o delle 15.
Un’altra alternativa diffusa è il festival Grenze con le sue mostre gratuite in città: le sedi hanno orari diversi e richiedono un controllo puntuale, quindi non è corretto trattarle come una tappa automatica attaccata al Camploy. Per chi preferisce la musica, nello stesso fine settimana restano utili le prove aperte e la finale del Verona International Piano Competition, programmate però in luoghi e con modalità d’accesso differenti.
Il consiglio concreto è semplice: scegliere un solo incontro di Wunderkammer per tema e orario, verificare sul sito del festival il canale di biglietteria o le eventuali variazioni, arrivare con margine e solo dopo aggiungere una seconda tappa. In questo modo il fine settimana non diventa una corsa tra eventi, ma una visita costruita su ciò che interessa davvero.