Amariana dopo l'incendio: si può già salire? Sentieri e strade da controllare

Il rogo è spento, ma non equivale a una riapertura automatica: ordinanze, rischi residui e verifiche da fare prima di partire.

22 agosto 2026 18:14
Amariana dopo l'incendio: si può già salire? Sentieri e strade da controllare -
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L'incendio del Monte Amariana è stato dichiarato spento venerdì 21 agosto 2026, dopo due settimane di operazioni e circa 800 ettari percorsi dal fuoco. Per chi sta pensando a un'escursione, però, la parola "spento" non equivale automaticamente a "montagna riaperta". Le ordinanze pubblicate dai Comuni prima della chiusura dell'emergenza disponevano divieti senza una data finale, validi fino alla cessazione del pericolo e al ripristino delle condizioni di sicurezza.

La risposta prudente, al 22 agosto, è quindi questa: non si deve imboccare una strada o un sentiero interessato dall'incendio finché la riapertura non risulta da un atto o da una comunicazione ufficiale. Una transenna spostata, una traccia visibile o l'assenza di fumo non bastano. Il Corpo forestale ha appena avviato i sopralluoghi per individuare piante instabili, massi e altre criticità, anche con i droni nelle aree più scoscese.

La situazione in breve

- Il rogo, innescato da un fulmine il 7 agosto, è stato formalmente dichiarato spento il 21 agosto.
- Una prima stima indica circa 800 ettari bruciati, soprattutto pinete di pino nero e pino silvestre.
- Il Corpo forestale deve ora percorrere le aree accessibili e controllare con droni quelle più ripide o esposte a caduta di massi e piante.
- L'ordinanza del Comune di Amaro ha vietato il transito veicolare e pedonale sulla strada comunale Forca del Cristo da monte dell'acquedotto verso Lisagno, fino alla cessazione dell'emergenza.
- La SR UD 125 del Sasso Tagliato era stata chiusa tra il km 0+250 e il km 3+100, nei territori di Tolmezzo e Amaro, fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
- Al momento della verifica non risulta pubblicata sui siti istituzionali consultati una riapertura generale della rete sentieristica coinvolta.

Questo non significa che ogni luogo della conca tolmezzina sia vietato. Significa che non si può dedurre l'agibilità di un itinerario dal solo spegnimento dell'incendio: strada, parcheggio di partenza e sentiero vanno controllati separatamente.

Nei giorni precedenti era stato revocato lo sfollamento di Pissebus e la qualità dell'aria era migliorata. Sono segnali rilevanti per la vita delle comunità, ma non certificano da soli la stabilità dei versanti o l'agibilità dei percorsi escursionistici.

Si può salire sull'Amariana questo weekend?

Non è corretto rispondere con un sì generalizzato. La salita classica al Monte Amariana è un itinerario ripido, impegnativo e già normalmente esposto; dopo un incendio esteso servono verifiche sul terreno e una comunicazione chiara di riapertura. La mappa dei sentieri del Comune di Amaro ricorda inoltre che la cima non è una passeggiata per tutti e richiede equipaggiamento e capacità adeguati anche in condizioni ordinarie.

Prima di partire occorre verificare quattro elementi:

1. che l'ordinanza sulla strada di accesso sia stata revocata o modificata;
2. che la viabilità regionale necessaria per raggiungere la partenza sia aperta;
3. che il singolo sentiero non sia interdetto, danneggiato o interessato dai sopralluoghi;
4. che non siano in corso operazioni forestali, di bonifica o monitoraggio incompatibili con il passaggio degli escursionisti.

Se manca una conferma su uno solo di questi punti, la scelta corretta è rinviare l'escursione e scegliere un itinerario fuori dal perimetro interessato. Non è un eccesso di prudenza: il primo obiettivo dei rilievi annunciati dopo lo spegnimento è proprio individuare pericoli che da valle possono non essere visibili.

Le strade chiuse durante l'emergenza

Il Comune di Amaro ha pubblicato la chiusura della strada comunale "Forca del Cristo" che conduce verso Lisagno, a partire dall'acquedotto comunale. Il divieto comprendeva sia i veicoli sia i pedoni e consentiva l'accesso soltanto a soccorritori, forze dell'ordine e personale autorizzato. La motivazione indicava espressamente fumo, caduta di piante e materiale incendiato e necessità di lasciare libera l'area alle operazioni.

Nello stesso aggiornamento era riportata la chiusura della SR UD 125 "del Sasso Tagliato" dal km 0+250, subito dopo l'ingresso dell'agriturismo Cason di Stambek, al km 3+100, presso il ponte sul rio Confine. La deviazione indicata era sulla SS 52 Carnica.

Nordest24 aveva seguito la chiusura di Forca del Cristo e del Sasso Tagliato durante la fase più critica. Chi arriva oggi in zona non deve affidarsi a un navigatore: le app possono proporre una strada formalmente chiusa o non ancora aggiornata. Fa fede la segnaletica sul posto insieme agli atti degli enti competenti.

Perché il pericolo può restare anche senza fiamme

Un bosco attraversato dal fuoco cambia in modo profondo. Le radici possono aver perso resistenza, i tronchi possono rimanere in piedi ma essere instabili e pietre prima trattenute da vegetazione e terreno possono muoversi. La pioggia che ha contribuito a spegnere i focolai è utile sul fronte dell'incendio, ma su un versante bruciato può anche mobilitare cenere, terra e detriti.

I rischi da considerare sono soprattutto:

- caduta improvvisa di rami e piante danneggiate;
- rotolamento di sassi e materiale lungo i canaloni;
- piccoli smottamenti o erosione dopo piogge intense;
- fondo del sentiero coperto da cenere, terreno smosso o legname;
- segnavia e riferimenti visivi deteriorati;
- operazioni con droni, mezzi forestali o squadre a piedi;
- riprese localizzate di calore o fumo da segnalare senza avvicinarsi.

La Protezione civile nazionale ricorda che gli incendi alterano il suolo e possono favorire fenomeni di dissesto dei versanti. È anche per questo che l'annuncio dello spegnimento è seguito da sopralluoghi e valutazioni: prima viene eliminata l'emergenza fuoco, poi si stabilisce dove la frequentazione può riprendere in sicurezza.

La checklist da fare prima di mettersi in auto

Il controllo va ripetuto la mattina stessa, non soltanto la sera precedente.

1. Aprire gli avvisi dei Comuni

Consultare le sezioni "Novità" o "Avvisi" del Comune di Amaro e del Comune di Tolmezzo. Cercare una revoca, una riapertura o una nuova ordinanza con data successiva al provvedimento di chiusura. Se compare soltanto l'ordinanza originaria a tempo indeterminato, non va interpretata autonomamente come decaduta.

2. Verificare la strada regionale

Controllare gli aggiornamenti dell'ente gestore e la segnaletica sul posto. La strada riaperta fino a un punto non garantisce che sia raggiungibile il parcheggio o l'attacco del sentiero scelto.

3. Chiedere lo stato del sentiero

Per la rete escursionistica sono utili le comunicazioni della sezione CAI competente, del Comune e degli uffici turistici locali. La domanda deve essere specifica: numero o nome del sentiero, punto di partenza e data prevista. "L'Amariana è aperta?" è troppo generico per una montagna con più accessi e itinerari.

4. Controllare il meteo e le piogge recenti

Dopo un incendio non basta sapere se durante la gita pioverà. Va considerata anche la pioggia caduta nelle ore precedenti, perché può aumentare instabilità e ruscellamento. Temporali o vento forte sono motivi aggiuntivi per rinviare.

5. Preparare un'alternativa fuori dall'area

Scegliere prima un piano B verificato, lontano dal perimetro bruciato e dalle viabilità coinvolte. Non improvvisare una deviazione su una strada forestale o su una traccia non conosciuta quando si trova una transenna.

Cosa fare se sul posto c'è una transenna

Si torna indietro. Non si sposta la barriera, non si passa lateralmente e non si prosegue a piedi pensando che il divieto riguardi soltanto i veicoli. Nell'ordinanza di Forca del Cristo l'interdizione comprende espressamente anche il transito pedonale.

Se la segnaletica appare danneggiata o contraddittoria, si fotografa da una posizione sicura e si chiede conferma all'ente; non si decide in base alle tracce lasciate da altre persone. Il fatto che qualcuno sia già passato non certifica l'apertura.

Cosa fare se si vede ancora fumo

Fumo, odore molto intenso, una pianta che brucia o un punto caldo non vanno ispezionati da vicino. Si torna verso un luogo sicuro e si chiama il 112 o il 115, indicando posizione, direzione del fumo e riferimenti visibili. Le indicazioni della Protezione civile raccomandano di segnalare anche il solo fumo e di non sostare lungo le strade intralciando i soccorsi.

Non si pubblica soltanto una foto sui social aspettando che venga vista da qualcuno e non si accende un drone privato sopra la zona: potrebbe interferire con attività ufficiali e creare un ulteriore rischio.

Quando la montagna sarà davvero riaperta

La riapertura può avvenire per fasi. Una strada può tornare percorribile prima di un sentiero, oppure può essere consentito l'accesso a residenti e operatori ma non agli escursionisti. Alcuni tratti possono richiedere taglio di piante, rimozione di massi, ripristino della segnaletica o una valutazione dopo le piogge.

Per questo la formula più affidabile non è "l'incendio è finito", ma: esiste un aggiornamento ufficiale per il percorso e per la data in cui voglio andarci? Solo quando la risposta è positiva per strada, punto di partenza e sentiero si può pianificare la gita, tenendo conto della normale difficoltà dell'itinerario.

L'incendio dell'Amariana è spento: è una notizia importante per le comunità di Amaro e Tolmezzo. La fase successiva, però, è quella dei rilievi, della conta dei danni e della messa in sicurezza. Rispettare chiusure e tempi tecnici significa proteggere gli escursionisti e permettere a forestali e operatori di lavorare senza ostacoli.

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