Spento l’incendio sull’Amariana dopo due settimane: 800 ettari distrutti
Spento l’incendio sull’Amariana dopo due settimane: 800 ettari bruciati. Ora il Corpo forestale avvia rilievi e conta dei danni.
TOLMEZZO. Dopo due settimane di operazioni senza sosta, l’incendio sul monte Amariana è stato dichiarato spento. La comunicazione ufficiale è arrivata nella mattinata di venerdì 21 agosto dal responsabile della Stazione forestale di Tolmezzo, che ha informato la Sala operativa della Protezione civile regionale della chiusura degli incendi di competenza.
Si conclude così una delle più impegnative emergenze boschive degli ultimi anni in Friuli Venezia Giulia. Una prima valutazione parla di circa 800 ettari percorsi dalle fiamme sull’Amariana, con un territorio che nei prossimi giorni sarà oggetto di sopralluoghi e rilievi da parte del Corpo forestale regionale per quantificare i danni e individuare le aree che potrebbero presentare problemi dopo il passaggio del fuoco.
La conclusione dell’emergenza arriva nelle stesse ore dell’appello del presidente Massimiliano Fedriga per sostenere la Carnia dopo gli incendi, con l’attenzione che ora si sposta dalla lotta alle fiamme alla fase successiva di controllo e ripristino.
Chiusa la base incendio di Pissebus
Oltre al grande fronte del Monte Amariana-Cuel Feltron, nella mattinata di giovedì erano proseguite le attività di bonifica anche sugli incendi del Monte Palavierte e del Monte Dobis, entrambi nel territorio comunale di Tolmezzo.
Con la successiva chiusura della base incendio di Pissebus sono terminate le operazioni che per giorni hanno visto lavorare fianco a fianco il Corpo forestale regionale, la Protezione civile, i Vigili del fuoco, i volontari delle squadre comunali di Protezione civile e le associazioni.
Per l’area di Tolmezzo erano state attivate anche misure di supporto alla popolazione durante la fase più difficile dell’emergenza, compreso il servizio di sostegno predisposto durante gli incendi in Carnia.
Circa 800 ettari bruciati sull’Amariana
La prima stima effettuata dopo due settimane di incendio parla di circa 800 ettari andati in fumo.
Il rogo era scoppiato il 7 agosto, innescato da un fulmine, e aveva interessato il monte Amariana, la caratteristica cima dalla forma piramidale che domina Amaro verso est e Tolmezzo verso ovest, affacciandosi sull’Alta Val Tagliamento.
Il territorio colpito dovrà ora essere esaminato con attenzione per stabilire l’effettiva estensione dei danni e valutare le conseguenze sulla vegetazione e sulle aree attraversate dalle fiamme.
Una devastazione che non si vedeva dal 2003
Per dimensioni, quello dell’agosto 2026 rappresenta un evento che in questa zona non si verificava da 23 anni.
Il riferimento è al 2003, anno rimasto profondamente impresso nella memoria della montagna friulana e della Carnia. Anche allora l’Amariana fu interessata da un vastissimo incendio, in quel caso di origine dolosa, che percorse più di 890 ettari.
Una parte consistente delle superfici interessate dal rogo di allora coincide con quelle nuovamente percorse dalle fiamme in queste settimane.
Il confronto rende evidente la portata dell’incendio appena concluso: circa 800 ettari nel 2026 contro gli oltre 890 registrati nel grande evento di 23 anni fa.
Il fuoco ha sviluppato temperature elevatissime
L’incendio del 2026 si è distinto non soltanto per la superficie interessata, ma anche per l’intensità raggiunta dalle fiamme, soprattutto durante il fine settimana di Ferragosto.
In quella fase il rogo ha sviluppato energie straordinarie, traducendosi in temperature ambientali estremamente elevate.
Le condizioni erano tali da rendere inefficaci i normali tentativi di spegnimento diretto. La strategia operativa ha dovuto quindi concentrarsi principalmente sul contenimento e sul controllo del fronte, nell’attesa che la situazione meteorologica permettesse interventi più efficaci.
Pinete di Pino nero e Pino silvestre divorate dalle fiamme
Ad alimentare il fuoco è stata anche la tipologia di vegetazione presente sui versanti.
L’area è infatti caratterizzata in larga parte da pinete di Pino nero e Pino silvestre, che hanno continuato a bruciare senza sosta per giorni.
Le fiamme sono rimaste attive fino a mercoledì 19 agosto, quando il cambiamento delle condizioni meteorologiche ha finalmente consentito di considerare la situazione sotto controllo.
Temperature più basse e venti meno intensi hanno favorito il lavoro delle squadre impegnate sul territorio.
Negli stessi giorni la situazione aveva imposto anche particolare prudenza agli escursionisti, tanto che erano stati segnalati tentativi di raggiungere la montagna nonostante i divieti e la situazione di pericolo. Nordest24 aveva raccontato il caso degli escursionisti fermati mentre tentavano di salire sull’Amariana durante l’emergenza incendi.
Le piogge hanno dato la svolta definitiva
Dopo il miglioramento registrato mercoledì, sono state soprattutto le forti precipitazioni delle ultime ore a consentire di chiudere definitivamente l’emergenza.
Le piogge intense di giovedì, alle quali si sono aggiunte quelle cadute venerdì, hanno bagnato in profondità un terreno che per giorni era rimasto rovente, contribuendo a spegnere i focolai ancora presenti.
Il cambiamento meteorologico ha quindi completato il lavoro svolto in precedenza dalle squadre impegnate nel contenimento e nella bonifica.
Proprio nelle ultime ore il Friuli Venezia Giulia è stato attraversato da una nuova importante fase di maltempo, con precipitazioni abbondanti e raffiche di vento. L’ultimo aggiornamento ha registrato raffiche fino a 108 km/h a Lignano e numerose segnalazioni legate al maltempo.
Ora iniziano i sopralluoghi del Corpo forestale
Con le fiamme definitivamente spente, comincia una nuova fase.
Nei prossimi giorni il personale del Corpo forestale regionale effettuerà sopralluoghi nelle aree bruciate che potranno essere raggiunte in sicurezza a piedi.
L’obiettivo sarà effettuare una prima quantificazione dei danni e individuare eventuali situazioni potenzialmente problematiche da segnalare alle strutture competenti.
Le verifiche dovranno tenere conto anche delle condizioni dei versanti dopo il passaggio dell’incendio.
Droni per controllare le zone più pericolose
Non tutte le aree potranno essere raggiunte direttamente dagli operatori.
I settori più scoscesi o quelli nei quali esiste un rischio legato alla caduta di massi o di alberi saranno controllati attraverso l’utilizzo dei droni.
La tecnologia consentirà così di osservare anche i punti nei quali l’accesso a piedi potrebbe rappresentare un pericolo per gli operatori, raccogliendo le informazioni necessarie per valutare le condizioni del territorio.
L’attività del Corpo forestale e la disponibilità di uomini e dotazioni erano state al centro anche del recente approfondimento sulle risorse e sul piano antincendio del Corpo forestale del Friuli Venezia Giulia.
Sarà redatto il Foglio Notizie Incendi Boschivi
Una volta conclusi i sopralluoghi e completata la quantificazione dei danni da parte della Stazione forestale di Tolmezzo, verrà predisposto il Foglio Notizie Incendi Boschivi, FNIB.
Si tratta del documento riepilogativo dell’evento, ormai da anni informatizzato all’interno del sistema A.R.D.I., Archivio Regionale Dati Incendi.
Nel documento confluiranno le informazioni raccolte sul territorio e i risultati delle verifiche effettuate dopo lo spegnimento.
Il Foglio Notizie Incendi Boschivi sarà poi trasmesso alla Prefettura, ai Comuni interessati e alla Protezione civile regionale, ciascuno per gli aspetti di propria competenza.
Nel 2026 già 80 incendi boschivi e 1.100 ettari interessati
Il rogo dell’Amariana rappresenta l’evento di maggiore dimensione, ma si inserisce in una stagione particolarmente impegnativa per il Friuli Venezia Giulia.
Dal 1° gennaio 2026 fino al 20 agosto sono stati registrati complessivamente 80 incendi boschivi sul territorio regionale.
La superficie complessivamente interessata raggiunge circa 1.100 ettari.
La stagione degli incendi si è concentrata soprattutto nei mesi di luglio e agosto, con una maggiore frequenza di episodi nelle aree della Carnia e del Carso.
Con lo spegnimento dell’Amariana termina dunque la fase operativa di un incendio durato due settimane e capace di percorrere circa 800 ettari di territorio. Da ora l’attenzione si sposta sui sopralluoghi, sulla valutazione dei danni e sull’individuazione delle eventuali conseguenze lasciate dal fuoco sui versanti della montagna.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 21 agosto 2026