Caso Bocelli, la Guardia di finanza entra in Regione: acquisiti gli atti sul concerto
Guardia di finanza negli uffici della Regione Fvg per acquisire gli atti sul concerto di Bocelli a Gemona costato oltre 3 milioni.
Dalle polemiche politiche e dai dubbi sulla spesa pubblica si passa ora all’acquisizione formale dei documenti. Nella mattinata di oggi, mercoledì 9 settembre, la Guardia di finanza di Trieste ha effettuato un accesso negli uffici della Direzione regionale Attività produttive del Friuli Venezia Giulia nell’ambito degli approfondimenti disposti dopo l’apertura del fascicolo della Procura regionale della Corte dei conti sul concerto di Andrea Bocelli a Gemona del Friuli.
Le Fiamme gialle hanno acquisito una consistente documentazione relativa all’evento organizzato lo scorso maggio per il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976, sul quale da settimane si concentra l’attenzione per l’importo stanziato — oltre 3 milioni di euro — e per le modalità con cui è stata individuata la società incaricata dell’organizzazione.
Guardia di finanza negli uffici regionali
L’attività è stata svolta dalla Guardia di finanza di Trieste su incarico della Corte dei conti del Friuli Venezia Giulia.
Secondo quanto emerso, i dirigenti regionali hanno collaborato con i finanzieri mettendo a disposizione la documentazione richiesta.
A confermare l’attività in corso è stato anche il comandante provinciale della Guardia di finanza di Trieste, generale di brigata Stefano Commentucci, sottolineando però il riserbo che accompagna gli approfondimenti affidati alle Fiamme gialle.
Gli atti raccolti sono ora destinati a essere esaminati nell’ambito del procedimento avviato dalla magistratura contabile.
Cosa sta verificando la Corte dei conti
Al centro del fascicolo ci sarebbero principalmente due aspetti.
Il primo riguarda la procedura utilizzata per affidare l’organizzazione del concerto a Fvg Live, attraverso una procedura negoziata senza pubblicazione di un bando.
Il secondo è rappresentato dall’entità delle risorse pubbliche destinate all’evento, che ha superato i 3 milioni di euro.
È proprio sull’utilizzo dei fondi pubblici che si concentra la competenza della Corte dei conti. L’apertura del fascicolo e l’acquisizione della documentazione non equivalgono all’accertamento di un danno erariale né di responsabilità individuali: sono gli approfondimenti a dover stabilire se le procedure e le decisioni assunte abbiano prodotto conseguenze rilevanti sotto il profilo contabile.
Nordest24 aveva già raccontato il dibattito sui costi dell’evento, con le critiche politiche per gli oltre 3 milioni destinati al concerto di Bocelli.
Nel fascicolo anche altri finanziamenti regionali
L’attenzione della Procura contabile, secondo quanto riportato, non sarebbe limitata al solo concerto di Gemona.
Nello stesso fascicolo sarebbero confluiti anche altri finanziamenti concessi dalla Regione attraverso PromoTurismo FVG per manifestazioni successivamente gestite dalla stessa società, Fvg Live, e assegnate senza una gara pubblica.
Si tratta di un elemento che amplia il perimetro degli approfondimenti: l’obiettivo è ricostruire il percorso amministrativo delle risorse, verificando atti, procedure e motivazioni che hanno portato alle diverse assegnazioni.
Anche in questo caso è necessario distinguere l’attività di verifica dall’accertamento di eventuali irregolarità: l’esame è ancora in corso.
Perché la Corte dei conti si occupa del caso
La Corte dei conti non svolge le stesse funzioni della magistratura penale.
Nel caso in esame l’attenzione riguarda l’eventuale responsabilità amministrativo-contabile, cioè la possibilità che determinate condotte abbiano causato un danno alle finanze pubbliche.
Perché possa essere riconosciuta una responsabilità di questo tipo non è sufficiente rilevare semplicemente una scelta amministrativa discutibile: devono essere verificati tutti gli elementi richiesti dalla normativa, compresa l’esistenza di un effettivo danno e dei presupposti soggettivi previsti.
Per questo l’acquisizione degli atti rappresenta soprattutto una fase istruttoria: i documenti consentiranno alla Procura contabile di ricostruire con precisione l’iter seguito dalla Regione.
Dagli uffici tecnici alle indicazioni politiche
L’analisi non riguarderebbe soltanto gli atti materialmente predisposti dagli uffici.
Tra gli elementi che potrebbero essere ricostruiti ci sono anche le indicazioni arrivate a livello politico e il percorso attraverso il quale sono state individuate risorse, artista e modalità organizzative.
La Direzione centrale Attività produttive e Turismo fa capo all’assessore regionale Sergio Emidio Bini ed è la struttura che ha predisposto la procedura per l’organizzazione del concerto.
La scelta di Andrea Bocelli era invece maturata nell’ambito del Comitato incaricato dell’organizzazione degli eventi per il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, presieduto dall’assessore regionale con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi.
La Protezione civile disponeva delle risorse destinate alle iniziative per il cinquantenario e ha trasferito oltre 3 milioni alla struttura regionale competente per consentire la realizzazione dell’evento musicale.
Questo, naturalmente, non significa attribuire responsabilità agli esponenti politici citati: la ricostruzione delle decisioni serve a definire l’intero iter amministrativo seguito.
Un concerto finito al centro di settimane di polemiche
L’esibizione di Bocelli, organizzata alla caserma Goi-Pantanali di Gemona, era nata come uno degli appuntamenti simbolici delle celebrazioni dedicate ai cinquant’anni dal terremoto del Friuli.
Successivamente, tuttavia, il costo dell’operazione e le modalità di affidamento hanno alimentato un confronto politico sempre più acceso.
La vicenda ha generato anche uno scontro pubblico tra esponenti regionali. Nordest24 aveva seguito sia la decisione di Riccardi di procedere con una querela nei confronti di Mario Giordano e Maurizio Belpietro sul caso Bocelli, sia le successive critiche di Nicola Conficoni sul confronto interno al centrodestra.
Ora parlano gli atti
Con l’intervento della Guardia di finanza di oggi, la vicenda entra quindi in una fase diversa.
Al centro non ci sono più soltanto dichiarazioni politiche, valutazioni sull’opportunità della spesa o polemiche pubbliche, ma determine, procedure amministrative, finanziamenti e documentazione ufficiale.
Sarà l’esame di questi atti a consentire alla Procura regionale della Corte dei conti di decidere se proseguire ulteriormente negli approfondimenti e se vi siano elementi rilevanti sotto il profilo della responsabilità contabile.
Per il momento non risultano responsabilità accertate. L’unico dato nuovo è l’acquisizione della documentazione da parte della Guardia di finanza nell’ambito del fascicolo già aperto dalla magistratura contabile.