Come ottenere il contributo Veneto per rinnovare i veicoli aziendali?

Il bando regionale da 5 milioni è aperto fino alle 12 del 7 ottobre 2026: chi può presentare la domanda, quali mezzi rientrano, come si calcola l'aiuto e cosa preparare su ReStart.

30 settembre 2026 09:11
Come ottenere il contributo Veneto per rinnovare i veicoli aziendali? -
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VENETO – Sì, una micro, piccola o media impresa con sede legale e operativa attiva in Veneto può ancora chiedere il contributo regionale per sostituire un proprio veicolo inquinante, ma deve presentare la prima domanda entro le ore 12 di mercoledì 7 ottobre 2026. Non è un rimborso automatico e non è un bonus per privati: la domanda serve a entrare in graduatoria. Solo le imprese ammesse potranno poi completare la pratica, documentare spesa e rottamazione e ottenere il pagamento, nei limiti delle risorse disponibili.

Il Bando Veicoli Aziendali 2026 della Regione Veneto, gestito con Unioncamere Veneto, mette a disposizione 5 milioni di euro per rinnovare auto e furgoni aziendali delle categorie M1 e N1. È un passaggio che può interessare artigiani, imprese di servizi, commercio, professionisti organizzati in società e piccole aziende con mezzi di lavoro datati. La scadenza iniziale del 3 settembre è stata prorogata con decreto regionale al 7 ottobre.

La domanda si presenta esclusivamente sulla piattaforma ReStart di InfoCamere, usando l'identità digitale del legale rappresentante. Conviene distinguere subito i tempi: inviare una pratica corretta entro la scadenza non significa avere già il contributo in tasca, e aspettare l'esito della graduatoria prima di produrre i documenti della seconda fase evita di confondere le due procedure.

Chi può fare domanda e chi resta escluso

La misura è riservata alle micro, piccole e medie imprese, secondo la definizione europea, che risultino iscritte e attive al Registro delle imprese e abbiano sia sede legale sia sede operativa attiva in Veneto. Non è sufficiente quindi avere un cliente, un cantiere o una filiale occasionale nella regione.

Il bando esclude le attività della pesca e acquacoltura e quelle della produzione primaria nei comparti agricoltura, silvicoltura e pesca con codici ATECO 01, 02 e 03, anche quando figurano come attività secondarie. Sono escluse anche le imprese che commerciano o intermediano autoveicoli nei codici indicati nell'avviso. Prima di iniziare, l'impresa deve perciò controllare la propria posizione camerale e il codice ATECO: il manuale ufficiale ReStart spiega che la piattaforma blocca l'accesso se il soggetto, la sede o il codice non rispettano le condizioni.

Ogni impresa può presentare fino a tre domande per la Linea A e fino a tre per la Linea B, con una pratica distinta per ciascun veicolo da rottamare e sostituire. Se le domande sulla stessa linea superano tre, sono considerate le prime tre trasmesse in ordine cronologico. Il veicolo da consegnare alla demolizione deve appartenere all'impresa richiedente: non si può usare la vecchia auto di un dipendente o di un familiare per finanziare un mezzo aziendale.

Quali veicoli sono ammessi

Il bando riguarda le categorie M1 e N1, cioè in sintesi veicoli per trasporto persone e merci: possono quindi rientrare, a seconda dell'allestimento e della carta di circolazione, un'auto aziendale o un veicolo commerciale leggero. Il mezzo nuovo deve essere Euro 6D o superiore, con emissioni di particolato inferiori a 4,5 mg/km. Sono ammesse alimentazioni elettrica pura, idrogeno, ibrida, metano, bifuel benzina/metano o benzina/GPL, benzina e diesel.

La rottamazione è obbligatoria. Il veicolo sostituito deve essere M1 o N1 a benzina, metano o bifuel fino a Euro 4 compreso, oppure diesel fino a Euro 5 compreso. C'è un vincolo specifico da non trascurare: se si rottama un Euro 4 a benzina, metano o bifuel, il nuovo mezzo deve essere elettrico, ibrido o a idrogeno; in quel caso un nuovo benzina o diesel non è ammissibile.

La scheda regionale con requisiti e importi ammette nella Linea A veicoli nuovi di fabbrica e veicoli a chilometri zero già immatricolati per la prima volta in Italia. Per l'acquisto, l'immatricolazione e l'acquisto devono cadere tra la pubblicazione del bando e la sua chiusura. Chi opta per noleggio o leasing deve invece verificare che il contratto preveda il mantenimento del rapporto per almeno 36 mesi dalla stipula.

Quanto vale il contributo

I 5 milioni sono divisi in due plafond uguali: 2,5 milioni per la Linea A, acquisto del veicolo, e 2,5 milioni per la Linea B, noleggio a lungo termine o leasing. Il tetto è di 20mila euro per ciascun veicolo, ma non esiste un importo uguale per tutti.

Il calcolo parte dal costo del veicolo acquistato, oppure dal valore delle prime tre annualità del contratto di leasing o noleggio, sempre al netto dell'Iva. La percentuale base è del 30% per elettrico puro e idrogeno, del 20% per ibrido, benzina, bifuel e metano, del 15% per diesel. A quell'importo si applica un coefficiente, da 0,9 a 1,3, legato alla dimensione dell'impresa e alla classe ambientale e alimentazione del mezzo demolito. Un vecchio diesel Euro 0, 1 o 2 rottamato da una microimpresa, per esempio, ha il coefficiente più alto; non è corretto però calcolare il contributo guardando solo al prezzo del nuovo furgone.

Il sostegno è concesso in regime de minimis. Significa che l'impresa deve dichiarare gli aiuti di questo tipo già ricevuti nell'esercizio finanziario in corso e nei tre precedenti; la verifica è parte dell'istruttoria. Prima di decidere l'investimento è prudente quindi far controllare al proprio consulente la capienza disponibile, soprattutto se l'azienda ha già usato altri incentivi pubblici.

In un periodo in cui i costi del carburante per le imprese di trasporto padovane sono tornati al centro del confronto, il bando non è un ristoro per il pieno né un aiuto generalizzato al settore. Finanzia una sostituzione concreta con rottamazione e requisiti tecnici precisi: è una differenza decisiva per non presentare una domanda fuori misura.

Come presentare la prima domanda entro il 7 ottobre

Per accedere serve SPID di livello 2, CIE o CNS del legale rappresentante, una PEC valida e un collegamento a internet. Il bando non consente l'accesso del delegato per questa iniziativa: il rappresentante legale deve entrare in ReStart, selezionare il profilo dell'impresa e filtrare le iniziative per Veneto. Non occorre la firma digitale qualificata sul modello generato dalla piattaforma.

Nella prima fase si inseriscono dati del legale rappresentante e dell'impresa, PEC e recapito telefonico, oltre alle dichiarazioni richieste e alle informazioni sul veicolo da rottamare. L'allegato fondamentale è la carta di circolazione del vecchio mezzo, completa fronte e retro, in PDF: una foto JPEG non basta. È bene preparare il file prima di aprire la sessione, controllando che targa, intestazione, classe ambientale e alimentazione risultino leggibili.

La marca da bollo da 16 euro si assolve sulla piattaforma tramite PagoPA, salvo i casi di esenzione. Il manuale operativo precisa che, per le iniziative regionali, il pagamento online avviene selezionando carta di debito o credito. Dopo lo scarico del modello la pratica passa nello stato “da completare” e può essere riaperta per correggere eventuali dati; dopo “Invia” o “Paga e invia”, invece, non è più modificabile. Prima dell'ultimo clic conviene rileggere riepilogo, allegato e PEC, poi conservare modello e ricevuta della pratica.

Graduatoria: cosa conta e perché non basta l'ordine di invio

Le graduatorie della prima fase saranno approvate entro il 20 ottobre 2026. Il bando attribuisce un punteggio alla classe ambientale e all'alimentazione del mezzo sostituito, alla dimensione dell'impresa e alla localizzazione della sede. Una microimpresa parte da un punteggio più alto di una piccola o media impresa; inoltre, la sede legale o operativa nei Comuni con ordinanze per la qualità dell'aria previste dall'elenco del bando beneficia di un coefficiente 1,2, anziché 1.

L'invio tempestivo resta utile, ma non trasforma la procedura in un click day puro: l'ordine cronologico prevale soltanto in caso di parità di punteggio. L'inserimento nella graduatoria, come chiariscono le FAQ regionali, apre l'accesso alla seconda fase ma non garantisce da solo l'erogazione. Le domande diventano ammissibili dopo il controllo della documentazione e il contributo viene pagato seguendo la posizione in graduatoria fino a esaurimento delle somme.

La seconda fase: fatture, pagamenti e rottamazione

Se l'impresa è ammessa, dal primo giorno lavorativo successivo alla pubblicazione della graduatoria potrà inserire l'IBAN intestato al richiedente e completare la rendicontazione. Unioncamere Veneto, nell'aggiornamento successivo alla proroga, indica il 15 luglio 2027 come termine della seconda fase. Andranno caricati il documento unico di circolazione del nuovo veicolo, le fatture di acconti e saldo intestate all'impresa e la prova del primo bollo, oppure l'autocertificazione dell'eventuale esenzione.

Per noleggio servono contratto, verbale di consegna, fatture dell'eventuale anticipo e delle rate già versate; per leasing, contratto, consegna, eventuale collaudo, fattura del maxi-canone e rate pagate. In ogni caso occorrono le contabili dei pagamenti tracciabili. Contanti, compensazioni, permute e autofatture rendono la spesa non ammissibile e possono far decadere l'intero contributo.

Il rinnovo di una flotta può affiancarsi ad altre scelte di mobilità aziendale, ma non va confuso con esse: dagli incentivi Bike to Work nell'area di Vicenza alle navette casa-lavoro sperimentate a Marcon, i destinatari e le regole sono diversi. Qui la domanda concreta è una sola: l'impresa veneta ha un M1 o N1 da rottamare, un nuovo mezzo compatibile e i documenti necessari per presentare correttamente la pratica entro mezzogiorno del 7 ottobre?

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