La Carnia brucia, Zalukar attacca: «Non possiamo limitarci ad aspettare la pioggia»

Walter Zalukar di Costituzione 32 interviene sugli incendi in Carnia: «La Regione FVG non ha un Piano antincendio boschivo aggiornato».

16 agosto 2026 14:14
La Carnia brucia, Zalukar attacca: «Non possiamo limitarci ad aspettare la pioggia» -
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Mentre la Carnia continua a fare i conti con una delle emergenze incendi più pesanti dell’estate, Walter Zalukar, dell’Associazione Costituzione 32, apre un fronte politico sulla gestione e soprattutto sulla prevenzione dei roghi boschivi in Friuli Venezia Giulia. La contestazione contenuta in una nota diffusa dall’associazione riguarda il Piano Antincendio Boschivo regionale, che secondo Zalukar non sarebbe stato aggiornato nei termini previsti dalla legge regionale del 2019.

«I boschi della Carnia bruciano, la Regione FVG non ha un Piano Antincendio Boschivo aggiornato e si attende la pioggia», afferma Zalukar.

La critica dopo le parole sul possibile cambio del meteo

Il rappresentante di Costituzione 32 parte dalle dichiarazioni dell’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, che a Ferragosto aveva indicato nei giorni successivi, e in particolare verso giovedì, la possibilità di un cambiamento più significativo delle condizioni meteorologiche.

Nordest24 aveva riportato le parole di Riccardi sul possibile cambio del tempo e sull'impiego di circa 700 persone nell'emergenza incendi.

È proprio su questo passaggio che Zalukar concentra la propria critica.

«Ferragosto, i boschi della Carnia bruciano e l’assessore alla Protezione Civile comunica che giovedì prossimo potremmo assistere a un cambio delle condizioni meteo e quindi, forse, essere in grado di chiudere questa stagione di incendi».

Poi la domanda polemica:

«Del resto, che altro fare oltre a quel che c’è già in campo, se non aspettare la pioggia?».

«Manca un Piano Antincendio Boschivo aggiornato»

Il punto centrale della nota riguarda la pianificazione regionale.

Secondo Walter Zalukar, la Regione non avrebbe ancora adottato il Piano Antincendio Boschivo aggiornato previsto dalla legge regionale 17 del 2019, che, sostiene, avrebbe dovuto essere predisposto entro l’anno successivo.

«La Regione FVG non ha un Piano Antincendio Boschivo aggiornato, nonostante la Legge regionale n. 17 del 2019 lo prevedesse entro un anno, quindi entro il 2020, ma ad oggi non c’è», sostiene Zalukar.

Per Costituzione 32, il tema non riguarda soltanto la gestione dell’emergenza quando le fiamme sono già divampate, ma soprattutto tutto ciò che dovrebbe avvenire prima dell’incendio.

«La pianificazione è essenziale per la previsione e prevenzione degli incendi boschivi: vigilanza, manutenzione delle aree boschive, strade tagliafuoco. Ed è altrettanto essenziale quando il fuoco divampa per assicurare efficacia e sicurezza delle operazioni di spegnimento».

Il riferimento al piano degli anni Novanta

Zalukar richiama quindi il documento che, secondo quanto affermato nella nota, rappresenterebbe ancora il riferimento tecnico-normativo regionale.

«Neppure i disastrosi roghi del 2022 sono serviti per avere un Piano AIB aggiornato. Il nostro attuale riferimento tecnico-normativo risale al secolo scorso: è il “Piano Regionale di Difesa del Patrimonio Forestale 1997-1999”, DPG n. 0136 del 17 aprile 1998».

Si tratta di una delle accuse più nette contenute nel comunicato: per l'associazione, gli incendi degli ultimi anni avrebbero dovuto accelerare un aggiornamento complessivo degli strumenti di prevenzione e gestione.

«Pompieri, forestali e volontari doppiamente eroici»

Nessuna critica, invece, agli uomini impegnati sul campo. Anzi.

Zalukar sottolinea il lavoro svolto da Vigili del Fuoco, Corpo forestale, Protezione Civile e volontari, definendo il loro impegno ancora più significativo proprio alla luce delle carenze di pianificazione che contesta alla Regione.

«La lotta contro gli incendi sostenuta dai pompieri, dalle guardie forestali e dai volontari diventa eroica, anzi doppiamente eroica».

E aggiunge:

«Oltre ad affrontare roghi immensi in un clima torrido e in ambienti ostili, devono operare senza piani di emergenza aggiornati e condivisi».

L’emergenza ha richiesto in questi giorni uno schieramento molto consistente di uomini e mezzi. L'ultimo bollettino sull'incendio dell'Amariana e dell'Amarianute aveva documentato una situazione ancora particolarmente delicata.

Il confronto con la Slovenia

Nel comunicato viene utilizzato anche il confronto con la Slovenia, che proprio durante l'emergenza in Carnia ha fornito supporto aereo alle operazioni di spegnimento.

Secondo Zalukar, il Paese confinante avrebbe investito negli ultimi anni nella propria capacità di risposta agli incendi, intervenendo sia sulle infrastrutture sia sui mezzi.

«La vicina Slovenia ha fatto tesoro di tale esperienza migliorando, tra l’altro, le infrastrutture antincendio con nuovi idranti e piste tagliafuoco, e ha acquistato quattro velivoli dedicati, gli Air Tractor Fire Boss capaci ciascuno di 3mila litri di acqua a lancio».

Gli Air Tractor sloveni sono stati effettivamente protagonisti anche degli interventi sul territorio friulano in questi giorni: Nordest24 aveva raccontato l'arrivo dei velivoli dalla Slovenia durante le operazioni sull'Amariana.

La polemica sui volontari impiegati ad Amaro

Un altro passaggio della nota riguarda il numero di volontari della Protezione Civile indicato in una precedente comunicazione regionale.

Zalukar cita direttamente il passaggio attribuito all'assessore Riccardi:

«Ad Amaro sono inoltre impegnati circa 30 volontari della Protezione civile».

Da qui la sua contestazione:

«Ma come? In un incendio così esteso ci sono solo 30 volontari?».

Una domanda che Zalukar accompagna immediatamente a un riconoscimento nei confronti delle persone impegnate sul territorio:

«A loro vanno ovviamente i ringraziamenti per la loro preziosa opera, come vanno a tutti i professionisti che spengono gli incendi».

Il bersaglio della critica, precisa quindi la nota, non sono gli operatori ma l'organizzazione e gli strumenti messi a loro disposizione.

«Oltre ai ringraziamenti servono condizioni di massima sicurezza»

La conclusione dell'intervento di Costituzione 32 torna infatti sul tema della prevenzione e della pianificazione.

«Oltre ai ringraziamenti sarebbe apprezzabile metterli nelle condizioni di operare con la massima efficacia e sicurezza».

Zalukar chiude con un riferimento anche alle conseguenze ambientali degli incendi:

«E lo apprezzerebbero anche i boschi superstiti e gli animali che ci vivono».

L'intervento di Walter Zalukar e dell'Associazione Costituzione 32 apre così un nuovo terreno di confronto politico nel pieno dell'emergenza: non soltanto quanti mezzi e uomini siano disponibili quando il bosco brucia, ma quale pianificazione preventiva sia stata predisposta negli anni per ridurre il rischio e organizzare la risposta agli incendi boschivi.

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