Allarme incendi in Fvg, dichiarato lo stato di massima pericolosità in tutta la regione
Incendi in FVG, dichiarato lo stato di massima pericolosità: divieti, controlli rafforzati e sanzioni raddoppiate.
FRIULI VENEZIA GIULIA – La Regione alza il livello di attenzione sugli incendi boschivi. Da oggi è stato dichiarato lo stato di massima pericolosità su tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia, a eccezione delle aree escluse dalla legge regionale 17 del 2019 sulla difesa dei boschi dagli incendi.
La decisione arriva dopo giorni di roghi, fronti ancora attivi e condizioni meteo-climatiche favorevoli alla propagazione delle fiamme. Nel fine settimana, nel territorio di Monrupino, sono andati bruciati circa 20 ettari, mentre a Claut la stima sale a circa 45 ettari.
Perché scatta lo stato di massima pericolosità
Il provvedimento è stato adottato dal Servizio foreste della Direzione risorse agroalimentari, forestali e ittiche, sentita la Protezione civile regionale e il Comando del Corpo forestale regionale.
Alla base della decisione ci sono due elementi principali: l’aumento della frequenza degli incendi e la presenza di condizioni favorevoli allo sviluppo di nuovi roghi. A pesare sono soprattutto le alte temperature, il vento, la vegetazione disidratata e i versanti più esposti al sole, in particolare quelli con suoli a bassa ritenzione idrica.
Il quadro regionale era già emerso negli ultimi aggiornamenti della Protezione civile, con diversi fronti sotto osservazione tra Pordenonese, Udinese e Carso, come raccontato nel bollettino sugli incendi in FVG con sette fronti monitorati.
Incendi da fine giugno: i fronti ancora seguiti
Il Friuli Venezia Giulia è interessato da roghi dalla fine di giugno. Le aree coinvolte vanno dal Pordenonese al Carso, con incendi in larga parte indicati come di origine naturale.
Nell’ultimo aggiornamento risultavano ancora seguiti gli incendi di Andreis, non ancora dichiarato spento, Tramonti di Sopra, con circa 4 ettari bruciati, Forni di Sotto e Ampezzo, e Sgonico, in località Bristie, dove il fronte è in bonifica su un’area di circa 8mila metri quadrati.
A Monrupino, anche nella giornata di ieri, l’elicottero della Protezione civile regionale ha effettuato numerosi lanci. Sul posto erano presenti la Stazione forestale di Duino Aurisina, diversi gruppi comunali di Protezione civile, il Corpo Pompieri Volontari del Carso e Breg e l’unità AIB dei Vigili del fuoco di Trieste. Proprio a Monrupino, nei giorni scorsi, le fiamme avevano richiesto un intervento imponente, con il salvataggio anche di animali da una stalla minacciata dal rogo, come riportato nell’articolo sull’incendio boschivo a Monrupino.
Claut e Ampezzo, elicotteri di nuovo in volo
Nella mattinata di oggi sono riprese le operazioni di spegnimento sugli incendi di Monrupino e Ampezzo, con l’impiego degli elicotteri.
A Claut, sulle pendici del Monte Piolsa, la situazione aveva già richiesto un intervento aereo all’alba per contenere il fronte e impedire l’avvicinamento alle abitazioni. Il rogo era stato fermato a circa 300 metri dalle case, come raccontato nel servizio sull’incendio boschivo a Claut.
Alcuni incendi sono stati spenti grazie all’intervento a terra del personale del Corpo forestale regionale, anche con squadre specializzate ad agire in ambienti impervi. In altri casi, però, i roghi interessano versanti molto ripidi o quasi verticali, spesso originati da fulmini, dove intervenire direttamente non è possibile in condizioni di sicurezza.
Cosa è vietato durante la massima pericolosità
Con lo stato di massima pericolosità entrano in vigore divieti stringenti per ridurre il rischio di nuovi incendi.
È vietato accendere fuochi, bruciare materiali derivanti da attività agricole e forestali, salvo specifiche procedure di tutela fitopatologica, utilizzare apparecchi a fiamma libera, bracieri e fornelli fuori dalle aree attrezzate e dai campeggi mobili.
Stop anche all’uso di esplosivi, al brillamento di mine, ai prodotti pirotecnici e a qualsiasi operazione che possa creare pericolo immediato o indiretto di incendio.
Sono vietati inoltre comportamenti apparentemente banali ma molto pericolosi, come gettare fiammiferi accesi o sigarette non spente, oppure usare apparecchi che producono faville in presenza di vegetazione infiammabile.
Sanzioni raddoppiate
La dichiarazione dello stato di massima pericolosità comporta anche un aumento delle sanzioni. Gli importi previsti, normalmente compresi tra 100 e 1.000 euro, vengono raddoppiati.
La misura punta a rafforzare la prevenzione in una fase considerata particolarmente delicata. Il rischio non riguarda solo i boschi, ma anche abitazioni, infrastrutture, allevamenti e aree frequentate da residenti e turisti.
Controlli rafforzati sul territorio
Il Comando del Corpo forestale regionale e i quattro Ispettorati forestali hanno già dato disposizioni alle Stazioni forestali per il rafforzamento dei servizi di vigilanza e prevenzione antincendio.
Queste attività avranno carattere prioritario fino alla revoca dello stato di massima pericolosità. Non esiste al momento una data di conclusione: la cessazione verrà stabilita con un successivo decreto, in base all’evoluzione del rischio e delle condizioni meteo.
Il ruolo del Corpo forestale resta centrale nella gestione ambientale del territorio, come confermato anche dal recente bilancio del Corpo forestale regionale FVG, con oltre 40mila servizi svolti nel 2025.
Piano antincendio e Piano clima
Il decreto si inserisce in un quadro più ampio. È infatti in corso la revisione del Piano regionale antincendio boschivo, attraverso una procedura condivisa con la Direzione centrale dell’Ambiente.
Il tema è collegato anche al futuro Piano clima del Friuli Venezia Giulia, dove la prevenzione degli incendi boschivi viene considerata un fattore importante per limitare, per quanto possibile, le emissioni di gas climalteranti come la CO2.
La Regione punta quindi a rafforzare la prevenzione, la sorveglianza e la programmazione degli interventi, dando centralità al settore antincendio nella tutela dei boschi e dell’ambiente.
Una situazione delicata
La combinazione tra caldo, vento, siccità della vegetazione e versanti impervi rende complessa la gestione delle operazioni di spegnimento. La collaborazione tra Corpo forestale regionale, Protezione civile, Vigili del fuoco, squadre comunali e associazioni di volontariato resta decisiva per contenere i danni.
Il messaggio ai cittadini è chiaro: in questa fase serve la massima prudenza. Ogni comportamento a rischio può innescare un incendio difficile da controllare, soprattutto nelle aree boscate, sui pendii esposti e nelle zone già provate dai roghi degli ultimi giorni.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 13 luglio 2026