Pordenone, cosa vedere nel weekend 24 e 25 ottobre: guida a cinque mostre

Dai mosaici contemporanei alla storia tessile, dagli erbari all’archeologia: sedi, orari e percorso realistico per organizzare il fine settimana in città.

19 ottobre 2026 19:07
Pordenone, cosa vedere nel weekend 24 e 25 ottobre: guida a cinque mostre -
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PORDENONE — Il weekend di sabato 24 e domenica 25 ottobre è un buon momento per visitare Pordenone senza dover inseguire un solo grande appuntamento. In città restano aperte esposizioni molto diverse per tema e sede: mosaico contemporaneo, storia dell’industria tessile, botanica, archeologia e patrimonio religioso. La scelta pratica è costruire un percorso breve e coerente, non provare a vedere tutto in poche ore.

Questa guida raccoglie cinque mostre con aperture confermate per il fine settimana e distingue ciò che è realmente utile prima di partire: gli orari del sabato e della domenica, gli indirizzi, le distanze e le scadenze più vicine. Il punto di partenza è il calendario aggiornato di Pordenone Musei, che va ricontrollato in caso di variazioni dell’ultimo momento. Per biglietti, riduzioni, eventuali gratuità e visite guidate, quando non indicati dalla scheda dell’evento, è opportuno verificare direttamente con la singola sede: non è corretto dedurre un prezzo dall’esistenza di un biglietto unico o da iniziative passate.

Come scegliere il giro: centro storico, parco o Torre

Le cinque tappe non hanno tutte la stessa posizione. Palazzo Ricchieri è in Corso Vittorio Emanuele II, nel pieno del centro; il Museo di Storia Naturale Silvia Zenari è in via della Motta, a pochi minuti a piedi dalla stazione; Palazzo del Fumetto è in viale Dante, raggiungibile a piedi dal centro in circa un quarto d’ora. Il Museo Archeologico, invece, è al Castello di Torre: è la meta da trattare come uscita separata, soprattutto se ci si muove con bambini o con tempi stretti.

La proposta più semplice per una domenica pomeriggio è abbinare Palazzo Ricchieri e Palazzo del Fumetto. Chi vuole un percorso più tranquillo può scegliere il Museo Zenari e una sola altra sede. Torre merita una mezza giornata propria: il museo dispone di due parcheggi per circa quaranta auto, mentre dalla stazione il tragitto a piedi è indicato in circa 45-50 minuti. Il nuovo portale Pordenone Musei per pianificare la visita è utile anche per orientarsi tra sedi e itinerari urbani, ma per questo weekend fanno fede le pagine delle singole mostre.

Il contesto è quello del calendario di oltre 50 mostre verso Pordenone Capitale italiana della Cultura. Qui, però, il criterio non è la quantità: sono cinque proposte con ragioni diverse per fermarsi e con orari che consentono di decidere senza improvvisare.

Palazzo Ricchieri: mosaico contemporaneo con ICONS OF ART

Al Museo Civico d’Arte di Palazzo Ricchieri, in Corso Vittorio Emanuele II 51, ICONS OF ART resta visitabile fino a domenica 1 novembre. Sabato 24 e domenica 25 ottobre l’apertura è dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. È la tappa più naturale per chi arriva in treno: il portale dei Musei civici indica circa dieci minuti a piedi dalla stazione; chi usa l’autobus trova le linee 2, 3, 4, 5, U, P13, P14, P18, P55 e P65.

La mostra è all’undicesima edizione e mette in dialogo la tecnica musiva con ritratti e icone della cultura contemporanea. Tra i lavori segnalati c’è il ritratto di Dolly Parton, vincitore di Mosaic Young Talent 2026, realizzato da Chiara De Stefano. Il percorso comprende inoltre un grande ritratto musivo della fotografa udinese Tina Modotti, firmato da Debora Franco e Francesca Cafarelli, e una selezione di sculture realizzate dalla Scuola Mosaicisti del Friuli.

Non è quindi una visita generica al museo: è un buon ingresso per chi vuole osservare come una lavorazione legata alla tradizione friulana possa affrontare soggetti contemporanei. Palazzo Ricchieri conserva anche le sue collezioni e gli spazi storici; vale la pena lasciare un margine oltre il tempo strettamente necessario alla temporanea. Chi preferisce una fotografia d’autore può invece programmare un’altra data per la mostra di Guido Cecere alla Galleria Sagittaria, aperta fino al 28 novembre: è un’alternativa distinta, in via Concordia 7, da non confondere con il percorso di Ricchieri.

Palazzo del Fumetto: l’industria tessile raccontata da manifesti e tavole

La novità più recente è Per Filo, Per Segno, aperta dal 17 ottobre al 29 marzo 2027 al Palazzo del Fumetto, in viale Dante 33. Nel weekend l’orario è ampio: sabato e domenica dalle 10 alle 19. Dalla stazione, passando per il centro, il tragitto a piedi richiede circa quindici minuti; per chi arriva in auto sono indicati i parcheggi Marcolin, Rivierasca, Park Dante e Vallona, tutti aperti 24 ore su 24.

La mostra parte dalla figura dell’imprenditore Luciano Savio e dalla vicenda di Savio Macchine Tessili, ma non si limita alla storia aziendale. Il filo conduttore è il rapporto fra industria, tecnologia, design, moda e comunicazione: manifesti, campagne pubblicitarie e materiali d’archivio mostrano come il prodotto tessile abbia contribuito a formare gusti e immaginari. Il progetto coinvolge, fra gli altri, Museo Nazionale Collezione Salce, Rete Archivi Biellesi, Archivio Depero di Rovereto e Archivio Savio.

La tappa è particolarmente adatta a chi conosce Pordenone soprattutto attraverso il suo centro storico e vuole leggere una parte meno visibile della sua identità: lavoro, manifattura e capacità tecnica. Il percorso è affiancato dal fumetto originale Il filo che resta, dedicato a Savio. Non è necessario essere appassionati di fumetto per apprezzarlo: è il dispositivo narrativo scelto per mettere in relazione memoria personale, innovazione e territorio.

Il Museo Zenari: erbari, scienza e la figura di Silvia Zenari

Al Museo Civico di Storia Naturale Silvia Zenari, in via della Motta 16, la mostra Silvia Zenari. La memoria degli erbari prosegue fino al 1 febbraio 2027. Sabato e domenica il museo è aperto dalle 13 alle 19. È la scelta consigliata per chi desidera un pomeriggio più raccolto, con un taglio scientifico ma non specialistico: il museo è a circa dieci minuti a piedi dalla stazione e gli spazi sono descritti come accessibili anche alle persone con difficoltà motorie o sensoriali.

L’esposizione ricorda, a settant’anni dalla morte, la naturalista pordenonese Silvia Zenari, nata nel 1895 e scomparsa nel 1956. Fogli d’erbario, libri, documenti e immagini d’epoca ricostruiscono i suoi studi e il suo legame con il Friuli. Il progetto nasce dalla collaborazione con il Museo botanico e l’Orto botanico dell’Università di Padova e coinvolge anche istituzioni e associazioni del territorio.

Il valore della mostra è doppio. Da un lato racconta una studiosa attiva nelle istituzioni scientifiche italiane del Novecento, dall’altro spiega perché un erbario non è una raccolta immobile di piante essiccate: è uno strumento per leggere biodiversità, trasformazioni ambientali e storia di un territorio. Per famiglie e scuole è un punto di accesso concreto alla botanica; per gli adulti è un’occasione per vedere documenti che spesso restano nei depositi e per riflettere sul ruolo delle donne nella ricerca. Il museo segnala inoltre letture animate per giovani naturalisti dai 4 ai 10 anni fino al 21 dicembre, ma la pagina della singola attività va verificata prima di considerarla inclusa nella visita.

Castello di Torre: vent’anni del Museo Archeologico del Friuli Occidentale

Per chi vuole uscire dal centro, il Museo Archeologico del Friuli Occidentale al Castello di Torre propone Un tesoro da scoprire tra passato, presente e futuro, in programma fino al 31 gennaio 2027. Nel fine settimana l’apertura è dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. L’indirizzo è via Vittorio Veneto 19; dalla stazione passano le linee 2 e 8 con fermata in via General Cantore e la linea 5 con fermata in via Piave.

La mostra celebra i vent’anni dall’inaugurazione ufficiale del museo, avvenuta il 18 febbraio 2006, ma allarga lo sguardo alla lunga storia di ricerche sul territorio della Destra Tagliamento. Documenti e reperti inediti raccontano quasi un secolo di archeologia pordenonese, collegando il Castello di Torre, il conte Giuseppe di Ragogna e l’attività della sezione archeologica del Museo delle Scienze.

È la proposta più indicata per chi non cerca soltanto oggetti antichi in vetrina, ma vuole capire come nascono tutela e conoscenza: scavo, studio, raccolta, conservazione e restituzione al pubblico. Considerati gli orari spezzati, conviene scegliere una fascia sola invece di tentare di inserirla tra due appuntamenti in centro. Con bambini interessati alla storia, la mattina è spesso la soluzione più comoda; con un programma più lento, il turno delle 15 permette di tenere il resto della giornata nel centro cittadino.

Ultimo weekend per “La bellezza salvata”

La scadenza più ravvicinata è al Museo Diocesano di Arte Sacra: La bellezza salvata chiude domenica 25 ottobre. Sabato e domenica l’orario è dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18; per le visite guidate è richiesta la prenotazione. La mostra affronta il patrimonio culturale e spirituale delle comunità colpite dal terremoto di cinquant’anni fa, mettendo al centro il valore della ricostruzione.

Questa è la scelta per chi desidera una mostra con una data davvero non rinviabile. Prima di andare è utile contattare la sede, perché la pagina riporta il numero 0434 221275 e l’indirizzo [email protected]: sono i riferimenti da usare per capire se sia possibile inserirsi in una visita guidata, non una garanzia di posto. Il tono è storico e documentario, diverso dalla proposta industriale del Palazzo del Fumetto o da quella scientifica del Museo Zenari.

Un programma realistico per sabato e domenica

Se si dispone di un solo pomeriggio, la combinazione più lineare è Palazzo Ricchieri dalle 15 e Palazzo del Fumetto fino alle 19: entrambe le sedi sono aperte nel pomeriggio e distano circa un quarto d’ora a piedi. Per un’uscita di sabato mattina la priorità va invece a Torre o al Museo Diocesano, entrambi aperti dalle 10. La domenica può essere dedicata al Museo Zenari dalle 13, con il tempo per una seconda tappa solo se non si trasforma la visita in una corsa.

Chi vuole aggiungere un’ulteriore proposta cittadina può valutare la mostra APID a Palazzo Gregoris, aperta fino all’8 novembre e a ingresso libero: è un’altra sede, con orari propri, da controllare separatamente. Il consiglio resta lo stesso: scegliere due luoghi compatibili, verificare sul sito ufficiale gli eventuali costi e arrivare con margine. Così il weekend diventa un percorso nella Pordenone contemporanea e storica, non una lista di indirizzi da spuntare.

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