Province elettive in Friuli Venezia Giulia, Roberti difende la riforma in Consiglio

In Consiglio regionale il confronto sul disegno di legge che istituisce le Province del Friuli Venezia Giulia e supera gli Edr.

29 giugno 2026 17:08
Province elettive in Friuli Venezia Giulia, Roberti difende la riforma in Consiglio -
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TRIESTE - La riforma che punta a istituire le Province elettive in Friuli Venezia Giulia e a sopprimere gli Enti di decentramento regionale è arrivata al centro del confronto in Consiglio regionale, con la Giunta Fedriga che rivendica la continuità del percorso avviato nel 2019 e l’opposizione che ha presentato circa 150 emendamenti.

A intervenire in Aula è stato l’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, durante la discussione del disegno di legge intitolato “Principi e norme fondamentali del sistema Regione-Autonomie locali, istituzione e ordinamento delle Province del Friuli Venezia Giulia e soppressione degli Enti di decentramento regionale di cui alla legge regionale 21/2019”.

Secondo Roberti, gli Edr non sarebbero mai stati pensati come assetto definitivo, ma come una tappa intermedia verso le Province elettive in Friuli Venezia Giulia, tema già al centro del dibattito istituzionale regionale. L’assessore ha ricordato che, quando gli Enti di decentramento regionale furono introdotti nel 2019, vennero contestati dall’opposizione, mentre oggi gli stessi enti vengono indicati come strutture che funzionano e che non andrebbero modificate.

Il nodo politico della riforma

Per la Giunta regionale, il passaggio attuale rappresenta il completamento di un percorso annunciato da tempo. Roberti ha sostenuto che, una volta conclusa la modifica statutaria, fosse necessario arrivare alla costruzione delle nuove Province, definite dallo stesso assessore come “le Province del futuro”.

Nel suo intervento, l’esponente dell’esecutivo Fedriga ha contestato quella che ha definito una contrarietà costante e pregiudiziale da parte delle forze di opposizione. Ha parlato inoltre di una mancanza, negli ultimi anni, di una reale volontà di confronto sul riassetto degli enti locali.

Il confronto politico resta acceso anche per i contenuti del provvedimento, già entrato nel dibattito pubblico regionale sulla riforma degli enti territoriali e sulle funzioni da assegnare ai nuovi organismi provinciali.

Gli emendamenti presentati dall’opposizione

Uno dei punti richiamati da Roberti riguarda il numero e il contenuto delle modifiche depositate in Aula. Gli emendamenti dell’opposizione sarebbero circa 150 e, secondo l’assessore, nella maggior parte dei casi non avrebbero l’obiettivo di migliorare il testo.

Roberti ha spiegato che molti di questi emendamenti sono soppressivi, mentre altri si limiterebbero a rinviare di uno o due anni l’entrata in vigore di alcune funzioni previste dalla riforma. Da qui la critica politica della maggioranza, che legge questa strategia come un segnale di distanza dal merito del provvedimento.

Nel dibattito rientrano anche i dubbi già emersi su costi, personale e organizzazione del nuovo assetto, questioni sollevate nelle discussioni sulle Province Friuli Venezia Giulia.

Cosa sostiene la Giunta Fedriga

Nel suo intervento in Consiglio, Roberti ha ribadito che la Giunta e la maggioranza avrebbero cercato una sintesi costante per arrivare a un testo capace di garantire servizi migliori ai cittadini e un esercizio più efficace delle funzioni sul territorio.

L’assessore ha anche respinto l’accusa di mancanza di visione rivolta all’esecutivo regionale, osservando che si tratta di una critica ricorrente da otto anni in occasione di ogni provvedimento. A suo giudizio, la riforma è invece coerente con il programma politico portato avanti dal centrodestra fin dal 2018, nel quale era già indicata in modo esplicito la reintroduzione delle Province elettive.

Su questo passaggio, Roberti ha sostenuto che il Consiglio stia definendo regole in linea con quel mandato politico, ribadendo che il ritorno al voto diretto e al nuovo ordinamento provinciale rientra nella strategia annunciata dalla legislatura regionale.

Il passaggio dagli Edr alle nuove Province

Un altro elemento centrale del discorso dell’assessore riguarda proprio la transizione dagli Edr al nuovo sistema. Roberti ha insistito sul fatto che gli Enti di decentramento regionale fossero stati concepiti come soluzione temporanea, utile ad accompagnare il percorso fino all’istituzione delle Province elettive.

Per la maggioranza, quindi, il superamento degli Edr non rappresenta una correzione improvvisa, ma un passaggio già previsto. Un’impostazione che si inserisce nel più ampio confronto sulle elezione diretta e più funzioni per i futuri enti provinciali.

In chiusura Roberti ha affermato di temere un contributo nullo dell’opposizione alla riforma, accusando le minoranze di aver scelto di non partecipare davvero al confronto. L’assessore ha infine richiamato ancora una volta l’obiettivo politico indicato dal programma regionale dal 2018: la reintroduzione delle Province elettive in Friuli Venezia Giulia.

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