A Verona il lavoro cerca competenze: il Recruiting Day racconta il divario tra imprese e candidati

La fiera universitaria entra nella fase online dal 27 ottobre: nel Veronese 12.110 entrate previste a settembre, ma oltre la metà delle ricerche è giudicata difficile dalle imprese.

20 ottobre 2026 18:14
A Verona il lavoro cerca competenze: il Recruiting Day racconta il divario tra imprese e candidati -
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VERONA – A Verona le imprese cercano personale, ma l’incontro con le competenze disponibili resta tutt’altro che automatico. Il Recruiting Day Verona Vicenza, avviato oggi al Polo Santa Marta dell’Università di Verona, è un osservatorio molto concreto di questo passaggio: fino a giovedì 22 ottobre mette faccia a faccia laureande, laureati, studentesse e studenti con aziende, servizi professionali e pubbliche amministrazioni; dal 27 ottobre al 15 novembre sposta poi candidature e posizioni aperte sulla piattaforma digitale dell’iniziativa.

Non è soltanto un appuntamento per chi deve consegnare un curriculum. Nel territorio veronese, il più grande della regione per entrate programmate nel mese di settembre, il sistema Excelsior ha rilevato 12.110 entrate previste e una difficoltà di reperimento pari al 52,1%. I numeri, raccolti da Unioncamere e Ministero del Lavoro, non misurano le assunzioni già concluse: sono programmi delle imprese e fotografano un problema doppio. Da una parte ci sono opportunità in servizi, industria, commercio e agricoltura; dall’altra candidati che non sempre hanno formazione, esperienza, informazioni o canali adatti a raggiungerle.

Il valore del Recruiting Day sta qui. L’evento non promette un impiego a chi partecipa e non sostituisce le selezioni delle aziende. Rende però visibile una domanda che spesso rimane dispersa tra siti aziendali, reti personali, agenzie e annunci. È un tema che Nordest24 aveva già affrontato con l’analisi sul peso dei canali informali nelle assunzioni manifatturiere venete: quando una quota rilevante dell’incontro passa da conoscenze e segnalazioni, l’accesso alle occasioni può diventare più difficile per chi entra nel mercato del lavoro.

Tre giorni in presenza, poi la piattaforma online

L’edizione autunnale è organizzata da Università di Verona, Camera di Commercio di Verona e Camera di Commercio di Vicenza. La fase in presenza è in programma il 20, 21 e 22 ottobre al Polo Santa Marta, in via Cantarane 24, dalle 9.30 alle 17.00. La pagina dell’Università di Verona precisa che gli stand restano disponibili per l’intera giornata e che le presentazioni sono distribuite tra mattino e pomeriggio.

Le aziende in elenco raccontano già la varietà del tessuto economico che ruota attorno a Verona e Vicenza: logistica, banche e assicurazioni, consulenza, alimentare, distribuzione, costruzioni, farmaceutica, software e servizi. Mercoledì 21 ottobre, tra le realtà previste negli stand, compare anche l’Agenzia delle entrate; nello stesso giorno sono indicati, fra gli altri, gruppi della ristorazione, del credito, della tecnologia e della logistica. Non è corretto trasformare l’elenco in un numero di posti disponibili: le singole posizioni, i requisiti e le tempistiche dipendono dalle aziende e vanno letti nelle rispettive schede.

Il passaggio più utile per chi non può essere a Verona in questi tre giorni arriva dopo: dal 27 ottobre la sessione digitale consente di consultare le pagine delle imprese, vedere le offerte e candidarsi tramite il portale. La Camera di Commercio di Verona indica la chiusura della sessione virtuale il 15 novembre. L’accesso online amplia il bacino, ma non cancella la selettività: ogni candidatura resta sottoposta alle scelte del datore di lavoro e agli eventuali colloqui.

I dati: Verona traina le entrate, ma il mismatch resta alto

Il bollettino Excelsior Informa di Unioncamere Veneto, riferito a settembre, colloca Verona al primo posto regionale per entrate programmate: 12.110 sulle 51.610 previste in Veneto. Nel trimestre settembre-novembre le entrate programmate in provincia sono 30.370. Sono stime su contratti di durata pari o superiore a 20 giorni, non persone necessariamente diverse e non posti garantiti a chi si candida; usarle correttamente significa leggerle come misura della domanda espressa dalle imprese.

Il dato più significativo per capire la fiera è il 52,1% di entrate di difficile reperimento. Il bollettino distingue le ragioni: nel 32,9% dei casi le imprese segnalano mancanza di candidati, nel 13,1% una preparazione inadeguata, nel 6,1% altri motivi. Non significa che metà dei disoccupati sia priva delle competenze richieste, né che per ogni vacancy esista un unico profilo impossibile da trovare. Indica piuttosto che le caratteristiche domandate – esperienza, specializzazione, disponibilità, formazione e condizioni contrattuali – non coincidono sempre con quelle di chi cerca lavoro.

La composizione della domanda aiuta a capire perché. Nella provincia, il 59,8% delle entrate previste si concentra nei servizi, il 26,9% nell’industria comprese le costruzioni e il 13,3% nel settore primario. Il 59,8% delle entrate richiede esperienza nello stesso settore o professione; il 28,3% è rivolto con preferenza a giovani sotto i 30 anni. Solo il 20% delle entrate previste è classificato come stabile, cioè a tempo indeterminato o in apprendistato, mentre l’80% riguarda contratti a termine o altre forme con durata predefinita. Sono informazioni essenziali per evitare una lettura rassicurante ma imprecisa del numero complessivo di opportunità.

Dalle lauree ai profili tecnici: perché una fiera non basta

Il Recruiting Day è rivolto alle aree umanistica, economico-giuridica, scientifica e ingegneristica e comprende offerte di lavoro e tirocini extracurriculari, comprese occasioni per categorie protette. Questa ampiezza è un punto di forza, ma non copre da sola il fabbisogno dell’intero sistema locale. Nel bollettino provinciale, la quota di entrate destinata a chi possiede un titolo terziario – laurea o ITS Academy – è del 13,1%. Accanto a professioni per laureati e tecnici, rimane dunque una domanda ampia di diplomati, qualificati, addetti ai servizi e operai specializzati.

È il motivo per cui il problema non si risolve contrapponendo università e impresa o lauree e formazione tecnica. Il Veneto continua a cercare sia competenze alte sia professionalità operative. Nel Vicentino, per esempio, la cronaca economica recente ha evidenziato una domanda di operatori CNC, addetti al montaggio, saldatori, manutentori, magazzinieri e figure logistiche: un quadro descritto da Nordest24 nel pezzo sul nuovo Career Center di Vicenza e i profili tecnici richiesti dalle imprese. Non è un elenco trasferibile automaticamente a Verona, ma mostra quanto la questione delle competenze attraversi province e filiere diverse.

Per le aziende, incontrare persone in un luogo condiviso riduce una parte dei costi iniziali di ricerca e consente di spiegare ruoli poco conosciuti. Per chi si candida, invece, la presenza di recruiter può chiarire se una posizione è davvero coerente con il proprio percorso e quali competenze convenga approfondire. Il limite resta strutturale: una presentazione di pochi minuti non sostituisce un piano formativo, un tirocinio ben progettato, una retribuzione adeguata o una mobilità sostenibile verso il posto di lavoro.

Il nodo dei canali: rendere visibili le opportunità

Un career day funziona anche come risposta parziale alla frammentazione delle informazioni. I dati di Excelsior parlano di difficoltà di reperimento, ma non dicono che ogni offerta sia stata pubblicata nello stesso modo o raggiunga gli stessi candidati. Nel manifatturiero veneto, l’indagine citata da Nordest24 aveva rilevato un ricorso ancora forte a passaparola e conoscenze personali. Un portale comune e un appuntamento universitario non eliminano quelle reti, ma possono offrire una soglia di accesso più chiara a chi non le possiede.

Il punto è particolarmente rilevante per giovani, neolaureati e persone che intendono cambiare settore. La preferenza per gli under 30, indicata per il 28,3% delle entrate veronesi, non equivale a una corsia riservata: è una preferenza dichiarata dalle imprese, non una garanzia per un’intera fascia d’età. Allo stesso modo, il requisito di esperienza può rendere difficile il primo ingresso anche quando le aziende segnalano carenze. Per questo le occasioni di incontro hanno senso se accompagnate da annunci leggibili, requisiti espliciti e percorsi realistici di inserimento.

La riflessione coinvolge anche scuole, ITS, università e servizi per il lavoro. A primavera, la Talent Week, il confronto tra giovani, imprese e innovazione nel Nordest aveva riunito studenti di otto atenei e aziende attorno alle scelte professionali. Il Recruiting Day aggiunge la prova concreta delle selezioni: non soltanto orientarsi, ma confrontare profili e ruoli con chi assume. Sono due pezzi complementari, non alternative.

Che cosa cambia per candidati e imprese

Per chi cerca un’opportunità, la fase online dal 27 ottobre è più di una replica virtuale della fiera. Permette di leggere con calma le pagine aziendali e di candidarsi alle posizioni aperte senza essere presenti a Santa Marta. La piattaforma Recruiting Day Verona Vicenza è il canale da controllare per offerte e materiali aggiornati. Il curriculum va adattato al ruolo, senza gonfiare competenze o esperienze; soprattutto, una candidatura inviata non costituisce convocazione a colloquio né prenotazione di un posto.

Per le imprese il dato del 52,1% non autorizza conclusioni rapide sulla sola indisponibilità dei lavoratori. È un invito a verificare anche come sono formulati gli annunci, se le condizioni rendono sostenibile l’ingresso e se le competenze richieste possono essere costruite sul lavoro. La difficoltà di trovare personale ha cause differenti tra una posizione da ingegnere, un’attività commerciale, un ruolo nella ristorazione o una mansione tecnica. Trattarle come un unico problema rischia di produrre risposte generiche.

Il Recruiting Day restituisce quindi un cambiamento concreto nel mercato del lavoro veronese: la domanda di persone rimane consistente, ma la mediazione tra imprese e candidati è diventata una funzione decisiva. Le 12.110 entrate programmate e le oltre cinque ricerche difficili ogni dieci non raccontano né un mercato bloccato né una corsa semplice all’assunzione. Raccontano un territorio in cui rendere visibili i ruoli, aggiornare le competenze e costruire canali di accesso conta quanto il numero delle opportunità annunciate.

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