Carburanti oltre i 2 euro, imprese sempre più in difficoltà. CNA Treviso: «Tagliare subito le accise»

Diesel fino a 2,178 euro a Treviso. CNA chiede meno accise, aiuti estesi e crediti d’imposta settimanali per le imprese.

04 settembre 2026 10:24
Carburanti oltre i 2 euro, imprese sempre più in difficoltà. CNA Treviso: «Tagliare subito le accise» -
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TREVISO – Il prezzo del diesel supera nuovamente la soglia dei 2 euro al litro, mettendo sotto pressione i bilanci di artigiani, microimprese e piccole attività. La CNA Provinciale di Treviso chiede al Governo di abbandonare i provvedimenti temporanei e intervenire con misure strutturali, a partire da una riduzione stabile delle accise.

Secondo i dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in Veneto il prezzo medio del gasolio in modalità self-service ha raggiunto 2,134 euro al litro, mentre la benzina è arrivata a 2,028 euro.

Sulla rete stradale ordinaria della provincia di Treviso il diesel costa mediamente 2,107 euro al litro, con punte fino a 2,178 euro nelle stazioni autostradali. Un aumento che si ripercuote direttamente sulle aziende già alle prese con il caro energia e con maggiori difficoltà nell’accesso al credito, come emerge dall’analisi sul calo della fiducia nel terziario trevigiano.

Artigiani e piccole imprese sotto pressione

A lanciare l’allarme è Gianpaolo Stocco, presidente della CNA Provinciale di Treviso, secondo il quale l’aumento dei carburanti non colpisce esclusivamente gli autotrasportatori.

Ogni giorno migliaia di elettricisti, idraulici, manutentori, impiantisti, artigiani edili e piccoli produttori utilizzano autonomamente i propri veicoli per raggiungere clienti, cantieri e aziende. Pur sostenendo gli stessi aumenti del settore dell’autotrasporto, queste categorie spesso non possono accedere alle medesime forme di tutela.

«Questo mondo artigiano fa da sé, non rientra nelle grandi categorie dell’autotrasporto, ma subisce gli stessi identici rincari senza alcuna rete di salvataggio», evidenzia Stocco.

Secondo il presidente provinciale della CNA, bonus e contributi una tantum possono garantire soltanto un sollievo momentaneo, senza risolvere il problema. Una situazione che ha già spinto il Friuli Venezia Giulia a valutare un secondo bando per ampliare gli aiuti contro il caro carburanti.

Il rischio di nuove difficoltà sociali

Per Stocco, continuare senza una strategia stabile potrebbe impoverire ulteriormente il sistema produttivo, costringendo successivamente lo Stato a sostenere economicamente imprese e lavoratori travolti dall’aumento dei costi.

«Il rischio reale è che, continuando così, creeremo soltanto nuovi poveri che lo Stato si troverà poi a dover incentivare e assistere», avverte il presidente della CNA trevigiana.

L’aumento dei carburanti può incidere sulla competitività delle imprese italiane, specialmente per quelle che dipendono dai trasporti, dalla distribuzione e dai mercati internazionali. Anche settori ancora capaci di mantenere buoni risultati, come dimostrano i dati sull’export del vino dal Veneto orientale verso gli Stati Uniti, devono sostenere costi logistici sempre più elevati.

Oltre metà del prezzo del gasolio è composto da imposte

Secondo i dati riportati dalla CNA, attualmente il 52,4% del prezzo del gasolio è costituito da imposte. La quota comprende il 34,4% di accise e il 18% di IVA.

L’incidenza fiscale italiana risulta superiore a quella dei principali concorrenti europei. In Francia le imposte rappresentano il 47,9% del prezzo, in Germania il 40,4% e in Spagna il 32,1%.

Questo divario, sostiene l’associazione, penalizza le aziende italiane e riduce la loro capacità di competere con le imprese degli altri Paesi europei. CNA chiede quindi una riduzione lineare e permanente delle accise, superando la logica degli interventi emergenziali.

Taglio stabile delle accise

La prima proposta presentata al Governo riguarda un abbattimento stabile delle accise sui carburanti. Per CNA, i provvedimenti temporanei non consentono alle aziende di programmare le spese e gestire con certezza la propria attività.

Una riduzione strutturale permetterebbe alle micro e piccole imprese di contenere i costi di trasporto, tutelare la liquidità e limitare il trasferimento degli aumenti sui prezzi applicati ai consumatori.

La richiesta assume particolare importanza anche per le realtà produttive che continuano a investire sul territorio, come lo stabilimento Brovedani di San Vito al Tagliamento, rafforzato con produzioni e macchinari provenienti da altri siti europei.

Un’accisa mobile per compensare gli aumenti

La seconda misura proposta consiste nell’introduzione di una accisa mobile strutturale, basata su un meccanismo automatico di compensazione fiscale.

Quando aumenta la componente industriale del prezzo del petrolio, lo Stato incassa maggiori entrate attraverso l’IVA. Secondo CNA, questo gettito aggiuntivo dovrebbe essere utilizzato per diminuire contemporaneamente le accise.

Il meccanismo dovrebbe essere permanente e attivarsi automaticamente, senza attendere ogni volta un nuovo provvedimento governativo. L’obiettivo è attenuare gli aumenti alla pompa, proteggendo il potere d’acquisto delle famiglie e la capacità operativa delle imprese.

Sostegni estesi a tutte le categorie coinvolte

CNA chiede inoltre di ampliare la platea dei beneficiari dei crediti d’imposta e degli altri strumenti di tutela. Gli aiuti non dovrebbero essere riservati al solo autotrasporto merci per conto terzi, ma comprendere anche l’intero tessuto dell’artigianato diffuso.

Tra le categorie indicate figurano impiantisti, manutentori, elettricisti, idraulici, artigiani edili e piccole attività manifatturiere. La richiesta riguarda anche il trasporto di persone, con particolare riferimento ai servizi di noleggio con conducente e agli autobus turistici.

Si tratta di imprese che utilizzano quotidianamente i propri mezzi e affrontano gli stessi rincari degli autotrasportatori, ma spesso senza beneficiare di specifiche misure di protezione.

Credito d’imposta con compensazione settimanale

La terza misura prevede l’introduzione di un credito d’imposta sui carburanti calcolato su base settimanale, con compensazione fiscale rapida.

Il beneficio dovrebbe essere determinato considerando la differenza tra il prezzo effettivamente pagato dalle aziende e i valori medi ufficiali indicati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Secondo la proposta, il credito dovrebbe essere utilizzabile immediatamente e senza procedure burocratiche complesse. La cadenza settimanale consentirebbe alle micro e piccole imprese di preservare la liquidità, evitando di attendere mesi prima di recuperare una parte delle spese sostenute.

Più controlli sulla filiera

L’ultima richiesta riguarda il rafforzamento della vigilanza contro eventuali speculazioni. CNA sollecita il Governo a potenziare i controlli affidati al Garante per la sorveglianza dei prezzi, conosciuto come Mister Prezzi, e alla Guardia di Finanza.

L’attività di monitoraggio dovrebbe concentrarsi soprattutto sui margini di raffinazione e distribuzione, verificando eventuali aumenti non giustificati lungo la filiera. In presenza di comportamenti speculativi, l’associazione chiede interventi e sanzioni tempestive.

Per CNA Treviso, senza un controllo efficace qualsiasi riduzione fiscale rischierebbe di essere assorbita dagli aumenti applicati nelle diverse fasi della distribuzione, senza produrre benefici reali per cittadini e imprese.

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